È da un po’ di tempo che sto prendendo in considerazione le letture di Michela Murgia: intellettuale che ha lasciato in eredità grandi riflessioni sul futuro.
God Save The Queer. Catechismo femminista (Einaudi, 2022) è un saggio per i credenti che include l’uso delle immagini all’interno di una dimensione cattolica che si fa sociale. L’autrice prima di porre domande ai lettori è la principale fautrice di un pensiero che apre a mille prospettive, e questo significa avere la possibilità di ragionare attraverso un’ottica agganciata alla memoria visiva di chi ha creduto e crede nella figura del Cristo.
Quanto detto dagli studi e dalle lotte femministe avute finora, dimostra quanta attenzione c’è stata su questi argomenti. Si tratta di temi delicati e dedicati alle società contemporanee e su come esse abbiano difficoltà a rapportare il proprio punto di vista su questioni che partono da scelte e prospettive di ogni singolo individuo. In God Save the Queer, Murgia pone alcuni interrogativi, parte dalla costruzione di alcune immagini che ci arrivano in eredità della storia dell’arte e su quanto esse abbiano codificato il nostro sguardo nel tempo.
È importante capire questo dato poiché esso è frutto di una visione che cerca di allargare il suo punto di vista partendo da sé e valido per ognuno.
Murgia non stabilisce un’idea su quanto un argomento possa essere giusto o uno sbagliato, al contrario, invita ad abbandonare alcune categorie canoniche per interrogare il nostro quotidiano in un argomento che attraversa anche il nostro sguardo.
Il libro è per i credenti e per chi sceglie di mettere se stesso in discussione davanti a una pratica millenaria. Cerca più risposte su quegli accadimenti che portano gli esseri umani a cambiare e modificarsi nel tempo e verso il futuro. Quello che stupisce è la volontà di fede di una scrittrice che si dimostra essere di ferro nella sua etica che diventa una pratica tentacolare che attinge a più fonti di studio. La sua è una capacità di analisi che apre a una riflessione partendo da dentro, nel cuore di una dimensione cristiana che può e deve arrivare agli altri.
Se la figura del Cristo potesse estendere la propria unicità alla partecipazione di più componenti, saremmo capaci di spostare la nostra attenzione da quell’uno verso la Trinità nella sua complessità? Se Andrej Rublëv lo ha dipinto, allora ci sono buone prospettive che questo progetto si possa applicare.


L’autrice parte da due immagini e da alcune geometrie con una accuratezza di studio millimetrica; passa da uno a tre e in questo apre una netto ragionamento che ha portato avanti anche nel suo libro postumo intitolato Dare la vita (Rizzoli, 2023i). In entrambi, infatti, si continua a dibattere ogni giorno per la crisi del concetto di famiglia e verso un’estensione a un universo queer.


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God Save The Queer. Catechismo femminista, Michela Murgia, Einaudi, 2022
Donare la vita, Michela Murgia, Rizzoli, 2023
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