THERE IS NO PLACE LIKE HOME | inaugurazione: venerdì 16 Settembre 2016, ore 16.00 - 23.00 | Approdo fluviale - Lungotevere San Paolo 48 - Roma (Invito) - http://www.thereisnoplace.com/

THERE IS NO PLACE LIKE HOME,16 settembre, Approdo fluviale – ROMA #savethedate #vernissage #opening [#Mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

THERE IS NO PLACE LIKE HOME

Approdo fluviale – Lungotevere San Paolo 48 – Roma

inaugurazione venerdì 16 settembre 2016 ore 16.00 – 23.00

dal 16 al 30 settembre 2016

 

Per la sua IV edizione, THERE IS NO PLACE LIKE HOME invita 30 artisti in un luogo inedito della capitale: un approdo sulfiume Tevere nei pressi di Ponte Marconi. L’area, aperta al pubblico in via straordinaria, ospitera` una serie di azioni performative e opere d’arte allestite all’interno di un vecchio peschereccio ormeggiato per l’occasione in corrispondenza dell’approdo.

La mostra presenta installazioni, videoproiezioni e azioni performative ed inaugura venerdi` 16 settembre 2016 dalle ore 16:00 alle 23:00 fino al 30 settembre 2016.

A questa edizione di THERE IS NO PLACE LIKE HOME partecipano gli artisti Jose` Angelino, Massimo Bartolini con Pietro Riparbelli, Stefan Burger, Ludovica Carbotta, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Maria Adele Del Vecchio, Federica Di Carlo, Stanislao Di Giugno, Fantazio, Michael Fliri, Federico Fusi, Judith Kakon, Tobias Kaspar, Masbedo, Jacopo Miliani, Jonathan Monk, Liliana Moro, Matteo Nasini, Luigi Ontani, Jorge Peris, Giuseppe Pietroniro, Gianni Politi, Daniele Puppi, Calixto Ramirez, Marco Raparelli, Vincenzo Simone, Nico Vascellari, Italo Zuffi.

Dal paesaggio urbano di Lungotevere San Paolo, si varca la soglia del civico 48 verso un sentiero sterrato che conduce all’approdo. Tra i piloni di Ponte Guglielmo Marconi e i canneti della natura fluviale, le opere degli artisti fluttueranno allestite all’interno del barcone e tra la vegetazione. Per quindici giorni lo spettatore potrà esplorare la riva e avventurarsi a bordo della barca.

THERE IS NO PLACE LIKE HOME e` un progetto d’arte contemporanea nato a Roma nel 2014 dall’iniziativa di un gruppo di artisti (Giuseppe Pietroniro, Stanislao Di Giugno, Marco Raparelli, Alessandro Cicoria, Daniele Puppi) e due storiche dell’arte (Giuliana Benassi e Giulia Lopalco) con l’obiettivo di creare un dialogo tra l’arte e la citta` attraverso la costruzione di mostre in spazi solitamente non dedicati alla cultura, che vengono valorizzati attraverso il lavoro degli artisti.

Le azioni performative degli artisti avranno luogo dal 16 al 19 e il 28 settembre 2016.

La IV edizione di THERE IS NO PLACE LIKE HOME e` stata realizzata con il contributo di Roma Capitale, in collaborazione con la SIAE. L’evento e` inserito nell’edizione 2016 dell’ESTATE ROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”, con il patrocinio dell’Autorita` di Bacino del Fiume Tevere.

La mostra e` stata inoltre sostenuta da: Neo Comunicazione Integrata, Calipso Srls, G.S.S., Untitled Association, Birra Menabrea, Conoscere il Tevere, Materia, Impresa Navarra, altrospazio, With Us.

Si ringraziano per l’aiuto imprescindibile Ines Musumeci Greco, per la collaborazione Martina Adami, Alessandro Aversa, Serena Basso, Federico Di Iorio, Filippo Faruffini, Rita Fracassi, Davide Franceschini, Goffredo Frollini, Lorenzo Gigotti, Layla Parry, Francesca Rossi, Claudio Sisto.

