#Arte: ITALICS – Panorama 2027 arriva a Genova

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Quando ho letto che la prossima edizione di Panorama sarà a Genova, ho pensato subito a quanto una città possa cambiare, non solo nel tempo, ma anche nello sguardo di chi la osserva.

Nel 2001 avevo vent’anni. Genova era il G8, le immagini che arrivavano dagli schermi, la violenza, Carlo Giuliani, la Diaz. È difficile, per la mia generazione, separare completamente quella città da quelle immagini. Sono passati venticinque anni, ma quella percezione è rimasta, almeno per me.

Per questo trovo interessante che oggi Genova venga raccontata attraverso una comunicazione diversa, fatta di cultura, grandi eventi, musica e contemporaneità. Penso alla comunicazione della sindaca Silvia Salis e a un evento come quello con la dj Charlotte de Witte: episodi diversi, ma capaci di produrre una nuova immagine pubblica della città.

È qui che penso a Panorama e a quello che ho visto accadere a L’Aquila nel 2023, con la curatela di Cristiana Perrella. Mi aveva colpito l’idea di una mostra capace di uscire dai luoghi deputati dell’arte e di entrare nella città, mettendo in relazione opere, patrimonio, vita quotidiana e trasformazioni. Non semplicemente portare l’arte in un luogo, dunque, ma usare l’arte per rileggere quel luogo.

È una prospettiva che sento vicina anche al percorso che ho cercato di raccontare in questi anni attraverso queste pagine. Partire dalla provincia teramana, in Abruzzo, e arrivare a Firenze ha significato per me avvicinarmi a scenari dell’arte che, guardati da lontano, sembravano appartenere a un altro mondo. A Firenze ho potuto osservare come il patrimonio possa dialogare con il contemporaneo, come una grande istituzione possa aprirsi ai linguaggi internazionali e come l’arte possa interrogare non soltanto il presente, ma anche ciò che ancora non sappiamo vedere del futuro.

Per questo la presenza di Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, assume per me un significato particolare. In qualche modo, il percorso che mi ha portato dall’Abruzzo a Firenze torna ora a incontrare Genova: tre città molto diverse, ma accomunate dalla possibilità di essere raccontate attraverso l’arte in modo nuovo.

E forse è proprio questo che mi interessa di Panorama 2027: la possibilità che non si limiti a portare opere a Genova, ma contribuisca a spostare lo sguardo sulla città, aggiungendo alla memoria del passato nuove immagini del presente e del futuro.

Non cancellare ciò che abbiamo visto, ma permetterci di vedere altro.

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