L’Aquila, dopo sette anni.

architettura, arte, attualità, comunicazione, cultura, vita

Non conosco personalmente l’autore, Stefano Ianni, ma nel lavoro c’è un ampio respiro, qualcosa di forte che cresce.

Sguardo in alto, sguardo sugli operai della ricostruzione.

Amore e Psiche

amore, arte, artisti, cultura, filosofia, lavoro, Studiare, Università, vita

Lo scorso anno la domanda di riferimento che facevo spesso nei momenti difficili era:  “senti, Dio, ma che ti ho fatto?”.
Cercavo la colpa alle mie angosce in qualcuno che non esisteva, la riversavo su un potere divino che nella realtà è invisibile.
Il lungo cammino di riflessione ed elaborazione mi sta spingendo sempre più a pulire e razionalizzare, tanto da chiedermi oggi cosa voglio in modo decisivo, perseverare su cio’ di cosa ho bisogno veramente per raggiungere e ottenere l’armonia. L’equilibrio tra amore e psiche, ragione e sentimento, in relazione al mio essere è una conferma. In questo la storia dell’arte aiuta a dare forma a delle condizioni che troviamo tumultuose nella nostra storia di esseri umani. Dare forma a una immagine di paura è un punto di partenza per rinascere, perdonare, se stessi in se stessi e crescere.

“Nella letteratura, il mito di Amore e Psiche ebbe varia espressione; un’esposizione compiuta e perfino amplificata ce ne lasciò Apuleio, nei libri IV, V e VI delle sueMetamorfosi. Ivi egli racconta come Psiche, fanciulla così bella da render gelosa perfino Venere, venisse da questa presa in odio, sicché la dea ordinò ad Amore che la ferisse e le facesse nascere in cuore un affetto indegno. Amore però, vista la fanciulla, s’innamorò di lei, e, fattala trasportare da Zefiro in un magico palazzo, ne ottenne l’affetto. Egli si recava ogni notte a trovarla, e la rendeva felice: ma a rendere duratura la felicità della giovinetta pose come condizione che essa non cercasse di conoscerlo. Psiche per un poco si acconciò al divieto: ma, istigata dalle sorelle, mentre Amore dormiva, entrò presso di lui con la lucerna in mano: e, rapita e tremante di commozione, lasciò cadere sul dormente una goccia di olio caldo. Amore si sveglia, e, crucciato, s’invola, per non tornare se non quando Psiche abbia subito una quantità di prove che la purifichino e la rendano degna di perdono. Allora, placata Venere, e ottenuto l’assenso di Giove, Amore porta Psiche in cielo.”

Fonte

In favola,
Qui.

Treccani.

Studiare, vita

Ipocrisia

ipocriìa (ant. ipocreìa e pocriìa) s. f. [dal gr. ὑποκρισίη, forma rara perὑπόκρισις «simulazione», der. di ὑποκρίνω «separare, distinguere», e nel medioὑποκρίνομαι «sostenere una parte, recitare, fingere»]. – Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole: non è umiltà genuinaè i.; nascondere qualcosa sotto la mascherasotto il manto dell’i.;Onde nel cerchio secondo s’annida Ipocresialusinghe … (Dante). In senso concreto, atto o detto da ipocrita; comportamento ipocrita: talora le convenzioni sociali sono vere i.; tra noi certe isarebbero fuori luogo.

Ipocrita

ipòcrita (ant. ipòcrito) s. m. e f. e agg. [dal lat. tardo hypocrĭta, gr. ὑποκριτς«attore», quindi «simulatore»; v. ipocrisia] (pl. m. –i). – Chi parla o agisce con ipocrisia, fingendo virtù, buone qualità, buoni sentimenti che non ha, ostentando falsa devozione o amicizia, o dissimulando le proprie qualità negative, i proprî sentimenti di avversione e di malanimo, sia abitualmente per carattere, sia in particolari circostanze, e sempre al fine di ingannare altri, o di guadagnarsene il favore: è un i., è una vera i.; non posso sopportare gli i.; fare l’i., assumere l’atteggiamento proprio degli ipocriti; ogni tanto mi si presenta con quella sua aria da ipocritaguarda che faccia da ipocrita che ha! Come agg.: un ragazzo i.; un impiegato ie strisciantequanto siete ipocriti!; e riferito agli atti, alle parole, al comportamento: un modo di fare i.; discorsi i.; congratulazioni i.; con i.condiscendenza. Con quest’uso aggettivale, è usata talvolta l’ant. variante ipocrito:mostrare un ipocrito servilismoSì bei doni del cielo Nonon celargarzoneCon ipocrito velo (Parini). ◆ Accr. ipocritóne (f. –a); spreg. ipocritùccio; pegg.ipocritàccio. ◆ Avv. ipocritaménte, con ipocrisia, da ipocrita: parlare,comportarsi ipocritamente.

Impostura

impostura s. f. [dal lat. tardo impostura; v. impostore]. – L’abitudine della menzogna, dell’inganno per trarne vantaggio; in senso più concr., inganno o serie d’inganni, raggiro, finzione da impostore o falsa dottrina da esso diffusa: Numa con arte Di santa i. [corresse] La buccia un po’ dura Del popol di Marte (Giusti);acquistare credito con l’i.; l’ifu presto scopertala sua vita è stata tutta un’impostura.

Tradimento

tradiménto s. m. [der. di tradiretradimentum è già presente nel lat. mediev. della fine del sec. 12°]. –

1. L’atto e il fatto di venire meno a un dovere o a un impegno morale o giuridico di fedeltà e di lealtà: commettere un t.macchiarsi di un t. infamantet. di un’ideadi una causadei compagni di lottadi un amico; con particolare riferimento al dovere o all’impegno di essere fedele al coniuge o alla persona cui si è uniti da un rapporto d’amore e d’affetto: il loro matrimonio è fallito, pare per i continui t. del marito. In diritto, tradimento, reato di vario tipo (aiuto al nemico, lotta armata contro il proprio stato, intelligenza con il nemico, ecc.) previsto dal codice penale militare: condannare alla fucilazione per t.alto t. (calco dell’ingl. high treason), nel diritto costituzionale italiano, delitto proprio del presidente della Repubblica (unitamente all’attentato alla Costituzione), per il quale egli può essere posto in stato di accusa dal Parlamento riunito in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

2. Azione delittuosa o dannosa compiuta, mascherando le proprie intenzioni, contro persone o istituti che hanno fondato motivo di fidarsi. È usato soprattutto nella locuz. avv. a tradimentola città fu presa a t.lo uccisero a t.gli si avvicinò furtivamente e lo colpì a t., alle spalle; nell’uso fam.: mangiare il pane a t., vivere a spese d’altri, sulle spalle altrui, senza lavorare; fare una domanda a t., nel momento o su un argomento che l’altro non si aspettava.

Resoconto delle azioni che in questo momento mi fanno più schifo.