daniele mencarelli, tutto chiede salvezza, mondadori 2020 ph. amalia temperini

Tutto chiede salvezza – Daniele Mencarelli #libri [#recensione]

Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli (Mondadori, 2020) si legge in tutta in velocità. Il tema che affronta sembra essere basato sulla storia personale dell’autore.

Siamo nel 1994. È una estate caldissima. L’Italia della nazionale gioca negli Stati Uniti per i mondiali di calcio. Daniele subisce un TSO, viene portato in una struttura ospedaliera a seguito di una aggressione contro il padre. Incontra quattro persone etichettate come pazze. Ognuna è intrappolata nel proprio disturbo, si ritrova a rapportarsi con se stesso e gli estranei nella condivisione di uno o più dolori di fondo legati a dinamiche familiari in un luogo rarefatto e apparentemente senza tempo.

Il racconto è strutturato in cinque giorni, ridefinisce la percezione della realtà.

L’accettazione, persone che per una settimana sono nuova famiglia, segna l’esperienza del protagonista in una amicizia che è destinata a terminare, chiudersi con la condivisione di un momento basato su un forte senso di disagio che si amplifica proprio l’ultima notte di permanenza nella struttura psichiatrica, in ciò che accade a Mario, il più saggio di tutti, l’uomo che stabilisce una riflessione sul valore del giudizio.

La lontananza, la distrazione di medici e di infermieri è lampante, marcata da un ritmo segnato dall’uso della lingua romanesca che rende la situazione come una normale routine dai tratti surreali.

C’è qualcosa di rarefatto e indefinito che trasporta il lettore a identificarsi in certi racconti. Ad esempio, la descrizione di ragazza conosciuta tempi addietro, uscita di testa, innamorata persa di un compagno inesistente. Violata dalla impostura e dalla complicità di chi ha deciso di prendersi gioco di lei in gruppo, in quella mediocrità che appartiene a molti, quando si è ragazzini.

Il libro affronta anche la delicata questione della relazione che connette il ruolo del poeta/artista, del suo stato di grazia, della necessità di libertà. Il valore salvifico della poesia

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