AQ – Appunto Quotidiano #9 – La biblioteca del futuro


Alcuni giorni fa leggevo il Corriere della Sera e una notizia ha catturato subito la mia attenzione: un manoscritto selezionato e custodito in un luogo speciale della Norvegia.

A Oslo esiste la Biblioteca del futuro (Future Library), un luogo dalle caratteristiche visionarie che crede nella capacità dell’umanità di arrivare lontano nel tempo. Qui, oltre a praticare principi di ecologia, rispetto della natura e dell’ambiente, si custodiscono manoscritti che saranno letti solo nel 2114.

Mi piace pensare che autori visionari, molti dei quali influenzano già il nostro quotidiano, possano essere raccolti come profetici, osservando la loro opera alla luce delle comunità future. Ogni anno, uno scrittore di rilievo internazionale viene selezionato e inserito in questo processo, contribuendo così a un gesto di fiducia verso le generazioni che verranno.

L’idea di speranza che trasmette questo progetto – la volontà di credere ancora nei gesti e nelle pratiche di comunità – è un aspetto da guardare con attenzione.

Sulle stesse pagine del giornale, leggevo di come il mondo politico sembri concentrarsi su conflitti e potere: Trump e Putin che si incontrano per spartirsi porzioni di territorio; un’America immaginaria bloccata negli anni ’80, con Stallone e Gloria Gaynor a dominare l’immaginario collettivo; o l’ex area sovietica che sogna di riportare alla gloria antichi confini. Sapere che esistono spazi in cui la storia e la cultura vengono scritte con calma, nel silenzio e nella cura della natura, mi fa credere che ci sia ancora valore nei gesti silenziosi: piantare alberi, puntare alla sostenibilità, rafforzare comunità che, seppure lontane, condividono visioni affini.

La Biblioteca del futuro è questo: un atto di fiducia, un ponte tra presente e futuro, un luogo dove la letteratura, la natura e le comunità si intrecciano per costruire una prospettiva più ampia.

Io voglio credere a questo.
Vi invito a entrare e ascoltare:
https://www.futurelibrary.no/

Chi sono?
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4 risposte a “AQ – Appunto Quotidiano #9 – La biblioteca del futuro”

  1. Peccato che la copertina non sia veramente una biblioteca immersa nel verde.. Tecnicamente quest’idea della Future Library è una chimera, difficile che un gruppo di persone ristretto, per quanto illuminato e animato da buone intenzioni, possa essere giudice di 10 generazioni di scrittori.

    Da un punto di vista simbolico invece è efficace perché come l’analogia dei semi, è un atto di fiducia verso un domani migliore.

    Sulla tristezza non ti preoccupare capita a tutti. Ma questa è un’altra storia.

    Ciao Amalia

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    1. È una chimera per chi è fuori dal mondo delle arti. Dovremmo essere testimoni nel 2114 per poterlo dire e soprattutto, lasciarlo dire al futuro. È stato realizzato, questo è ciò che conta e si ricollega proprio a quanto dici sulla fiducia

      Grazie mille 💕

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  2. Ho visto il sito, molto bello. Una curiosità: la foto è generata da AI o è un luogo della biblioteca in questione?

    Un’altra domanda: chi seleziona gli autori da mettere in questa biblioteca virtuale? La Paterson?

    Grazie di avere ancora fiducia

    Buona giornata

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    1. Grazie a te per passare sempre a trovarmi. Apprezzo molto la tua presenza e la fiducia che mi dimostri. Anche se ultimamente i miei post possono sembrare un po’ tristi, cerco sempre di mantenere fiducia nel futuro, un po’ come fa la Future Library con i suoi manoscritti: un gesto di speranza che guarda avanti, lontano.

      Per quanto riguarda le tue domande: sì, ho utilizzato l’intelligenza artificiale disponibile come strumento qui su WordPress per aiutarmi, e creo le copertine sulla base delle mie idee personali. Quindi, in nessun modo le copertine provengono dalla Future Library.

      Riguardo alla selezione degli autori per la Future Library, da quanto ho capito esiste un comitato fiduciario che, insieme a Katie Paterson, sceglie autori capaci di immaginare mondi e scenari visionari. La scelta non riguarda solo la fama, ma la capacità di catturare l’immaginazione delle generazioni presenti e future, proprio come un seme piantato oggi per fiorire tra cento anni.

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