Sfogo: io odio i citazionisti.

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Io non ho mai capito i citazionisti: quelli che si riempiono la bocca e la scrittura di frasi dette o scritte dagli altri. La cosa che mi spaventa di più è che molto spesso dietro tutto questo tran tran di parole non c’è nulla.

Sono abituata a credere che una frase pronunciata e digitata da personalità rilevanti occorra a una propria riflessione personale.
La condivido – nel senso che la inserisco su facebook o  su altri social media -, ma quando mi trovo a parlare con qualcuno mi viene semplice rielaborare il concetto, ne faccio parafrasi e la ripropongo con l’idea che ho maturato.

Stare lì a minuziare, a rendersi belli è come essere protagonisti dello spot Sky sui cinepanettoni, mi fa incazzare a bestia, poiché non sopporto la precarietà mentale.

Finti, finti come la Morte nel Settimo Sigillo di Ingmar Bergamn.

E’ diventato così difficile sforzare il cervello per avere un concetto proprio?

Ps. e se un giorno dovessi diventare pure io così, falciatemi: è un ordine.

Cantucci, diciamo.

cultura, vita

Eccomi, sono tornata, buon anno a tutti!

Negli ultimi tempi ho scritto poco: ho intenzione di terminare gli ultimi esami all’università entro la prossima sessione – se qualcuno vuole pregare per me e starmi vicino in questa penitenza lo ringrazio anticipatamente.

Cosa mi ha portato ad allungare il mio percorso di studi?
Ho perso la voglia nel corso del cammino, dopo lo step della tesi triennale durato nove mesi, ho stravolto la mia concezione di studio, tanto da non riuscire più a capire perché debba ancora essere vittima di una complessa e disperata logica d’esamificio – oppure sono stati e sono capricci; nel frattempo lavoro e ho lavorato.

Purtroppo ho scoperto che il mio corso di studi specialistico mi annoiava; nel frattempo è arrivato un innamoramento che mi ha devastato l’esistenza e cambiato le prospettive del mondo in maniera del tutto negativa, non facendomi trovare la giusta energia e portandomi a chiedermi spesse volte cosa io abbia fatto in questi quasi due anni di vita.
Fortunatamente i miei stimoli non mi hanno mai abbandonata, anche se la priorità ora è diventata cinematografica e molto meno letteraria, nonostante mantenga un equilibrio giusto tra i due. In più ho la cucina, che mi ha aiutato a prendermi cura di me,  abbracciando i miei amici, in lunghe serate dove non avevo voglia di vedere veramente nessuno.
Finalmente è arrivato un cane, da un anno tutti i giorni mi strappa sorrisi sinceri e mi stupisce con le azioni piu’ assurde.

La ricetta che oggi propongo è semplice, buona, e veloce da fare.
Si tratta di una serie di biscotti caresecci, uno tira l’altro:

Cantuccio, diciamo.

Ingredienti:


100 gr di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio d’olio evo
100 gr di farina
100 gr di mandorle tostate.

Placca e carta da forno
Temperatura di cottura 180° per 15 minuti nella fase iniziale, 10 per la tostatura.

Procedimento:

Amalgamare bene zucchero e uovo, versare la farina e in seguito le mandorle tostate. Quando l’impasto sarà abbastanza rappreso, creare dei panetti di media o piccola grandezza, ponendoli sulla placca e infornandoli per il tempo che vi ho indicato sopra.
Quando saranno pronti , oltre al profumo, badate sempre al colore non troppo acceso. Tirateli fuori, lasciateli riposare fino a farli raffreddare, tagliateli tipo cantucci, risistemateli nella pentola di cottura e infornate nuovamente per 10 minuti  fino a farli dorare.

Serviteli come opportuno ritenete.


Buon pomeriggio e buon biscotto!