Romanzo dello scrittore di origine irlandese Frank McCourt, Le Ceneri di Angela, è stato pubblicato nel 1996 e approdato in Italia grazie alla casa editrice Adelphi, l’anno seguente.
Avevo il libro da diversi periodi, mi era stato regalato da due cari amici per il compleanno. Ogni volta cercavo di scorrere qualche frase, ma un certo rifiuto non mi permetteva di andare avanti. Siccome esiste un tempo per tutto, mi sono occupata di altro, e quando è arrivato quello giusto, ho preso coscienza di quanto mi ero sbagliata nel giudicare frettolosamente la sua tristezza.
Si tratta dell’autobiografia romanzata dell’autore, che racconta la sua esistenza in una chiave talmente dignitosa, da uscirne alla fine della lettura sollevati e rafforzati.
E’ un romanzo di formazione e educazione dove il protagonista Frankie nasce da un accoppiamento infelice tra la madre Angela e il padre nord irlandese alcolizzato, con scarsa voglia di lavorare e insufficiente volontà di mandare avanti una famiglia che, nel corso degli anni, sarà decimata da morti su morti. E’anche un testo di riscatto, per una vita vissuta in totale povertà, dopo il ritorno in Irlanda, nella costante ricerca di una casa che superi la definizione dispregiativa di latrina.
Francis è un ragazzino che prende porte in faccia da tutti, è maltrattato e considerato poveraccio per via delle vesti e dei comportamenti che ha. La sua unica salvezza è lo studio, assieme a una forte spiritualità, in un’Irlanda così cattolica, da non riuscire a vedere le reali necessità di chi è povero e ha tutte le carte in regola per ottenere un’esistenza migliore.
Ci sono pagine in cui è difficile staccarsi, dove leggere di uno schiaffo, significa sentirlo addosso come un graffio. Ce ne sono altre dove l’unica voglia è piangere. Sostenere le lacrime di un protagonista che non ha commesso nessun peccato infernale, ma che è costretto a confessarsi segretamente dopo una sbronza ottenuta la sera prima del compimento dei suoi sedici anni, dopo una vita così difficile, porta il lettore in una sorta di catarsi individuale.
Sebbene il mio pensiero non renda giustizia alla potenza delle parole di McCourt, io consiglio di leggerlo, e magari ottenere assieme a lui, quella forza di ricominciare, dove i propri genitori hanno fallito.
Frack McCourt ha ottenuto il premio Pulitzer nel 1997.
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