Sue Lyon and James Mason in Lolita directed by Stanley Kubrick, 1962 (web)

Lolita? Jerry Saltz e Nabakov #associazioni #libri #streetart #fotografia #arte[#riflessione]

Questa settimana non volevo scrivere nulla. Qualcosa è scattato quando ho visto la foto di Jerry Saltz – il famoso critico d’arte americano – sulla sua pagina facebook.

Jerry Saltz, Ninth Ave. Chelsea NYC.

Un aborto. Non un parto. Ho immediatamente associato Lolita, libro dell’autore russo Vladimir Nabakov (Mondadori, 1959). Questa connessione è partita pensando a come lo scrittore abbia sviluppato una trama in inglese e in un secondo momento sia stata tradotta da lui stesso nella sua lingua madre. Non ho guardato alla pornografia dell’atto di presunta denuncia streetart sulla contemporaneità dei fatti politici, quanto alle ragioni che ci sono dietro un volume che ha generato negli anni della sua uscita scandalo e fama a un creatore già di suo affermato. Ho ripercorso lo stile allusivo e affabulatorio in una eleganza mai espressamente diretta, fastidiosa tanto vera. Ho ripensato a come quel testo raccontava questa sorta di anomalia endemica dell’inseguimento che c’è tra paesi della vecchia Europa rispetto a quella gioventù americana, fresca, frivola, apparentemente leggera che oggi non c’è più (o forse è solo esasperata, ramificata e amplificata in tutto il mondo).

Nella posa realizzata da un artista a me sconosciuto ho visto ritratti due adulti in un gesto che potrebbe essere considerato offensivo, se non fosse che lo stereotipo dell’omosessualità calcato racchiude l’idea di un film commerciale degli anni novanta (I Gemelli, con Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito). Non una briciola che prenda ispirazione da Humbert Humbert impoverito dalla voracità di un desiderio sconosciuto verso una ragazzina.

Chissà come oggi, lui, Nabakov, appassionato sviluppatore di cruciverba, tratterebbe questo grande enigma sul presente? Penso che la letteratura sia ancora uno strumento vivo, capace di fermare chi legge un attimo prima, rispetto all’immagine (cinematografica/fotografica/pittorica), che proietta immediatamente a un dopo, grazie a quell’istante.

Paul Strand, Blind, 1916 (web)

su Lolita, qui e qui.
su Paul Strand, qui e qui

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