Nadia Terranova, Addio fantasmi, Einaudi, 2018 - ph. Amalia Temperini

Addio fantasmi – Nadia Terranova #libro [#recensione]

amore, attualità, costume, cultura, Donne, leggere, libri, salute e psicologia, società, vita

Addio Fantasmi (Einaudi, 2018) è un e-book che ho acquistato pochi giorni fa. È scritto da Nadia Terranova, un’autrice siciliana che vive a Roma.

La storia è di Lidia, una donna che intraprende un viaggio di ritorno in Sicilia, la sua terra madre; un’isola, un luogo che si aggancia al continente da uno stretto.

La protagonista vive un vuoto da quando ha vissuto un abbandono, adesso vive a Roma con suo marito, la sua casa. È una persona riconosciuta e lavora in radio, ma qualcosa nella sua vita ha ancora bisogno di essere risistemato e la scusa del tetto è la migliore che le potesse capitare.

Il libro è ricco di dissimulazioni accumulate nel tempo. Il silenzio regna e si fa prorompente. La lettura è veloce, porta a una profonda riflessione legata al rapporto che abbiamo con l’idea di madre, di genitore, con quella di padre e della morte in generale.

Quanto è dura accettare una perdita quando il corpo di chi ami non esiste, non puoi contemplarlo come accade per un defunto? Quanto spazio occupa nei tuoi pensieri e quanto il dolore ti isola dalle persone più vicine e importanti? Quanto può valere la testimonianza di un’altra persona nell’accettare il perdono che merita la tua anima?

A me è piaciuto.
Letto volentieri. L’argomento trattato è affrontato con la giusta onestà e l’ho apprezzato molto.

Nadia Terranova- Addio Fantasmi
Einaudi, 2018

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Storia della mia ansia - Daria Bignardi, Mondadori, 2018

Storia della mia ansia – Daria Bignardi #libri #audiolibri [#recensione]

amore, attualità, audiolibro, costume, cultura, Donne, giovedì, leggere, letteratura, libri, salute e psicologia, società, streaming, vita

A dire la verità ogni volta che ho visto le presentazioni televisive dei film di Daria Bignardi sono rimasta delusa. Ne fece una da Fabio Fazio alcuni anni fa dove mi sembrava una donna molto fragile una volta svestita del ruolo di presentatrice. Questo ha influito negativamente sull’acquisto dei suoi libri fino a quando non ho deciso di superare questo pregiudizio e concentrarmi su un suo libro pubblicato nel 2018.

Storia della mia ansia è edito da Mondadori, l’ho trovato mentre rovistavo nelle virtualità dei testi di letteratura femminile su Storytel. Quello che ha catturato attenzione è stata l’empatia con il titolo.

Lea è una famosa scrittrice sposata con un uomo scontroso. Si sono conosciuti e innamorati avidamente. La storia con Shlomo adesso è complessa, guidata da aspetti comuni a tutte le storie d’amore lunghe e tortuose. Hanno dei figli assieme, ma si parla di una famiglia allargata. Nel cammino di riflessione sulla propria persona la protagonista si ammala, ha un tumore che la costringe a mettersi in discussione e viaggiare tra ricordi, città e paesini di montagna.

Storia della mia ansia - Daria Bignardi, Mondadori, 2018 - Ph. Amalia Temperini

Nella ferocia delle discussioni col marito emergono molte verità del suo carattere, i conflitti che ha con sua madre, ma anche quegli amori tenuti segreti che mostrano quanto gli esseri umani sono vigliacchi e pilotati da tremendo egoismo, capaci di nascondere cose bellissime per paura di tradire o non essere accettate.

Lea è sola, vuole sentirsi sola, e per compensare questo suo stato scopre in ospedale un uomo che la mette in crisi. E’ un amore improvviso dettato dal comune disagio della malattia, dalle chemio e di come esse cambiano i corpi; trasformata all’improvviso da qualcosa che è arrivato ed è inspiegabile.

A mutare lo scenario un incidente in Africa.

L’audiolibro è letto da Daria Bignardi. La familiarità con la sua voce permette di entrare in connessione con qualcosa che sembra appartenere a proprio a colei che lo scritto e questo dato lo rende piacevole. Non cambierà le esistente, ma permette qualche ora di riflessione. La sua durata è di circa 3 ore e mezza.

Storia della mia ansia – Daria Bignardi
Mondadori, 2018
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Una posizione scomoda – Francesco Muzzopappa #audiolibro #libri [#recensione]

attualità, audiolibro, cinema, comunicazione, costume, cultura, eventi, film, giovedì, leggere, letteratura, libri, marketing, quotidiani, religione, società, spettacolo, spiritualità, streaming, teatro, tecnologia

Dopo aver avuto modo di iniziare con Heidi, penso che ascolterò tutti gli audiolibri di Francesco Muzzopappa messi on-line: li trovo piacevoli, divertenti e leggeri tanto da rendere la testa è completamente svuotata da ogni elucubrazione mentale una volta terminati.

Una posizione scomoda ha una durata è di circa 5 ore ed è la storia di Fabio, un ragazzo che vuole a tutti i costi fare lo sceneggiatore nel cinema impegnato dei grandi nomi, ma si ritrova a vivere nella schiavitù del porno in mezzo a una famiglia cattolicissima e da amichetti che si vantano di avere posti di privilegio nel mondo della tv. Del resto è lui che ha vinto il premio della critica ottenuto grazie al più importante esponente del cinema italiano di quel momento; la trappola che lo incastra quando scrive quella potente sceneggiatura che conserva gelosissimo in un cassetto fino a quando non arriva la grande occasione di produrla grazie a un tizio teramano che gli garantisce gli introiti per poterla raccontare al grande pubblico.