Roma, settembre 2016

INFORMAZIONI:

Luogo: Lungotevere San Paolo, 48 – Roma

Artisti: Jose` Angelino, Massimo Bartolini con Pietro Riparbelli, Stefan Burger, Ludovica Carbotta, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Maria Adele Del Vecchio, Federica Di Carlo, Stanislao Di Giugno, Fantazio, Michael Fliri, Federico Fusi, Judith Kakon, Tobias Kaspar, Masbedo, Jacopo Miliani, Jonathan Monk, Liliana Moro, Matteo Nasini, Luigi Ontani, Jorge Peris, Giuseppe Pietroniro, Gianni Politi, Daniele Puppi, Calixto Ramirez, Marco Raparelli, Vincenzo Simone, Nico Vascellari, Italo Zuffi.

inaugurazione: venerdi` 16 settembre 2016 – ore: 16.00 – 23.00

durata: 16-30 settembre 2016

orari: dalle 10:00 alle 12:00 | dalle 16:00 alle 23:00 | ingresso gratuito | si consigliano abbigliamento e calzature comode

come arrivare: Metro: (Linea B >Laurentina) fermata “San Paolo Basilica” – Bus: Linea 23 Parcheggio: nei pressi della Basilica di San Paolo Fuori le Mura e lungo Via Ostiense.

info e contatti: info@thereisnoplace.com; mob. +39 3331230817+39 3289045021

sito web: www.thereisnoplace.com

organizzazione: Associazione Culturale Vitoria Gasteiz

ufficio stampa: Maria Bonmassar, ufficiostampa@mariabonmassar.com, mob. +39 335 490311

 

 

THERE IS NO PLACE LIKE HOME | inaugurazione: venerdì 16 Settembre 2016, ore 16.00 - 23.00 | Approdo fluviale - Lungotevere San Paolo 48 - Roma (Invito) - http://www.thereisnoplace.com/

 

*Comunicato stampa

Valentina Colella, "Esodi" , 2016, 36 tele 30 cm x 30 cm - http://www.valentinacolella.com/

“…e dopo accadde il bianco!”di Valentina Colella, 17 settembre, Museo Laboratorio (PE) #opening #savethedate [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, mostre

“…e dopo accadde il bianco!”
di Valentina Colella

a cura di Vittoria Biasi

Opening:
17 settembre 2016 ore 18

@ Museo Laboratorio
(Ex Manifattura Tabacchi)
Città Sant’Angelo

 

Il giorno 17 settembre 2016 alle ore 18.00 inaugura, presso il Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi – Città Sant’Angelo (PE), l’esposizione “… e dopo accadde il bianco!” della giovane artista abruzzese Valentina Colella, a cura di Vittoria Biasi.

La mostra sarà ospitata successivamente presso l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia dal 7 ottobre al 7 novembre 2016 e terminerà nel mese di dicembre presso il Museo dell’Emigrante Pascal D’Angelo – Introdacqua – AQ.

Il progetto ha il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Colonia, della Provincia de L’Aquila, del Comune di Introdacqua (AQ) e del Comune di Città Sant’Angelo (PE).

Il mondo della natura nella poetica di Valentina Colella è una dichiarazione di percorso che rimanda a fantasmi, ad eroi, che, sottratti ad ogni proiezione temporale, realizzano la loro libertà nello spazio mentale, emulo di quello aereo. L’artista inizia la sua storia fotografando reti per gabbie, per finestre, come momento di riflessione sull’idea di opposizione che accompagna la vita dell’uomo e sembra “inscritto nella costituzione del mondo”. In “… e dopo accadde il bianco!” Valentina Colella intraprende un percorso focalizzato sulla poiana, un volatile presente in Abruzzo, diffuso in alcune zone dell’Europa. e dell’Asia: ne studia il comportamento, isolando alcune realtà che analizza quasi con il desiderio di possederne la regola. I fogli sovrapposti, intagliati nella progressiva riduzione della silhouette, costruiscono la profondità scultorea del volo. Ogni pagina sembra il tracciato di un’isobara del volo, del suono, dell’imprendibilità dell’essere.

