Le esistenze possibili nell’opera di Tiziana Fusari – Fondazione Giorgio De Marchis – MAXXI – L’Aquila #arte #mostre

La mostra dedicata all’opera di Tiziana Fusari è un piccolo progetto esplosivo pensato per approfondire alcune questioni centrali del suo lavoro. La Fondazione Giorgio De Marchis di L’Aquila ha colto in pieno questa opportunità e ha creato un incontro di riflessione su ragionamenti che partono dal sistema dell’arte in un progetto che ne attraversa ben due, e in due sedi distaccate.

La Comédie humaine si presenta al pubblico in una formula che contiene una moltitutine di angolature e prende vita grazie al visitatore che sceglie di avanzare il suo passo tra le sedi della Fondazione De Marchis e quelle del Museo MAXXI di poco distante.

La scelta del punto di vista non è definitivo, dipende da quale orientamento si è deciso di adottare, e quest’ultimo lo decreta chi arriva dai diversi ambienti che ne condizionano l’andamento interpretativo su quanto ha visto o vedrà.

Il mio è stato di iniziare dal nucleo più esteso, cioè quello più ricco e complesso della Fondazione De Marchis dove si esplorano gli scenari possibili offerti a chi si trova a scoprire una versione multi sfaccettata dedicata a una parte del lavoro ricercato da Tiziana Fusari.

Si tratta di una testimonianza intima che è viatico su una personalità che si è dimostrata capace di ribellarsi alla sua stessa Accademia, per poi esserne cacciata e rientrata nel pieno della sua autorità attraverso i suoi progetti lasciati in eredità agli osservatori che siamo noi oggi.

L’intreccio biografico che ho avuto la fortuna di ascoltare grazie a chi ha realizzato questa mostra, dice molto su una vita immaginata come una danza sfrenata, basata su scelte che hanno preso forma nella costruzione di quanto è stato il suo modo sondare l’animo umano più profondo attraverso i suoi gesti.

In questi percorsi è innegabile trovare il tema radicale del dramma, cioè l’aspetto teatrale che ci condiziona nei rapporti tra le cose e le persone.

Fin dall’ingresso in Fondazione De Marchis, le fotografie di Mauro Mattia – curatore della mostra assieme a Barbara Olivieri – fanno pensare a quanto possa incidere nel quotidiano una figura di artista dai tratti corrosivi e leggeri, una donna portata a raccontarsi davanti a logiche di un organismo quale è la vita nelle sue relazioni intricate fatte di verità e tradimenti.

L’immaginario di Tiziana Fusari è segnato da una vivace sofferenza che reagisce al conformismo con una grande ironia, a quegli elementi che le hanno dato modo di essere piena in questo universo frammentato. Nella parte finale del camminamento esiste una grande visione in cui racconta, attraverso un abbeceradio oculato, un alfabeto di fattori che portano verso un inesplorato su cui si potrebbe avviare una ricerca rigorosa dal punto di vista dell’interpretazione simbolica.

Il coccodrillo, le mani, le gambe, le donne, gli uomini, i bambini, i luoghi, i vestiti, i corpi, gli oggetti, sono organizzati per sezioni, azioni messe in luce in precisi tagli. Chi guarda quei quadri vede protagonisti senza volto o incompleti sui cui esiste una scelta netta basata sull’orchestrazione della comunicazione non verbale che rivela una parte possibile di atti compiuti dagli esseri umani.

La mostra è anticonformista, sta nel sistema della logica di uno spazio, risplende nella rottura di una composizione che non ha un impianto canonico realizzato di campiture pensate per una o più tele tradizionali. E’ piuttosto un azzardo sperimentale figurato in sospensione nella quotidianità semplice, come semplici sono le superfici leggere di carta sartoriale su cui sono realizzati i dipinti che si modificano tra uno strato e l’altro, e in strato e strato, nel segno, tre gli spazi, nella loro fragilità.

Chi si reca al MAXXI L’Aquila può pensare a un traghettamento di anime unite, sospese e allineate, esseri che cercano di portare un messaggio, al contrario, chi si trova in Fondazione De Marchis è immerso in un regno che ricerca equilibri tra realtà velate e interrogate.

In entrambe le situazioni si è pilotati da tonalità e sfumature rosse, gialle e oro. In questi due passi esiste anche una dimensione temporale, ma quella è raggiungibile da chi vive adesso e secondo le proprie modalità di velocità di sguardo l’attraversamento di opere che a volte servono ad archiviare brutte emozioni.

E se fossero queste le diverse tensioni che permettono la messa in moto della nostra esperienza di essere individui piantati nel mondo?

Tiziana Fusari non svela mai chi è veramente e i curatori hanno mantenuto fede a questa richiesta. L’artista aleggia solo nel suo operato, e la verità – se esiste una verità – passa in secondo piano rispetto a quante possibilità di lettura e interpretazione ci sono in una mostra che è un appuntamento e si presta essere come una scoperta continua.


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La Comédie humaine di Tiziana Fusari
a cura di Mauro Mattia e Barbara Olivieri,
Fino al 28 gennaio 2024
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – L’Aquila
Project Room, MAXXI L’Aquila – L’Aquila

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