Sui diritti delle donne - Mary Wollstonecraft - ph. Amalia Temperini

Sui diritti delle donne – Mary Wollstonecraft #libri #saggi #donne

Su questo libro sono accadute cose impensabili, mi sono trovata a leggere Moliére – come dicevo nel post a lui dedicato alcune settimane fa – ed è stato una sorta di precursore che mi ha introdotto a questa lettura illuminata. Avevo già avuto modo di incontrare l’autrice, ma mai soffermarmi ad approfondire quello che diceva, così, durante il corso sulle Politiche della differenza, il suo saggio è stato uno dei volumi cardine consigliati dalla docente e ho colto l’occasione per sceglierlo e leggerlo in e-book.

Sui diritti delle donne di Mary Wollstocraft è breve, tra le sue pagine una visione chiara di quello che è il concetto di amore separato da quello di passione.

Siamo nel secolo dei lumi e nella aristocrazia inglese emergeva l’esigenza di riconoscere la propria posizione – una vera e propria possibilità di spazio – all’interno di quello che era il mondo settecentesco delle monarchie.

Secondo l’autrice il dato che aiuta a fare la differenza in una donna è la sua possibilità di istruzione. La riflessione parte da Jean Jacques Rousseau, un autore che lei ama molto, ma con il quale entra spesso in conflitto a causa delle sue posizioni sulla uguaglianza.  Secondo lui le donne devono essere belle, devono farsi abbindolare della ricchezza, devono essere destinate al matrimonio e assecondare le necessità di figli e mariti.

Su che manuale è scritto? e chi lo ha scritto? Se uno dovesse girarsi attorno nel 2020, quante cose sono cambiate e quante ancora persistono nella nostra educazione?

Il problema sollevato dalla filosofa non è tanto la questione su questi elementi miscelati che ancora oggi recludono la visione di tante persone che conosco, ma il discorso sul potere che permea la possibilità di incastrare una donna in ruoli che devono essere dimostrati per essere considerate brave e impeccabili, e queste cose vanno dal cucito alla spettacolarizzazione, assieme alla volontà di rimanere piantate in una condizione da crocerossina per accudire tutti.

L’uomo può essere libero di vivere la sua vita nell’appagamento dei suoi piaceri e nella ostentazione di un corpo, una donna deve compiacere e rendersi oggetto per apparire casta e appetibile, madre e donna perfetta, in concorrenza con sé e con le altre, altrimenti non è buona nulla.

Secondo il punto di vista di chi?

Quello che viene fuori da questa lettura è che ci sarebbero due schemi dominanti: figure femminili che si fanno soggiogare e quelle costrette a farsi valere per dimostrare di avere le palle. Una situazione che apre feroci discussioni tra le donne stesse ancora oggi e che pongono gli uomini sempre a margine come se non fossero responsabili di questi spettri perversi di condizionamento che ci hanno plagiato l’immaginario.

Il libro rafforza quello che afferma Virginia Woolf qualche tempo più tardi tra le pagine di questo libro di cui ho già parlato: clicca

Io li consiglio a chi vuole avere consapevolezza maggiore su di sé e a chi pensa di essere sempre nella posizione sbagliata.

 

Sui diritti delle donne di Mary Wollstocraft, Bur – RCS, 2008

 

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