Il direttore dell’Istituto di Cultura di Colonia Lucio Izzo evidenzia nell’opera di Valentina Colella ‘’un dialogo all‘insegna della contemporaneità e di una concezione di impegno anche sociale dell’arte, che non esclude però le emozioni e la percezione individuale del mistero insito nei luoghi, né la loro intrinseca poesia. In tal senso l’artista dà voce all’Italia di oggi, con il suo radicamento nei territori e nelle origini e al tempo stesso tutta proiettata verso il futuro: è lo spirito che da secoli contraddistingue la nostra cultura e che, nella consapevolezza dell’appartenenza europea, caratterizza la nostra identità odierna e il nostro contributo alla cultura globale”.

“Il titolo della mostra’’, scrive la curatrice Vittoria Biasi, ‘’deriva dalla poetica delle opere che hanno la finalità di raggiungere un oltre, di superare un limite del visibile. Le silhouette, intagliate o dipinte con il procedimento d’iterata ritualità, sviluppano il procedimento in orizzontalità e in profondità per un incontro immaginario invisibile, bianco tra uomo, volatile e spazio. Questo nasce dall’esperienza del reale, da un principio di ricerca, di amore, di fierezza di sé”.

 

Valentina Colella (1984, Sulmona) è una giovane artista italiana. Il suo lavoro si concentra sul rapporto tra realtà, il corpo e il mondo digitale, utilizzando le immagini dal web, foto, video e installazioni. Tra le principali mostre: 2016 / 2017 – ARP Art Residency Project, Cape Town, Sud Africa; 2016 – Dissolvenze, a cura di Annalisa Filonzi, USB Gallery, Jesi; 2015 – Gestures-Body Art Stories-Marina Abramović & The Others, a cura di Valerio Dehò, Kaohsiung Museum of Fine Arts, Taiwan; 2015 – Artefatto10 Reset, Palazzo Gopcevich,Civico Museo Teatrale “C. Schmidl”, Trieste; 2014 – Attese Impossibili, a cura di Vittoria Biasi, Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma; 2014 – BienaALfinDelMundo, Mar Del Plata, Argentina; 2013 – WhiteOut,Hundred Years Gallery, by Jill Rock, Londra; 2013 – The Gabala International Art Exhibition, Gabala, Azerbaijan; 2012 – Une lumière dans mon livre, a cura di Vittoria Biasi, Vera Amsellem Gallery, Parigi; 2012 – Artemisia En Rose, Palazzo dei Medici, Firenze; 2011 – Invasione/ non invasione, a cura di Vittoria Biasi, Galleria AOCF58, Roma.

 

INFO

… e dopo accadde il bianco!
di Valentina Colella
a cura di Vittoria Biasi

Inaugurazione: sabato 17 settembre 2016 ore 18.00

Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi
Vico Lupinato 1, 65013 Città sant’Angelo –  PE

Dal 17 settembre al 25 settembre 2016
Orario di apertura:
lunedì – domenica ore 18-22

Con il Patrocinio di: Istituto Italiano di Cultura di Colonia, Provincia de L’Aquila, Comune di Introdacqua (AQ), Comune di Città Sant’Angelo (PE).

Con la collaborazione di: Futura Introdacqua- Associazione Culturale, Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi – Città Sant’Angelo, Museo dell’Emigrante Pascal D’Angelo – Introdacqua.

Main Sponsor: Fondazione Cassa di Risparmio  della Provincia de L’Aquila
Sponsor: BPER: Banca
Grafica: MAW_Man Art Work Laboratorio d’arte

 

Sponsor e loghi

 

Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi
info@museolaboratorio.org
+39 085 960555
www.museolaboratorio.org

PRESS OFFICE
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr
roberta.melasecca@gmail.com / 349.4945612
http://www.robertamelasecca.wordpress.com / www.comunicadesidera.com

 

 

 

*Comunicato stampa

-Judith Hopf, Video Stills: Lily´s Laptop, Video, 2013. © Judith Hopf; kaufmann/repetto; Milan / New York; Deborah Schamoni, München

UP di Judith Hopf – 30/09/2016, ore 19 – Museion, Bolzano #opening #salvethedate [Mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Judith Hopf, Up

A cura di Letizia Ragaglia

Opening:

30/09/2016 – ore 19

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

@Museion, Bolzano

Museion presenta la prima personale in un museo italiano di Judith Hopf.
Nata a Karlsruhe nel 1969, l’artista insegna arti figurative presso la Frankfurter Städelschule e ha esposto in istituzioni come PRAXES centre for Contemporary Art, Berlino (2014), Schirn Kunsthalle Frankfurt (2013), Malmö Konsthall, Malmö (2012) e in rassegne internazionali come documenta 13, Kassel (2012) e la Biennale di Liverpool (2014). I suoi lavori sono stati presentati in numerosi Festival, tra cui il Festival internazionale del cinema di Berlino (Berlinale) e gli “Internationalen Kurzfilmtagen Oberhausen”.

