La sovrana lettrice – Alan Bennett #audiolibro #libri [#recensione]

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Così anche questa settimana mi sono ritrovata ad ascoltare un audiolibro. Si tratta di uno scrittore che ho già letto un paio di volte e di cui scordo prontamente i suoi libri nel giro del breve periodo.  Lui è Alan Bennett, autore e sceneggiatore britannico conosciuto per la sua satira e questo blog ne ha parlato alcuni anni fa nelle recensioni di Nudi e Crudi e de La signora col furgone.

La sovrana lettrice è una ascolto di circa 3 ore, molto leggero e abbastanza contemporaneo; ha come protagonista la regina Elisabetta II d’Inghilterra in questa occasione interpretata da Paola Cortellesi che presta la sua voce di attrice per Emons Edizioni.

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La regina è la protagonista, la servitù non la riconosce più; la nuova passione per la letteratura accade per caso grazie a uno sguattero che si ritrova a essere d’improvviso il suo servitore di fiducia. Lui è un ragazzo di poche pretese, abbastanza unico nel suo genere, affannato cultore di scrittori gay.

La regina si rende conto che la sua vita è passata tra estenuanti viaggi e l’esercizio delle funzioni, mai dedicata a una vera riflessione su se stessa, mai a una scelta che concentrata sui suoi tempi e alle sue reali necessità. Inizia così a conoscere molti autori che aveva incontrato dal vivo e si rende che è meglio entrare solo a contatto coi loro libri.

Quello che esce fuori da questa esperienza di lettura è l’attenzione che lo scrittore pone nei confronti del movimento. Alan Bennett cerca di far capire, attraverso scene ironiche ed esilaranti, che la lettura è una bolla egoistica che ci sottrae da numerose situazioni.  E a pensarci è vero, nel senso che è un atto intimo, chiuso, dove l’immobilità regna e frena l’azione delle emozioni. A me accade molto spesso: quando qualcosa mi piace davvero quello che senso è contraddittorio: vorrei muovermi ma sono intrappolata. La sovrana lettrice è stato un giusto compromesso: mentre ascoltavo, ho piazzato le cuffiette alle orecchie e sono andata al parco con il cane in queste giornate primaverili di sole intensissimo.

                                                  La sovrana lettrice – Alan Bennett
                                               Adelphi, 2011 | Emons Edizioni, 2017

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La signora nel furgone – Alan Bennett

cultura, leggere, libri

L’offerta di cinema alternativo ieri sera era riservata a Reality, il film di Matteo Garrone uscito nei mesi scorsi, di cui vi ho parlato già (clicca).

Così, intorpidita dal calore del camino, ho deciso di spegnere le luci alte attorno a me, accendere quelle piccole e farmi una tisana calda alla liquirizia e camomilla per dedicarmi a un nuovo libro.

Anche in questo caso si tratta di uno scrittore recensito poche settimane fa (clicca).

Alan Bennett è un autore inglese che pubblica nel 1989 un mini racconto di ottantanove pagine per Adelphi, intitolato La signora nel furgone.

Sebbene chi lo avesse letto mi ha dato qualche indizio e giudizio, ho voluto constatare con i miei occhi la veridicità di queste affermazioni.

E’ triste: è innegabile. E’ la storia di un’anziana signora ospitata dallo stesso autore sotto casa sua; è una barbona di cui nessuno conosce la vita; disturbata da tutti; che vive all’interno di uno spazio ristretto, senza ottenere nessun sussidio dallo stato, in totale miseria. L’autore, non rilevando inizialmente che fosse lui stesso il narratore, ci fa conoscere la protagonista dalla sua finestra attraverso una sorta di diario che reca date, cose fatte e situazioni che hanno dello squallido per chi ha la fortuna di avere tutto.

La scrittura è teatrale, e sono ancora convinta che se lo avessi letto o visto rappresentato in lingua originale, sarei morta dal ridere.

In italiano perde la forza del suo humour. Immaginate una donna cattolicissima che ha battute sferzanti verso chi le rivolge la parola, che non si abbatte mai, al costo di apparire pazza.

Il quadro finale mostra chi sia lei realmente, ma ci si diverte nello scoprirla così com’è, proprio per questo.

Consigliato; non impegnativo, di lettura e scrittura semplice.

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Nudi e Crudi – Alan Bennett

leggere

Dopo aver passato una serata casalinga con due miei amici tra pettegolezzi e risate, annoiata da una tv pedante che presenta i soliti scenari ansiolitici e barbarici, decido di porre fine alla lettura che ho intrapreso in questi giorni e che mi è piaciuta molto.

Nudi e Crudi di Alan Bennett è un piccolo volume Adelphi di novantacinque pagine, uscito per la prima volta in Inghilterra nel 1996 e arrivato in Italia nel 2001.
Mi è stato il regalo di una persona cui voglio molto bene, così ne parlo ancora più volentieri.

La storia è abbastanza scorrevole e lineare; narra le gesta di due personaggi particolarissimi: un avvocato pignolo e ossessionato dalle sue piccole cose; una moglie assente e poco stimolata – anche sessualmente – dal marito.

Il nucleo gira attorno a un evento preciso: la scomparsa dei mobili, vestiti, cibi, oggetti e tutto quello che immaginate, dalla propria casa, senza che nessuno abbia visto nulla. La scoperta avviene al rientro del Così fan tutte di Mozart, visto a teatro quella sera – esso sarà il leit motiv che vi guiderà fino all’ultima pagina.

Da quel momento lo scenario assumerà toni kafkiani; il lettore percepirà una visione di smarrimento che appartiene ai protagonisti, arrivando fino all’ultima pagina per scoprire tante piccole manie e silenzi di una vita passata insieme in due.

Il racconto lungo – se così si può definire – essendo di natura anglosassone – suppongo – abbia uno humour marcato nella sua versione originale; nella nostra non è così sferzante,  l’irrealtà si perde un pochino, ma rimane comunque un filo conduttore di fine ironia che può bastare a capire dove l’autore voglia andare a finire.

La nota dissonante è l’ossessiva ciclicità dei cognomi di spicco; Mrs Ransome e Mr Ransome non hanno dei nomi propri di persona; mi chiedo se questo è l’elemento che serve a rafforzare il senso di grottesco e assurdo alla lettura, ovviamente unito a tutte le situazioni intricate che i due anzianotti si trovano a vivere.

Consigliato!

Ps. dello stesso autore ho anche La signora nel furgone, magari ne parlerò prossimamente.
Visto che ho citato Kafka, suggerisco Il processo (Einaudi, 2005) – la versione che possiedo.