La madre dei Caravaggio è sempre incinta – T. Montanari

Da diversi giorni ho una predisposizione verso la saggistica; così oggi vorrei parlarvi di un breve volumetto di settanta pagine edito da Skirà (2012), appartenente alla collana Sms, che ho acquistato a Bologna nell’ultimo incontro di Arte Fiera.

La madre dei Caravaggio è sempre incinta è un attacco verso i media. Non occorrono perifrasi per capire l’intento dell’autore, Tomaso Montanari, classe 1971, studioso d’arte moderna alla Federico II di Napoli, formatosi alla Normale di Pisa, curatore e commentatore, su un blog, tra le pagine del Fatto Quotidiano (clicca).

Attraverso questo scritto mette in luce aspetti che ruotano attorno al sensazionalistico panorama della divulgazione di notizie dedicate all’arte. Insomma: tutto quello che ha poco a che fare con le istituzioni che si occupano seriamente di questi studi. E attacca volentieri – senza mezzi termini – chi si diverte a prestare il proprio patrimonio culturale a una prostituzione becera e consunta tra marketing e forme a pacchetto di attrazione turistica. A discapito – magari – di chi s’impegna ancora a rendere attivo il proprio ruolo di ricercatore.

Quello che cerca di affermare è che il controllo della veridicità dei fatti è alla base di un metodo scientifico solido, mai statico, piuttosto dinamico e aperto, che spetta allo storico dell’arte; non alle redazioni di un giornale o di un grosso network di comunicazione.

Questi ultimi, in realtà, annunciano spesso una scoperta di un’opera – o dettaglio di essa – sulla base di qualcosa che va – quasi – sempre oltre le circostante reali. Ciò che vuole far capire il volenteroso Montanari è che la credibilità e l’autorità di uno storico è minata da rumors di bassa lega, da annunci trasmessi come rivoluzionari, ma che di empirico hanno ben poco.
Caravaggio – come Raffaello, Michelangelo o Leonardo – diventa protagonista a sua insaputa di situazioni e dei luoghi più impensabili, sconosciuti anche al loro tempo. Così continua a citare esperienze e situazioni imbarazzanti cui grosse lobby cadono compiendo scivoloni impressionanti, e portando alla ridicola, personalità, indagini e approcci radicati nei secoli, raggiunti anche modo piuttosto difficoltoso, da chi ha cercato di guadagnarsi un posto di autonomia tra le suddette discipline di studio. A tutto poi, non tralascia di redimere neppure accademici e curatori noti, cioè coloro che portano il proprio ego in prima linea, soprattutto in casi in cui si è vicini alla politica attiva di uno Stato.

Personalmente prendo il documento di Montanari come argomento di riflessione, più che come oro colato. Ne faccio carico, e mi auguro che possa avere l’onestà intellettuale di ammettere i miei limiti davanti a situazioni simili, arrivando a chiedere aiuto o chiarezza, a chi compete, nel momento in cui mi trovo a dover lavorare su dati, testi e materiali, lontani dalla mia preparazione.

Buona Lettura!


Per approfondimenti: Rivista Mu6 – Aqbox TV

9 pensieri su “La madre dei Caravaggio è sempre incinta – T. Montanari

  1. Ho letto il saggio di Montanari (e suo anche ‘A che serve Michelangelo’) e lo trovo ub grande spunto per dibattere su tante deviazioni a cui è sottoposta oggi l’arte.
    Montanari partendo dalla sciagurata (ed ultima solo in ordine di tempo) scoperta dei nuovi disegni caravaggeschi* ha posto in luce quella che è la spettacolarizzazione dell’arte stessa. In quei giorni l’Ansa fece per prima l’annuncio, seguita a ruota da tutte le principali testate giornalistiche, tutte rigorosamente senza appurare l’autenticità (non dei disegni!!) ma delle fonti. Idem è accaduto col crocifisso ligneo di “Michelangelo”…
    A Montanari (anche se in alcuni punti ci va giù pesante!) deve essere riconosciuto lo status di ricercatore e studioso, per cui ogni notizia necessita di fonte e di studio. Lo storico dell’arte è una professione, non ci si puó inventare!

    * anzitempo ne feci anche io una riflessione, imbattendomi in un commento pungente dello “scopritore” del Fondo Peterzano.

    http://assolocorale.wordpress.com/2012/07/13/bufala-caravaggesca-in-salsa-milanese/

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    1. In realtà non ne parlo mai, ma per studio ne faccio abbastanza “uso” 😉
      Diciamo che ho deciso che è importante dare una forza anche a questo ambito, e quindi ne parlerò di più!

      Grazie mille per il suggerimento. 🙂

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  2. Secondo me esagera un po’ l’importanza dello scienziato. Nell’arte tanto sono importanti sensazioni, e le reazioni su un pezzo d’arte. Lo scienziato lo possa studiare, ma gli opinioni appartengano anche al pubblico. Quest’ultimo può essere corretto dallo scienziato (speriamo l’ascolta ogni tanto)

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    1. No, il problema è che lui considera l’incapacità dei giornalisti di riuscire a dare delle notizie verificate.

      Ti faccio un esempio: non so se conosci il programma “Il milionario” di Gerry Scotti?
      Un periodo è stata lanciata un’informazione secondo la quale, ci sarebbe stata una seconda testa di medusa di Caravaggio.
      Le tv hanno dato molto risalto fino a farla credere vera al pubblico. Invece è sbagliatissima.
      Ebbene, per questa notizia non vera, il conduttore è stato costretto a scusarsi davanti al pubblico, il giorno seguente, nonostante la concorrente avesse risposto bene – cioè che esisteva un’unica Medusa.

      Capisci? Non è legato alla percezione o l’emozione che l’opera può trasmettere, ma un vero attacco su chi si occupa di questi studi.

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      1. ho capito. Infatti il grande problema quando insegnavo al liceo erano gli studenti che cercavano loro ‘fatti’ su internet. A volte trovavo le cose più strane. Con l’internet tutti si considerano intenditori, perché l’hanno letto da qualche parte o è scritto altrove. Ci vorrebbe un materia al liceo che insegna gli studenti come giudicare la veridicità del tutto che si trova sull’internet.

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      2. Occorre gente più preparata nell’insegnamento, ma anche dei piani di studio mirati.
        Che gli studenti facciano ricerca su internet ormai non è un problema, il punto è che, ad esempio in wikipedia, sono spesso riportate molte voci senza fonti. La ricerca ha bisogno di prove, venirsi incontro in un confronto aperto, può essere una delle tante soluzioni per evitare tutto questo.

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