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Politica, #fakenews e #community [#attualità]

Il Corriere della Sera riporta una notizia importante per il mondo della comunicazione. Si tratta di un articolo firmato da Martina Pennisi intitolato: Così Facebook segnalerà le fake news durante le elezioni. Si legge che la campagna elettorale italiana sarà monitorata da alcuni organi superiori che medieranno e controlleranno i toni e la qualità delle notizie dedicate agli utenti. Si aggiunge che questi supervisori si attiveranno al massimo nel contribuire a un dibattito di qualità con la cancellazione di identità e notizie false. Le indagini hanno il dovere di risalire alle fonti di distribuzione e ridurre la loro visibilità. Si tratta di una sperimentazione effettuata in altri Stati che ha sollevato dibattiti e inchieste tutt’ora in corso in molti paesi del mondo.

Sono dati che emergono anche dall’incontro in streaming avuto al Quirinale domenica 28 gennaio. Un appuntamento che ha visto protagonisti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alcuni creators emersi della rete.

Si immagini un nonno che dialoga con dei nipoti. Una persona nata nel 1941 che parla a dei giovani quasi adulti arrivati quarant’anni dopo. Chi ha vissuto in una comunità reale e sperimenta assieme a dei ragazzi la community virtuale.

Lo schermo televisivo è entrato nelle nostre case nel 1954. Fino a pochi anni fa l’interazione coi telespettatori era scarsa. La TV è passata da generalista a multicanale. Questo ha favorito la possibilità di scegliere in contenuti più adatti alla propria persona. Con Internet nel 1997 si sono ampliate le possibilità, e con Youtube, dal 2005, si è innescato un sistema di approcci che ha posto al centro una stretta relazione tra persona comune e utente comune.

Sulla base di questa unione di immedesimazioni sono cambiate le regole del mercato nella vendita di prodotti e sullo sviluppo di figure professionali mirate. Il web 2.0 è stato uno strumento che ha ridotto il potere a chi prima costruiva in modo unico e esclusivo il valore di una marca. Per questo motivo si è passati dai testimonial nella pubblicità (Mike Bongiorno – Grappa Bocchino / Nino Manfredi – Lavazza /Pippo Baudo – Caffè Kimbo) a una moltitudine influencer sul web. (Chiara Ferragni – The Blond Salad/ The Jackal / Fatto in casa da Benedetta / Clio – Clio Make-up).

In quest’ottica il Presidente Mattarella ha accolto i giovani professionisti e ha ascoltato le loro richieste sulla necessità di un regolamento che sia valido per tutti. Importante per creare assieme una rassicurazione nella condivisione dei contenuti per il rispetto degli interlocutori.

In un modo differente, legato a due ambiti diversi (Facebook – Quirinale), si arriva ad argomenti comuni su cui riflettere. Si può dire che si sta manifestando un bisogno che è una richiesta di sicurezza?In effetti, se ci si sofferma a pensare a come si monitorano gli episodi di bullismo legati alla politica e nei confronti di chi ha trovato un mestiere in una via alternativa, si rimane amareggiati. Esiste davvero l’invidia per chi è riuscito a farcela o tutto questo odio è paura, senso di smarrimento e solitudine?

Da quando ho tolto Facebook ho notato che le relazioni importanti sono rimaste le stesse di sempre negli anni. Instagram è noioso perché ho necessità di leggere più che di ragionare per immagini. Amo Twitter perché più veloce. Per tutti questi motivi ho da anni un blog nato da Splinder ed emigrato su WordPress dal 2012.

Quale è il vostro rapporto coi social network e internet? È possibile, secondo voi, stabilire una linea educativa che permetta di unire due mondi paralleli legati alla nostra e unica vita senza fare del male a chi magari esprime solo una posizione su vari argomenti?

Mi piacerebbe soffermarmi a leggere un vostro commento, grazie. 💕

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@atbricolageblog

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26 pensieri su “Politica, #fakenews e #community [#attualità]

  1. Senza offendere nessuno credo che Fb sia solo portatore di fogna, guardoni e analfabeti a tutto tondo.. Esclusi ovviamente una manciata di brave persone..
    Fb mai si impegnerà a fermare le fake news perchè sono linfa vitale di Fb stesso
    Credo di più invece nella potenza del dio denaro, ho letto un articolo dove spiegano che Unilever ha fatto sapere, o Fb da un taglio a fake news, volgarità, violenze, razzismo.. o smetterà di investirci per la pubblicità.
    Il blog è il mio sbocco naturale per scrivere, Instagram io lo adoro perchè è settoriale, seguo solo chi riesce x immagini a comunicarmi una emozione.. la fogna c’è anche lì basta evitarla e con gli hastag giusti, gira alla larga..
    Twitter nn serve essere iscritti x seguire la cascata di commenti ad un evento televisivo per farsi 2 risate, basta usare google.. ma mi stufa in fretta.

