Le assaggiatrici – Rossella Postorino #libri #recensione

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Se Morgana di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri parlava di 10 modelli femminili di rottura, Le assaggiatrici di Rossella Postorino ha 10 figure incastonate dentro la rigidità di un totalitarismo.

Siamo nella storia contemporanea, durante la Seconda Guerra Mondiale. Alcune donne sono selezionate per assaporare ogni pasto da destinare al Führer. La situazione che vivono è una condizione politica di contorno. Rosa – la protagonista assoluta – si trova a vedere stravolta la sua esistenza. L’unica costante salda è il suo vizio di gustare le cose come faceva da bambina.

L’intreccio prevede due grandi amori, quello per Gregor, l’uomo costretto a partire per difendere la patria e quello per un comandante delle SS, che esegue i compiti per la nazione nel quartiere generale di Adolph Hilter.

Le assaggiatrici - Rossella Postorino, Feltrinelli, 2018 - ph. Amalia Temperini

L’elemento accattivante di tutta la lettura è il flusso di coscienza. Da lettrice sono stata costretta a saltellare nei pensieri intrusivi della protagonista come se fosse in me quel meccanismo cervellotico; oscillavo tra senso di colpa, tradimento e la rinuncia che a un certo momento si radicalizzati in me senza una apparente ragione.

Dall’inizio ho avuto la percezione di scindere il desiderio del corpo rispetto al pensiero. La necessità di riempire dei vuoti attraverso situazioni rischiose che garantivano all’intreccio la riuscita di una lettura sempre più intrigante, come se la fisicità sapesse già cosa volere mentre la testa si riempiva di insicurezze e stati d’animo complessi e agitati.

Nessuno potrebbe aspettarsi un finale così.

Il dato utile rilasciato dall’autrice è nei ringraziamenti. Un appunto specifica che Rosa è un personaggio esistito davvero: il suo nome è Margot Wölk, una donna che offre una chiave interpretativa sulla conoscenza di alcuni fatti dedicati al nazismo venuti fuori solo all’età dei suoi 96 anni.

Le assaggiatrici - Rossella Postorino, Feltrinelli, 2018 - ph. Amalia Temperini

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Confessioni/Lui è tornato [libri]

cultura, leggere, libri

Dopo tanto tempo torno a suggerire libri più o meno piaciuti. Sarò breve poiché negli ultimi giorni non sono loquacissima nel parlare di cose inerenti alla cultura, e farò di tutto, in poche righe, per farvi capire cosa hanno rappresentato questi due testi nel corso della loro lettura.

Il primo è edito da Giunti Demetra, pagato quattro euro e cinquanta, acquistato al volo in una libreria prima di entrare al cinema. Confessioni di Sant’Agostino è una ricerca interiore strutturata in una sorta di diario in cui tutti noi possiamo ritrovarci nei nostri dilemmi di esistenza. Una buona fonte di ispirazione religiosa e spirituale che non rientra in uno schematico voto di devozione stretta e relegata alla chiesa, quanto più un cammino di fede maturato attraverso le proprie esperienze di vita, le scelte adottate e le influenze culturali assorbite.

Lui è tornato di Timur Vermes, invece, è l’altro testo cui vi voglio segnalare. Preso per curiosità dopo mille recensioni viste qui e la con commenti più o meno positivi, ma soprattutto per necessità di passare a una scrittura che facesse ridere, mi sono ritrovata a sforzarmi e ad annoiarmi poiché l’autore allunga troppo la solfa su un Hitler tornato nel presente a vivere la nostra contemporaneità in una Germania multiculturale su cui fa presa di nuovo la sua impostazione dittatoriale. La stesura è molto lineare, scorre bene, ma diventa lunghissima e straziante per la ricchezza dei contenuti e della loro inutilità. C’è un tentativo di polemizzare sull’attuale condizione politica tedesca, e questo è chiaro dalle numerosissime note che corredano il volume edito da Bompiani, ma tutto toglie alla dimensione che avrebbe potuto crearsi se il numero delle pagine fossero state minori rispetto alle 443 pubblicate. Credo che l’ironia sia sferzante quando è concentrata in una sintesi veloce e poco romanzata, qui, nel caso riportato, si va volutamente oltre il grottesco, sfiorando il kitsch.

Buona lettura e buona pasqua!