Sfogo: io odio i citazionisti.

Io non ho mai capito i citazionisti: quelli che si riempiono la bocca e la scrittura di frasi dette o scritte dagli altri. La cosa che mi spaventa di più è che molto spesso dietro tutto questo tran tran di parole non c’è nulla.

Sono abituata a credere che una frase pronunciata e digitata da personalità rilevanti occorra a una propria riflessione personale.
La condivido – nel senso che la inserisco su facebook o  su altri social media -, ma quando mi trovo a parlare con qualcuno mi viene semplice rielaborare il concetto, ne faccio parafrasi e la ripropongo con l’idea che ho maturato.

Stare lì a minuziare, a rendersi belli è come essere protagonisti dello spot Sky sui cinepanettoni, mi fa incazzare a bestia, poiché non sopporto la precarietà mentale.

Finti, finti come la Morte nel Settimo Sigillo di Ingmar Bergamn.

E’ diventato così difficile sforzare il cervello per avere un concetto proprio?

Ps. e se un giorno dovessi diventare pure io così, falciatemi: è un ordine.

28 pensieri su “Sfogo: io odio i citazionisti.

  1. “Hai proprio ragione.” (Heinz Einstein, cugino di Albert, 1913)
    “Lo dico sempre anch’io.” (Marco Tullio Cicerone, 36 a.C.)
    “Non vedo cosa ci sia di male.” (H. Himmler, 1942)

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  2. Replico da citazionista.

    In primo luogo, qualche volta ho qualcosa da commentare, da aggiungere o da replicare e semplicemente trovo che qualcun altro lo abbia detto in modo che non sono in grado di milgiorare. La citazione di solito è adattamento: quando cito qualcosa o qualcuno lo piego alle mie esigenze e contemporaneamente gli rendo omaggio, altrimenti non è citazione, è plagio.

    In secondo luogo, a volte è un modo per essere pindarici per esplicitare un’associazione di idee, perché quella tal cosa mi ha fatto venire in mente quella tal altra. E magari per proporre uno spunto, fosse anche solo a me stesso.

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  3. …no, il punto è che c’è modo e modo… uno cita perchè ha qualcosa da dire e non sa come dirlo e l’altro cita perchè non c’ha un cazzo da dire. Bisogna imparare a distinguere, perché pure io ho, avevo, questo moto di repulsione… evito come la peste i blog che citano e non creano discussione, mentre frequento volentieri i blog che citano per muovere i cervelli… son due robe diverse. La differenza la si vede nei commenti che seguono le citazioni.

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