Solidea Ruggiero/Marco Casolino - Pellicola - Claudio Romano - www.minimalcinema.net

Ananke di Claudio Romano #recensione [film]

Ho conosciuto il cinema di Claudio Romano e Betty L’Innocente (Minimal Cinema) in una sera primaverile e piovosa di due anni fa. Ero al Maggio Fest di Teramo, in Abruzzo, curato da Silvio Araclio. Nelle poltroncine rosse della sala San Carlo si presentava In the fabulous underground, un documentario di due autori (per me) fino a quel momento sconosciuti, incentrato sulla filosofia poetica dell’artista croato Anton Perich. Un’indagine vera e propria, in realtà, dedicata a un mondo parallelo, nato, cresciuto, soppiantato, da cio’ che la macchina artistica di Andy Warhol ha rappresentato a New York nel corso di tutta la sua vita. Fui lì catturata dal senso di attesa di Claudio Romano. Un artista che colpisce per la sua volontà, il concetto etico di cinema, di vita, al quale sembra essere votato, donato, prestando le sue mani alla regia come forma pura di liturgia.

Ananke (2015), è un lungometraggio sceneggiato da Betty L’Innocente, con Marco Casolino e Solidea Ruggiero attori protagonisti. Nelle sue linee nutritive è duro, diretto, circolare e speculare. Un lavoro nel quale un uomo e una donna abbandonano (fuggono) una realtà che li potrebbe uccidere, annientare, nella loro esistenza. Facendosi forza, assieme, aggrappandosi l’uno con l’altra, entrambi, arrivano in un’area non definita di questo mondo, una zona collocata in un contesto dove regna la scomparsa del senso moderno di vita, nel suo concetto ritmico di tempo, in cui la scrittura e una radio dai segnali disturbati rappresentano le uniche costanti esterne per un umano contatto.

Ponte di Cannavine, Valle Castelllana (TE), Abruzzo - Location/Set, Ananke di Claudio Romano - www.minimalcinema.netLa natura sovrasta l’uomo: dato di fatto, punto fermo di tutta la visione, dove raggiunge – secondo la mia percezione – il suo apice elegante in una inquadratura dall’alto dalle forti caratterizzazioni bibliche. E’ una delle scene centrali, dove l’attore Marco Casolino, immerso coi piedi nel fluire delle acque, si trova disorientato da un fiume nel quale arrivano, accompagnati dalla corrente, pesci esanimi. Pietra, fermezza. Acqua, corso e decorso.

Marco Casolino, Ph. Vittoria Magnani - Ananke di Claudio Romano - www.minimalcinema.netCasolino, nella sua fisicità, potrebbe essere collocato in un impianto iconografico barocco, traslato verso una pittura e una scrittura ottocentesca, influenzata da una serie di fotografie provenienti da ricerche, studio e posa, ispirate alla recitazione russa dal metodo Stanislavskij.

La pellicola è un progetto dal valore femminista. Lo è nella stesura critica del soggetto, lo è nell’evidente attenzione dinamica di montaggio. E’ limpida la sua forza. Madre/figlia, figlia/madre, creazione, contatto, separazione volontaria e decisiva dal proprio frutto. Un corollario che lega e slega, annoda, i passaggi nei discorsi scarniti tra lui e lei (Casolino – Ruggiero), dove la forza della lingua belga, francese, modulata da Solidea Ruggiero è memoria in canto.

Solidea Ruggiero sul set - Ananke di Claudio Romano - www.minimalcinema.netIn sala lo spettatore è chiamato a combattere più volte, intuire se ha di fronte grammatiche del visivo incrociate, messe assieme, incastonate, in dialogo. Ananke di Claudio Romano, Manifesto_locandina - www.minimalcinema.net
Cinema del reale, un corto – vista la violenza e il silenzio spiazzante di pausa dell’inserimento del titolo – la fiction cinematografica, il teatro.

In questo processo di selezione figurativa rappresentato dai Minimal Cinema, si è in bilico tra buio e luce, tra un interno e un esterno, netti, messi in discussione, in relazione, non in una melanconia invasiva, né codici ancorati su un’idea di precisa di morte. Molta immobilità, ramificata in una stasi catatonica dagli echi pasoliniani, che si fa resistenza.
Ananke è suono, rottura, disturbo di urlo animale, nascita.  Ananke è necessità che inginocchia, confessa, umilmente, mette in discussione, un’autobiografia collettiva contemporanea.


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