Da questo fallimento, si arriva a qualcosa che gli cambierà l’intera esistenza, ma è da quel momento che l’empatia trascina l’ascolto fino a piegarsi in due dalle risate capitolo per capitolo.

Una posizione scomoda – Francesco Muzzopappa
Letto da Dario Sansalone
Storyside, 2018|Fazi editore, 2013
https://amzn.to/2UD31dU

Una posizione scomoda - Francesco Muzzopappa, Fazi editore, 2011| Storiside, 2018 - Storytel - ph. Amalia Temperini

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La resistenza del maschio – E. Bucciarelli #libri

cultura, Donne, leggere, letteratura, libri

Sono giorni in cui sembra scoppiata una primavera, non solo perché è un febbraio anomalo, ma ho sentito dentro me un risveglio, un superamento di qualcosa di cui ero consapevole ma non riuscivo a rendere reale. Ho messo a posto diverse cose, fatto il punto della mia esperienza curricolare, avviato fasi di ricerca con coraggio, più leggerezza, senza sentire il carico di un dovere la cui spinta non era dettata dalla mia volontà, ma da qualcosa che arrivava da un esterno indefinito. Mi auguro sia stata l’ammissione di un conflitto, o la semplice necessità di un dire, che sento più vero e nudo, a portarmi alla lettura del romanzo di Elisabetta Bucciarelli, La resistenza del maschio (NN Editore, 2015), che mi ha fatto stare meglio.

Divorato in meno di cinque ore con una passione sfrenata verso una scrittura da un ritmo pulito ed essenziale, il testo permette di viaggiare in un sistema psicologico che conosco e che da tempo rincorro per approfondire e conoscere con più profondità. La storia narra di un uomo di successo, professore e curatore di arte, sposato con una vita piena di impegni, ma incapace di prendere posizioni importanti all’interno di un contesto di una vita normale. Tutto è calcolato, tutto è funzionale, tutto è enumerato e in lista. Da A si precede dritto a B senza che tra le due rette ci possa essere una valutazione per una ipotetica intersezione, interruzione o sospensione. A cambiare la situazione un incidente, un terremoto sulla propria esistenza, che mostrerà un impatto su un mondo diverso, più libero.
Lo stile dell’autrice è matematico, lineare e logico, razionale e lucido. L’assorbimento alla lettura è totale e si sviluppa in tempo un impazzito dai fatti meditati, pensati, in una catena congiunta e in apparenza disgiunta. Ci si sente immersi in una fiction visiva, più che un libro, un resoconto composto da porte che si aprono e chiudono in varchi che non si omettono, e neppure abbandonano, perché non si riesce a smettere di ricercare quell’interruttore rivolto a una luce che non porterà mai allo spegnimento di una routine del desiderio. Ogni segmento offerto in lettura ha un filo incisivo che guida alla conoscenza di altri personaggi, non secondari, ma neppure protagonisti, i cui tratti caratteriali non sono mai mostrati con rimpianto o freddezza. A volte si percepisce rabbia, ma l’andamento è condotto per permettere alla lettura la ricerca di una distanza analitica per la comprensione dei fatti. In un secondo momento ci si trova all’interno di uno studio medico dove tre donne sono in stallo, in una attesa che arrivi il loro dottore in ritardo. Esse confessano e raccontano, ognuno a suo modo, il regolare disagio che provano con gli uomini che frequentano, o che hanno sposato; parlano del più o del meno, della propria storia con persone sconosciute, facendo emergere situazioni contraddittorie e assurde, ed è qui che si manifesta il climax, il cuore della narrazione. E’ in questa sezione/seduta in cui le donne sono unite da un bivio comune di distanza e scelta, in una area di passaggio, mentre decidono di lasciarsi andare nell’accettazione delle proprie frustrazioni/solitudini sentimentali.

Gli argomenti trattati sono diversi: il narcisismo maschile, l’incapacità di relazionarsi all’altro, la fecondazione come condizione e ricorrente in tutti le discussioni di attualità, e il tradimento, sfiorato in modo intelligente e narrato con un espediente che passa attraverso lo scambio di un profumo.

Lo consiglio vivamente.

La resistenza del Maschio, Elisabetta Bucciarelli (NN Editore, 2015)

La resistenza del maschio, Elisabetta Bucciarelli (NN Editore, 2015)

“Non ci sono più progenitori da uccidere, neppure padri contro cui combattere. L’arte lo sta dicendo chiaramente, è visibile, incontrovertibile, nessuna ribellione, nessuna lotta in corso. In cambio c’è la possibilità di una solitudine esasperata, senza possesso, senza perdita. “

L’autrice ne parla qui e qui (programma in due parti).

“Evocation of the Triumphent Beast”

cultura, Donne, libri, Narcisismo

<<All’interno di ogni periodo artistico esiste una geometria dominante e riconosciuta,  che tutti riproducono, e una forma dissonante, quella che anticipa. A volte le due geometrie si fondono e se ne ricava una terza, capace di portare avanti la Storia. Vale anche per noi, nella vita, geometrie che si incastonano perfettamente, altre dissonanti ma fertili>>

<<Fertile è una parola che gli piace molto>>.