Breve ma intenso, lo spettacolo di Filippo Timi intitolato Scopate Sentimentali andato in scena ieri sera al Teatro Massimo di Pescara.
Un progetto che ha visto una strutturazione in capitoli pensati come stagioni e al cui centro è stata posta la figura dell’uomo Pierpaolo Pasolini, morto ammazzato a Ostia nel 1975, e su cui Timi ha inserito un intreccio che lo lega in qualche modo alla sua biografia.
L’unione parte dalla osservazione delle figure genitoriali. Lo stile cinico e grottesco ha messo in luce il nostro ruolo di attaccamento allo sguardo di una madre, e considerato dall’artista, nel suo testo recitato, come un carcere visivo su cui noi figli rimaniamo intrappolati. A questo sembra connettere il nazismo come crimine che si fa pubblicità di un immaginario plagiato che balla gli anni ’70 e ’80 italiani, e descritti già, in qualche modo, nel suo libro di esordio realizzato in collaborazione con Edoardo Albinati dal titolo: Tuttalpiù muoio (Fandango, 2006).
Lo spazio scenico dichiara essere un ambiente pop su cui si inserisce il marchio PPP come brand: cioè una risposta a una deriva dell’immaginario che gioca su aspetti provenienti dalla cinematografia, dal teatro stesso, dalla dance, per scendere in un mondo infernale che agita attraverso la provocazione fino ad arrivare alla sua massima esplosione in un brano storico cantato da Mina.
Questa produzione sembra dire che voce, musica e rumore, confluiscono in una proiezione che rappresenta una serie modulazioni ricavate della nostra mente in un cervello che combatte per la sua resistenza e dentro un universo che pare impazzire per accrescere la propria esistenza.
La durata è l’aspetto che lascia un po’ interdetti, ma del resto, da uno spettacolo intitolato Scopate Sentimentali, potevamo aspettarci solo un chiaro coitus interruptus.

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Scopate sentimentali. Esercizi di sparizione
uno spettacolo di e con Filippo Timi, Rodrigo D’Erasmo e Mario Conte
dedicato a P.P. Pasolini
Cine – Teatro Massimo, Pescara
17/02/2024 ore 21.
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