Il MAXXI L’Aquila è aperto: una rivoluzione per il pubblico abruzzese. #musei #arte #turismo [#recensione]

Finalmente è iniziata l’avventura di avere in Abruzzo un museo di arti contemporanee attrattore di nuove economie.

Palazzo Ardinghelli – seconda sede MAXXI situata a L’Aquila – ha aperto le sue porte alla sua prima mostra intitolata Punto di equilibrio. Pensiero spazio luce da Toyo Ito a Ettore Spalletti a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Margherita Guccione.

La mostra si presenta come una riflessione tra linguaggi di diversa natura, dove a spezzare una cornice fatta di tradizioni, irrompono i lavori di Anastasia Potemkina, Hassan Khan e Allora & Calzadilla.

Ne avevo parlato mesi fa, proprio su queste pagine. Lo spazio del tutto eccezionale presenta ambienti molto particolari dalla forte caratterizzazione barocca, dovuta alle energie di una architettura che ha una storia – una sua connotazione evidente – e una complessa costruzione restaurata in dialogo con una città in continua espansione e rinnovamento.

Importante è l’attenzione che pone l’incontro con lavoro di Elisabetta Benassi: La città che sale (2020). Ispirata all’omonima opera di Boccioni, è una installazione costruita in modo verticale in un doppio cristallizzato, compattata da una sostanza naturale che rimane come traccia (o sedimento) nell’ordine del tempo. Che valore ha per L’Aquila lo scandire di qualcosa che è stato segnato di colpo e che si risveglia ogni anno in divenire nelle ferite di 309 rintocchi il 6 aprile? Quanto questo concetto può rifarsi a molti aspetti tragici nei desideri della nostra contemporaneità?

Paolo Pellegrin presenta un polittico fotografico. All’impatto ha una dimensione visiva che riporta alla tradizione del disegno. Sembra pensata come una cesellatura di momenti segnati da una crepa dove ogni micro dettaglio è sfuggente, ma nel complesso ogni elemento è incastonato come se si avvertisse la volontà di eliminarne la dimensione tragica su un fatto storico impotente come quello di un terremoto.

La riflessione che apre questa prima visita è di aver avuto a che fare con un contenuto che mettesse al centro l’architettura raccontata in chiave strategica sotto molti punti di vista a partire da due grandi nomi come Ettore Spalletti e Toyo Ito, rendersi conto del fluttuare dello spazio in una realtà temporale falsata dagli interminabili racconti restituiti da ogni autore presentato in mostra.

A guidare lo spirito degli spettatori le grandi mappe (arazzi) di William Kentrige su cui capeggiano figure in movimento in una grande danza che allontana geografie e limiti; porta lo spazio in una condizione di movimento che si infesta con l’accesso all’area di Anastasia Potemkina. L’artista russa, in collaborazione con gli studenti della Accademia di Belle Arti di L’Aquila, ristabilisce un ordine, crea impatto e aperture, sfrutta gli specchi in una natura che ricerca un nuovo habitus con un pensiero che contamina quei vecchi equilibri di un mondo che chiede di cambiare. Il suo lavoro riporta alla osservazione di un primordiale che abbiamo abbandonato, uno stato primitivo fuori dagli schemi da cui ripartire. L’essere umano, dal suo punto di vista, ha sempre guardato l’ambiente – la sua sostenibilità – senza mai ascoltarla come avrebbe potuto.

È qui che si inserisce il lavoro Allora & Calzadilla, come un aggancio, una produzione video basata su questi argomenti che rimettono al centro l’antropologia, l’ornitologia, il nostro rapporto con gli animali e la scienza in piena epoca di neurobiologia vegetale. Un’opera posizionata proprio all’uscita del percorso di visita, come azione che solleva più di mille domande a chi guarda prima di uscire dalla mostra.

Il MAXXI L’Aquila racconta una realtà importante, rappresenta un’avanguardia che si apre a favore del pubblico abruzzese chiamato a sradicarsi da un contesto che ha visto sempre e solo una visione culturale incentrata sul rapporto con tra opere medievali e di archeologia. L’incontro con nuove dimensioni – con ripensamenti su nuovi agganci turistici – è davvero la grande portata, la più grande sfida a cui si è chiamati a rispondere per il nostro futuro.

PUNTO DI EQUILIBRIO
Pensiero Luce Spazio da Toyo Ito a Ettore Spalletti
a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Margherita Guggione
MaXXI L’Aquila – Palazzo Ardinghelli

https://maxxilaquila.art/

Artisti:
Elisabetta Benassi, Stefano Cerio, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio,
Paolo Pellegrin, Anastasia Potemkina, Ettore Spalletti
dalla Collezione: Alighiero Boetti, Monica Bonvicini, Allora & Calzadilla, Maurizio
Cattelan, Yona Friedman, Toyo Ito William Kentridge, Maria Lai, Piero Manzoni,
Liliana Moro,Maurizio Nannucci, Giulio Paolini, Pistoletto, Superstudio e molti altri


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