Uno spirito ludico che mira a decostruire certezze, far vacillare parametri e convenzioni sociali; la consapevolezza dei propri limiti, e quindi l’ironia e l’autoironia; i gesti e i comportamenti goffi e impacciati; l’utilizzo dello slapstick e di un linguaggio volutamente amatoriale e quindi di materiali semplici nelle proprie opere. Questi gli elementi su cui si muove il lavoro di Judith Hopf, invitata da Museion per la sua posizione, che ricopre un ruolo singolare all’interno del sistema artistico globalizzato e iperconnesso. La mostra “Up” è ospitata a Passage e al quarto piano e presenta trenta lavori dell’artista tra video, sculture e disegni – diverse opere e l’allestimento sono realizzati per l’occasione e sono in dialogo con lo spazio di Museion e il paesaggio circostante. Il rapporto con il panorama altoatesino si riflette anche nell’invito per la mostra, la cui grafica è stata realizzata dall’artista.

L’esposizione si apre a Passage con il video Lily’s Laptop (2013,) che mostra in maniera efficace l’interesse per l’artista per ogni fenomeno di sovversione e per la complessità della giovinezza: una ragazza alla pari, lasciata sola in casa senza permesso di utilizzare il computer, si vendica allagando l’appartamento. Nonostante il dramma in corso, il tono del video conserva una vena comica, che sposta l’attenzione sul fenomeno dell’onnipotenza del computer oggi e quindi sull’esigenza diffusa di restare connessi 24 ore su 24.

Il senso del limite e l’esclusione sociale, sono invece al centro di uno dei video più noti dell’artista Some End of Things: The Conception of youth (2011), che a Museion sarà visibile esposto in una struttura-tendone creata per l’occasione al quarto piano. Qui una figura di uomo travestito da uovo gigante cammina in un edificio modernista costruito in acciaio e vetro e non riesce a passare dalla porta, a meno di distruggere il suo guscio. Nella sua semplicità, il lavoro si interroga se l’esclusione sociale dipenda da strutture esterne esistenti o sia il risultato di qualità intrinseche dei soggetti esclusi

Nella produzione plastica dell’artista lo humor diventa possibilità per smantellare il linguaggio della modernità: per questo si affida a creature animali, a volte antropomorfe. In affinità con il pensiero di Lévi-Strauss, gli animali diventano una sorta di supporto simbolico e concettuale per diverse pratiche umane. In questo senso, il gregge di pecore in cemento con facce spiritose disegnate a carboncino, si prende gioco delle convenzioni della scultura minimalista, della sua serialità e dell’intenzionale assenza di associazioni e di contenuti – ma anche di certi comportamenti di visitatori di mostre di arte contemporanea. La stessa ironia si ritrova nella serie di venti corvi, sculture realizzate partendo da scatole di medicinali e rimodellate in porcellana. Posizionati su ringhiere accanto alle grandi vetrate di Museion, i corvi sono in relazione con l’esterno e rovesciano la pratica del birdwatchting (osservazione degli uccelli) – sembrano osservare i visitatori più che essere osservati.

Le ultime produzioni plastiche di Hopf sono realizzate in mattoni e alludono a limitazioni di esperienze fisiche attraverso un ossimoro o paradosso visivo: un piede, un pallone da calcio o un trolley rimangono congelati nel loro movimento a causa delle loro pesanti e solide fattezze. A Museion lavori già realizzati sono associati a nuove opere create per l’occasione. I mattoni non comporranno solo le sculture, ma fungeranno da moduli architettonici per l’allestimento. Essi suddivideranno lo spazio espositivo e al contempo serviranno da supporti per la presentazione di alcuni lavori.

Tra i nuovi lavori ci saranno anche dei collage con disegni a inchiostro che ritraggono computer personificati e confermano quindi lo sguardo critico di Judith Hopf nei confronti dell’onnipotenza del computer.

Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo trilingue (ita/deu/eng) con testi di Roberto Pinto, Letizia Ragaglia e un’intervista all’artista di Sabeth Buchmann, edito da Mousse Publishing.

Judith Hopf è nella commissione degli artisti invitati a scegliere giovani emergenti per ACADEMIÆ, l’evento biennale dedicato a studenti di accademie, scuole e università d’arte internazionali che si svolge a Fortezza fino al 30/10/2016.

hopf_invito_web

INFO
Museion presenta Judith Hopf, Up
Inaugurazione 30/09/2016, ore 19
Durata mostra: 01/10/2016-08/01/2017
A cura di Letizia Ragaglia

SAVE THE DATE EVENTI COLLATERALI
Giovedì 13/10 ore 19 visita guidata alla mostra in lingua italiana con Letizia Ragaglia, direttrice di Museion, a cui segue alle ore 20 il talk con Sabeth Buchmann, critica e docente presso l’Akademie der bildenden Künste Wien (in lingua tedesca)

Museion
Piazza Piero Siena 1
39100 Bolzano

Orari di apertura:
da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle 19. Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.

Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it

@MuseionBZ

Museion Bozen - Bolzano

www.museion.it


Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani

 

 *Comunicato stampa

5. Teatralità quotidiana a Napoli - Mimmo Jodice. Attesa. 1960-2016 ph. Amedeo Benestante www.madrenapoli.it

Mimmo Jodice. Attesa. 1960-2016 – giugno/ottobre 2016 – Museo MADRE, Napoli #currentexhibition [MOSTRE]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, mostre, turismo, viaggi

Mimmo Jodice

Attesa. 1960-2016

Re_PUBBLICA MADRE (piano terra) e terzo piano

24 giugno – 24 ottobre 2016

 A cura di Andrea Viliani

Il museo MADRE è lieto di presentare Attesa. 1960-2016, la più ampia mostra retrospettiva mai dedicata a Mimmo Jodice (Napoli, 1934), uno degli indiscussi maestri della fotografia contemporanea. In un percorso retrospettivo appositamente concepito dall’artista per gli spazi del museo MADRE, la mostra presenta più di cento opere, suddivise in diverse sezioni, fra loro connesse.

In queste opere, che hanno contribuito a definire gli sviluppi della ricerca fotografica a livello internazionale, Mimmo Jodice esplora il mondo intorno a noi soffermandoci sulle soglie di un tempo indefinito, in cui si intrecciano il passato, il presente e il futuro. Jodice delinea in questo modo una dimensione posta al di là dello scorrere del tempo e delle coordinate spaziali, sospesa nella dimensione – contemporaneamente fisica e metafisica, empirica e contemplativa – dell’attesa. Un’attesa che è anche matrice di una pratica rigorosamente analogica della fotografia: l’attesa come ricerca paziente dell’illuminazione, spesso mattutina, in grado di rilevare l’essenza del soggetto rappresentato, o l’attesa come l’altrettanto paziente bilanciamento dei bianchi e dei neri in camera oscura. E se, dal 1980, da queste opere scompare la figura umana – fino a quel momento presenza ricorrente – ciò a cui Jodice perviene è l’ineffabile eternità e il nitore assoluto di immagini in bianco e nero restituite dallo sguardo rivelatore di una macchina da presa che si fa “macchina del tempo” (o, meglio, del superamento del tempo), nell’affascinata perlustrazione del mondo, da quello più prossimo del ventre di Napoli alle sponde del Mediterraneo, con le loro vestigia di antiche civiltà ormai scomparse, fino agli incerti confini delle megalopoli globalizzate. Ognuno di questi scatti si fa suprema celebrazione dell’umano, colto osservando la realtà in tutte le sue espressioni sensibili e trasfigurata in una realtà fotografica che, prescindendo dalle differenti epoche o contesti, coincide con la costante reinvenzione della fotografia stessa, emancipata da un’interpretazione meramente documentaria, libera di esprimere le sue potenzialità rappresentative e conoscitive.