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    1. Non credo tu offenda qualcuno. La realtà di Facebook è reale, come anche il fatto che a Macerata qualcuno abbia preso una pistola e sparato.
      Siamo allo stesso livello, almeno questo è il mio punto di vista. Giovedì dovrei pubblicare un articolo legato anche alla pubblicità. Mi farebbe piacere avere un commento. Conosco il tuo blog e vorrei avere un riscontro su quanto pubblicherò, sempre se ti fa piacere. 💏

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  2. Uso Facebook, soprattutto come ‘linkatore seriale’ 🙂 La mia pagina è piena di rimandi al National Geographic, Nature, Nasa e altri siti scientifici e ‘spaziali’ un sito di cinema con cui collaboro saltuariamente e via dicendo; partecipo attivamente a un paio di gruppi dedicati ai fumetti e mi diverto a scambiare commenti con altri appassionati di “Un posto al Sole”; qualche video musicale. Raramente parlo di politica, perché normalmente la conversazione prende pieghe poco piacevoli, ma da elettore M5S faccio divulgazione su quello che succede a Roma. Un paio di gruppi di quartiere. Sono poco esibizionista: più che altro foto di scorsi cittadini e di mostre che vado a vedere… ho notato che tra l’altro i link della NASA non se li fila nessuno, ma se posto la foto di un tramonto, piovono’ like’; la settimana scorsa ho postato un selfie (non lo faccio mai): ‘na grandinata.
    Per finire: domenica ho postato la foto del manifesto di una mostra con un quadro con una donna a seno nudo; il giorno dopo FB me l’ha fatta togliere perché ‘contrario ai suoi principi’. FB non riesce a distinguere un quadro da un fotogramma di Pornhub, figuriamoci le ‘fake news’… 😀

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  3. Io mi sono cancellata da Facebook poco tempo dopo aver iniziato l’Università. Lo trovavo molto utile ai tempi della scuola per comunicare e commentare questioni scolastiche ed extra scolastiche. Poi, con lo studio e la diaspora dei compagni tra i vari atenei, mi sono accorta che stava diventando solo uno strumento per sparlare degli altri e giudicare le scelte altrui. Non amo giudicare e spettegolare, sentirmi legata a quel nuovo uso mi metteva un po’ a disagio. Così ho preferito cancellarmi. Ad ogni modo, è una realtà che esiste e che non posso ignorare. Ed è anche molto utile, per esempio per quanto riguarda i gruppi pubblici. L’ideale sarebbe l’accesso per la sola consultazione come guest, senza registrazione, che oggi è fortemente limitata. Riguardo la regolamentazione del web sono assolutamente a favore e non vedo l’ora che arrivi una normativa seria a riguardo, purché resti limitata alla tutela dell’utente e non diventi uno strumento per indirizzarlo e limitarne inconsapevolmente il libero arbitrio, privandolo di pensiero critico.

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    1. State offrendo degli spunti interessantissimi. Abbiamo tutti la percezione che Facebook è uno strumento che destabilizza molti e questo mi permette di essere meno sola e disorientata. Anche io credo che mettersi dalla parte della negazione del suo uso sia sbagliato, ma ognuno di noi può scegliere dove essere per la persona che è nel suo modo di vivere. Credo anche io tanto nel libero arbitrio e il web è la casa di questo processo. Basti pensare al fatto che lo stiamo applicando con questo stesso articolo.
      Grazie mille per il tuo contributo 🤗

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  4. Non ho mai usato facebok. Lo reputo una banalità da adolescenti piena di fake news. E poi la domanda idiota “cosa stai facendo?” mi porta ad una risposta scurile, quindi evito.
    Per scoprire se una notizia è falsa non sere la commissione di esperti. Basta vetificare. E il gioco è fatto.
    Per diversi anni ho utilizzato blogger e g+, salvo scoprire che i miei post e le mie fotografie venivano considerate spam! E non facevo altro che postare ciò che vedete sul mio blog in wordpress.
    Mi piacciono fotografia e video, sono tentato da Instagram, ma ho ancora qualche dubbio, mentre a breve e sempre legato al blog aprirò il canale youtube dove vorrei inserire i miei video.
    Si può educare anche con internet, il problema è che la gente a volte si lascia trascinare dalle cose più stupide. Prendete ad esempio la moda americana di mangiare le tavolette di detersivo. Che insegnamento può arrivare ai figli da questi video? Tutti li guardano perchè è figo, è moda, e tra chi osserva c’è sempre qualcuno che imita. Magari lasciandoci la pelle. Ciao

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    1. Sono molto d’accordo con te. Nel senso che è facile diventare un fenomeno da baraccone facendo stupidate. Si possono fare, ma l’obiettivo va meditato con consapevolezza. Si facevano prima davanti a un bar, si fanno oggi davanti al web. La differenza è nell’esposizione mondiale.
      Ti faccio i miei in bocca al lupo per il canale, ho letto stamattina della tua scelta. Grazie mille per il tuo commento.

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  5. Non uso più Facebook, lo trovo pieno di falsità, pieno di notizie false, usato perlopiù da guardoni. Mi piace tantissimo Instagram, lo trovo adattissimo a me. Con un’immagine si può dire tutto o niente. Si può dire o nascondere. Lo trovo molto più interessante e riesco a evitare le influencer e rimanere sul culturale. Twitter non ho mai capito come funziona.
    Sono contornata da fakenews e da chi ci crede, è una battaglia quotidiana, sono assolutamente convinta che prima o poi la cultura vincerà

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