AQ – Appunto Quotidiano #15 – Fiducia tradita e responsabilità negate


Ci sono momenti in cui la fiducia che doniamo non viene restituita. Momenti in cui l’impegno, la lealtà e la disponibilità sembrano cadere nel vuoto, lasciando ferite profonde.

Per molto tempo ho creduto che fosse giusto offrire sostegno a una persona vicina a me. Le ho presentato contatti importanti, persone capaci di darle strumenti utili per orientarsi nel suo nuovo lavoro. Lei ci ha creduto. Ha creduto in quel luogo, in quell’ambiente, in quella possibilità di crescita. Ma quando avrebbe avuto più bisogno di supporto, è stata respinta.

Chi avrebbe dovuto ascoltarla, invece, l’ha esclusa. È rimasta fuori dalla cerchia, proprio nel momento in cui aveva bisogno di sentirsi parte di qualcosa.

A casa mia conservo ancora del materiale, frutto di chi non ha voluto tenerne conto. Mi sono chiesta se lasciarglielo, perché potrebbe servire ai suoi futuri clienti. Ma dentro di me si agita un conflitto: da un lato, il desiderio di aiutarla ancora; dall’altro, la difficoltà di accettare il gesto ingiusto e irresponsabile di chi avrebbe dovuto agire con coscienza.

Quello che mi ha ferito di più non è solo il silenzio, ma il senso di superiorità con cui tutto è stato gestito. Un ego che nasconde solitudine, e un uomo che, pur considerato di valore, si è mostrato presuntuoso, scorretto e privo di responsabilità.

Forse un giorno non ricorderò più come andrà a finire questa storia. Forse ne sarò lontana già da tempo. Ma credo fermamente che esista una giustizia più grande di quella umana.

Come ricorda la Bibbia (e come ricordo io l’impatto su questa lettura):
«Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.» (Ecclesiaste 1:9)

Nel bene e nel male.

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4 risposte a “AQ – Appunto Quotidiano #15 – Fiducia tradita e responsabilità negate”

  1. Personalmente non mi sentirei in colpa visto che la scelta di respingerla non è dipesa da te. Non so se hai parlato con questo responsabile irresponsabile della questione, o se avete discusso della cosa.

    Il materiale di cui parli è tuo o della persona di cui racconti? Nel primo caso non sei tenuta a restituirglielo, nel secondo io glielo darei.

    Altro faccio fatica ad annotare data la vaghezza del tuo post

    Buona giornata Amalia

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    1. Vaghezza? Grazie del giudizio.

      Nel mio caso sono sfoghi momentanei distribuiti come appunti, ma apprezzo di per avermelo fanno notare, solo credo che molte cose, per essere sviscerate, hanno necessità di più tempo o addirittura di un dialogo dal vivo.

      a ogni modo, per rendere più breve e intensa la questione: penso che se una cosa nasce storta, l’emozioni che associ a quella situazione si tramanda. E’ un fatto di principio.

      Su questo ti invito a scoprire un progetto di arte contemporanea di alcuni anni fa. Si chiama The florence experimet. E’ stato fatto a Firenze, Palazzo Strozzi. Alla base del progetto di Holler e Stefano Mancuso si è notato come gli umori degli esseri umani potessero influenzare l’andamento e la crescita delle piante. La logica che perseguo è la stessa: se io lascio una cosa che non reputo di valore a una persona che non è stata accolta, io sto consegnando un progetto che presenta solo una grande presunzione a chi non ne ha dimostrata.

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      1. Risultati

        Le nostre osservazioni hanno dimostrato che le piante lanciate dallo scivolo in compagnia di una persona, presentano un livello fotosintetico e di conduttanza stomatica significativamente più basso sia delle piante di controllo non lanciate che di quelle lanciate senza la persona (Figura 1). Di contro, non sono state rilevate differenze statisticamente significative nei livelli di questi due parametri fisiologici in base al sesso, al fumo o allo stato emotivo (Figura 2) o all’eta (Figura 3) delle persone durante la discesa. Da queste osservazioni si può dedurre che la presenza della persona durante la discesa dallo scivolo ha sempre, indipendentemente dal tipo di persona, un effetto negativo sulla fisiologia della pianta.

        L’emotività umana è negativa per le piante. Non capisco come tu possa usare lo stesso approccio. Se una cosa nasce negativa può essere cambiata dalle nostre scelte. Dalle nostre interazioni.

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      2. Lo stesso approccio nello scartare quello che per me è negativo. Se per me è negativa, io non la tramando.

        In questo caso non ho concesso, a chi non è stato rispettato, di avere quei materiali.

        È più chiaro adesso?
        In più io mi riferivo a un ambito di progetto legato non a questa parte dello scivolo, ma alla sezione legata al cinema.

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