Ricorrenze e tradizioni #vita #libri

Attualmente in stallo sul mio letto ci sono questi: classici della letteratura, libri con volontà di essere ripresi, novità ed emergenti scrittori.

Mi sono accorta da alcuni tempi che ho limite di 50/70 pagine di tolleranza. Se la scrittura non arriva fin da subito, abbandono.

Mi sento in colpa, a volte.
Non so se esistono altri lettori che come me si lasciano trasportare da questa condizione di rifiuto, dover ammettere che ci sono cose che non meritano di essere attraversate perché non lasciano nulla.

Farsi domande su chi abbia messo in circolazione certi progetti editoriali e capirne la strategia è una sorta di ossessione che ho per manifestare il disappunto 🤣

Mi capita di cercare recensioni entusiasmanti dopo aver lasciato schizzare via quelle pagine che ho rifiutato e mi chiedo come mai loro le hanno preferite.

Il mettersi sempre in discussione nonostante sai, con certezza, che quel volume non meritava rispetto perché chi lo ha scritto e pubblicato non ha avuto rispetto di te. Che poi per individuare e mancare di rispetto occorrono strategia e intelligenza micidiali, e non mi pare che ci siano tanti Dostoevskij in giro – almeno tra quelli incontrati finora.

Per me entrare in contatto con un autore è cosa complessa. Il mio professore di lettere alle prime lezioni universitarie diceva sempre di non cadere in quella trappola di immaginare la vita dello scrittore come quella dei protagonisti di un suo libro – regola fondamentale per la sua visione di critica. È stata una delle cose più difficoltose da imparare: accettare, mantenere il distacco davanti a qualcosa tu che modelli con la tua l’esperienza.

La questione è che tu hai a che fare con le proiezioni di chi racconta e le emozioni con le quali devi fare i conti per non cadere in una trappola che poi è uno specchio. L’autore rimodella, compone, cuce per farti tuffare. Il lettore può affogare. È una scelta.

Oggi ci sono varie ricorrenze qui: L’Aquila, il primo anno di morte di mia nonna e il compleanno della figlia di una mia amica.

Il sole è sparato in fronte, mezzo caldo e mezzo freddo.
La giusta distanza per fare buoni conti.

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