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Utopia – stagione 1 #serietv [#recensione]

Se nelle settimane scorse ho parlato di Lupin , la serie andata in onda su Netflix che avevo come fondamento la letteratura che ispirava un bambino a reagire per un sopruso, in questa mi concentro su Prime Video che ho imparato ad apprezzare proprio nell’ultimo anno e dal quale ho pescato Utopia grazie alla segnalazione degli amici di Facebook.

Avevo bisogno di qualcosa che viaggiasse tra temi horror, thriller e dimensioni splatter. Utopia parte da una graphic novel di un famoso autore di cui non si conosce l’identità. Una vecchia eredità di documenti trovati da due ragazzi che decidono di fare soldi su materiali inediti ed esclusivi legati da un immaginario che lascia tracce da interpretare e che solo i veri appassionati riescono a decodificare.

Il fumetto è cuore del tema che attanaglia utopia, distopia e pazzia. La scienza diventa un espediente interpretativo per parlare di bioetica e virus. L’argomento è talmente realistico che gli autori e i montatori non fanno altro che comunicare al mondo di come questa produzione non sia affatto legata alla pandemia da covid-19.

Della manipolazione dei dati, della appropriazione degli stessi dati in favore di studiosi senza scrupoli, tutto sembra partire dai bambini e persone programmate per amplificare l’ego di un personaggio ultra-protetto che ha sviluppato un sistema complesso di relazioni e luoghi legati ai messaggi criptati e ai mezzi di comunicazione.

Per certi versi, negli scenari dedicati alla scoperta e alla valutazione della veridicità dei fatti sembra di avere di fronte Chernobyl andata in onda diverso tempo fa su Sky Atlantic o in generale a una evoluzione del genere di spionaggio.

In Utopia protagonista della scena è un gruppo che si ritrova a unirsi in un raduno di cosplayer dove hanno intenzione di acquistare una pagina di quello che è la loro passione guida – che vista l’evolversi della narrazione e della situazioni, interessa a molti.

Protagonista è l’immaginario: il paranoico strutturato su persone che a un certo punto esistono davvero e coi quali bisogna fare i conti per capire fino a dove si deve arrivare muovendosi velocemente e con distacco.

A differenza di molte serie viste in precedenza, il ruolo della donna combattente è sempre più marcato.  Accade in Motherland : Fort Salem nella difesa della patria, accade qui in nome della promessa di riscoperta di un padre.

Siamo abituati a vedere film del passato di questo genere, dove chi salvava qualcuno era sempre la vergine del gruppo. In Utopia è un uomo ad esserlo – almeno lo si lascia intendere, e pare che sia lo stesso che potrebbe anche avere un ruolo decisivo nell’evolversi della storia.

Quando si ha intenzione di guardare questa serie, non bisogna aspettarsi una lettura facile e leggera: è piuttosto realistica e ansiogena, adatta a chi è abituato a non farsi condizionare da questi racconti.

A questo che dire? attendiamo la seconda stagione.

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