A Jodice hanno dedicato mostre personali alcuni dei più importanti musei del mondo, e sue opere sono presenti nelle collezioni di musei quali University Art Museum, Albuquerque; Museum Photographic Archive, Barcellona; Institute of Modern Art, Detroit; Musée Cantini, Marsiglia; Museo della Fotografia Italiana, Cinisello Balsamo- Milano; Galleria Civica d’Arte Moderna, Modena; Canadian Center of Architecture e Museo McCord, Montréal; Museum of Photography, Mosca; Aperture Foundation, New York; Metropolitana di Napoli, Museo MADRE e Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli; Bibliothèque Nationale-Cabinet des Estampes, MEPMaison Européenne de la Photographie e FNAC-Fond National d’Art Contemporain, Parigi; Museum of Art, Filadelfia; Centro Studio e Archivio della Comunicazione, Parma; Istituto Nazionale per la Grafica, Roma; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e Castello di Rivoli-Museo d’arte contemporanea, Torino; MART-Museo Arte Moderna e Contemporanea, Trento e Rovereto; Museum of Modern Art, San Francisco; Museum of Art, Tel Aviv; Library of Congress, Washington. All’artista sono stati conferiti infine diversi riconoscimenti quali nel 2003 il Premio Antonio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei, nel 2006 la Laurea Honoris Causa dall’Università degli Studi Federico II di Napoli, nel 2011 l’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Art et des Lettres e, nel 2013 e 2016, la Laurea Honoris Causa dell’Università di Architettura di Mendrisio e dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.

Mimmo Jodice
Attesa. 1960-2016

A cura di Andrea Viliani

@Re_PUBBLICA MADRE (piano terra) e terzo piano,
Museo MADRE,
Via Settembrini 79, 80139 Napoli

24 giugno – 24 ottobre 2016

www.madrenapoli.it/
info@madrenapoli.it
T +39 081 193 13 016

 *comunicato stampa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

InstallationView_Exhibitionoftheyear2016_t-space_LorenzoKamerlengo_Ph_GiuliaSpreafico - http://www.t-space.it/

Exhibition of the year 2016. Kamerlengo – Loreti – Moroni, fino al 16 luglio, T- Space – Milano #currentexhibition [Mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, CS, cultura, mostre, turismo, viaggi

Exhibition of the year 2016
Lorenzo Kamerlengo, Luca Loreti, Alessandro Moroni

a cura di Alberta Romano
fino al 16 luglio 2016

@ t-space, Milano*

 


Dal 13 giugno 2016 t-space presenta Exhibition of the year 2016, una mostra collettiva di Lorenzo Kamerlengo, Luca Loreti e Alessandro Moroni, a cura di Alberta Romano.
Exhibition of the year 2016 è una mostra che nasce e si evolve a partire da un articolo pubblicato il 22 febbraio 2016 dal Loki Design Studio di Montréal.

Pantone, la nota azienda multinazionale americana che si occupa di colori e di servizi grafici, opera annualmente la scelta di un colore dell’anno, con lo scopo di carpire mode e necessità. Per il 2016 la scelta è ricaduta su una combinazione di colori anziché su una singola tonalità: il rosa quarzo e l’azzurro serenity. A motivare questa scelta “il caldo abbraccio del rosa quarzo e la fresca serenità dell’azzurro” capaci, insieme, di confortare il cittadino medio anche durante i tempi turbolenti che lo affliggono oggigiorno.

Al di là delle opinabili motivazioni su cui Pantone basa le proprie scelte, ciò che emerge ben presto, da un’analisi più accurata, è l’incredibile background culturale che si cela dietro questa particolare scelta. Sea Punk, Vaporwave, Afro Punk e molti altri movimenti “underground” appaiono, senza ombra di dubbio, come i precursori diretti della nuova estetica scelta dalla multinazionale americana. Una storia già sentita di sublimazione, edulcorazione e snaturamento che porta tuttavia a riflettere su una vasta gamma di problematiche legate all’estetica dominante e alla sua diffusione su larga scala favorita da un sistema di comunicazione sempre più veloce, fagocitante ed effimero.

Lorenzo Kamerlengo (Pescara, 1988). Diplomato all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila nel 2015, ha frequentato l’Accademia di Roma e quella di Bilbao. Attualmente vive e lavora a Melbourne.

Luca Loreti (Chiavari, 1990) diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera è attualmente iscritto al biennio specialistico in Arti Visive nella stessa Accademia. È membro e co-fondatore di /77, artist run space con sede a Milano dove vive e lavora.

