Papa Francesco, l’intervista di ieri #riflessione [ #autunno2020 ]

Leggevo l’intervista rilasciata da Papa Francesco per Adkronos (qui).

Lo scorso anno ho scelto di abbandonare un libro a metà, metteva in luce i molti scandali all’interno del mondo ecclesiastico. Parlava di come ci fossero della grandi fazioni contrarie alla sua figura, di intrighi legati alla sessualità dei sacerdoti, ai giri di prostituzione omosessuale, alle organizzazioni politiche, ai soldi, in reti complesse e distribuite in tutto il mondo. Un testo che faceva venire il voltastomaco per chi è fuori da queste dinamiche e guarda alla vita con luce nel suo spessore morale e di alto rispetto.

Mi sono sempre chiesta cosa possa rappresentare in una piccola realtà questo tipo di processo di ostentazione al potere, la vanità di piccoli sacerdoti che alzano il vocione con quelle comunità che credono siano ancora analfabete o da educare.

Mi sono trovata di fronte a loro per lavoro. Non tutti, ma buona parte è costituita da finti intellettuali, persone da considerare di alto rango che citano i contenuti ascoltati da chi si è seduto a tavolino il proprio lavoro nello studiare e nel mettersi in discussione. Persone dall’animo piccolo, con case piene di libri, pronte a guardare gli altri dall’alto in basso con commenti poveri e cinici, poco attenti alla sensibilità altrui. Sacerdoti – o finti tali – che hanno addosso solo la carne per essere definiti umani.

Su qualche articolo del blog di alcuni mesi fa, ho già rilasciato dei commenti legati alla mia incomprensione sul ruolo di chi sceglie di indossare l’abito talare, di rinunciare alla propria esistenza per paura di affrontare le vicissitudini della vita. Forse sarà il mio animo da rompiscatole, ma il senso di responsabilità non può essere solo un modo di dire, va applicato con esercizio e disciplina ferree nei confronti di se stessi in primo luogo, e poi – al massimo – richiesto agli altri, ma saranno gli altri a decidere cosa fare della propria esistenza.

Le dichiarazioni di ieri, quelle rilasciate da Bergoglio, non comunicano niente di nuovo per chi è abituato ad ascoltarlo. Mi pare abbastanza coerente con quello che deve portare avanti con chi, come lui, spinge verso un mondo fatto di aperture e riconoscimenti. Una prova di cambiamento radicale nella forma mentis di una Chiesa che allo stato attuale è devastata dalla corruzione.

Io non so cosa sta accadendo al mondo, ma guardo dalla finestra qualcosa che implode su stesso. Prendo il caso della Polonia, delle donne polacche che si vedono deturpare la possibilità di interrompere una gravidanza. Scenari che oggigiorno mostrano movimenti e sommovimenti di ogni tipo, per la natura, per gli uomini, le tecnologie. Urla e caos continui, fatti di tante voci che assieme fanno un rumore devastante e insopportabile.

Mi chiedo  sempre di più se dentro questi giri di parole e striscioni, oltre alla ideologia, esista davvero una volontà pratica di credere in qualcosa che possa avere un briciolo di sensibilità.

Se la Chiesa Cattolica è in pieno caos al suo interno, come può rispondere a intere comunità? Può rispondere ancora alle richieste di una intera umanità? I suoi componenti sono pronti a dare supporto?

Allora verrebbe da esprimersi come fanno loro: beati coloro che riescono a osservare il valore della propria luce, perseguire la propria a strada senza ferire nessuno e credere nella fiducia, nella fratellanza di una visione laica e di impegno civile fatto di atti concreti e piccole cose!

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2 Comments

  1. tramedipensieri

    Troppe interferenza chiesa\stato, troppe per non dubitare della loro estraneità ai fatti di tutta una popolazione mondiale. Certo in Europa si sente ancora di più.
    E il potere non è solo dato dalla parola evangelica…ma anche dei grandissimi possedimenti mobili ed immobili.
    Discorso lungo… ciò che tu hai scritto lo condivido totalmente.

    Per non dire quanto l’educazione cattolica ha danneggiato gravemente la vita di tantissime donne.

    saluti
    .marta

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