Alessandro Moroni (Voghera, 1992) Diplomato nel 2015 in NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano nel corso di Pittura e Arti Visive. È membro fondatore di /77. Attualmente vive e lavora a Milano.

t-space è un progetto portato avanti da un gruppo di giovani artisti e fotografi accompagnati da tre curatori; uno spazio di lavoro e discussione legato all’immagine che raccoglie, nei suoi 180 metriquadri, il potenziale di ricerca dello studio d’artista. t-space vuole essere luogo di stimolo per chiunque decida di entrarvi, sia come cliente sia come visitatore. t offre servizi pratici che spaziano dagli shooting alla post-produzione di immagini, conconsulenze su layout grafici e traduzione di testi, ma anche momenti di incontro con artisti e curatori, workshop e talk, sempre accompagnati da una tazza di tè.
Quattro volte l’anno, seguendo il ciclo naturale delle stagioni, t-space ospiterà sperimentazioni espositive seguite dal gruppo curatoriale stabile e sempre aperte a collaborazioni esterne. t è aperto a chiunque desideri prendere un appuntamento per un tè, per avere una consulenza o anche solo per
fare due chiacchiere.

Exhibition of the year 2016
Lorenzo Kamerlengo, Luca Loreti, Alessandro Moroni
a cura di Alberta Romano

fino al 16 luglio 2016

t-space, logo - http://www.t-space.it/

@ t-space,
via Bolama, 2, 20126, Milano
info@t-space.it
www.t-space.it

informazioni riservate alla stampa:
press@t-space.it

photo © IKEA

*comunicato stampa

Lucilla Candeloro. Wildnis – 18 giugno, Spazio Varco – L’Aquila #savethedate #opening [mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Wildnis
Lucilla Candeloro

Opening:

18 giugno 2016 ore 18.00
VARCO - LOGO NERO
V.AR.CO. , L’Aquila*

 

Il 18 giugno 2016 alle ore 18.00 , V.AR.CO. a L’Aquila, presenta Wildnis, mostra personale di Lucilla Candeloro con un testo critico di Marco Trulli.

La ricerca di Lucilla Candeloro è incentrata sulla relazione con il bosco come luogo di astrazione, territorio in cui condurre una indagine sulle forme naturali che diventa processo di selezione, smembramento e ricostruzione di un universo selvatico. Le cortecce sono mappe sensibili, epidermidi inquiete, frammenti di un paesaggio interiorizzato.
Le trame delle cortecce, in questo caso, confondono le proprie geometrie naturali con le texture metalliche del centro aquilano in ricostruzione. Ma le fratture, gli squarci e le rugosità del legno sono impossibili da definire in maniera didascalica. Sono intagli del gesto istintivo che disegna trame e incidenti del segno senza tregua.

Lucilla Candeloro, Wildnis - manifesto/locandina - http://www.v-ar-co.com/Wildnis è un’immersione nel selvatico, un passaggio al bosco, atto radicale teorizzato da Jünger nel Trattato del ribelle, itinerario di conoscenza e appropriazione di un alfabeto visivo di trame, intrecci e nodi che diventano la lingua con cui esprimersi, le ombre in cui nascondersi. (Marco Trulli)

Lucilla Candeloro (Lanciano1978), vive e lavora tra Casoli(Ch) e Roma. Espone in Italia e all’estero dalla Charles Donwahi Foundation di Abidjan alla Independent Art Fair di Stoccolma. Dal 2011 il suo interesse si concentra sul tema della natura presentando i nuovi lavori nella Galleria Cesare Manzo di Pescara con testo di Giacinto Di Pietrantonio. Dal 2013 collabora con la Galleria Montoro 12 Contemporary Art di Roma.

Recenti mostre personali: L’age d’or Trevi (Pg) 2015; Galleria Cesare Manzo Pescara 2014; Museolaboratorio Città Sant’Angelo (Pe) 2012; Il tu essenziale Montefalco (Pg) 2009. Tra le principali collettive: Art Karlsruhe (2016); My Roots can hear the leavers grow Montoro 12 Roma, Our Generations Penne (Pe), ArtVerona, Bologna Arte Fiera (2015); DEEP Circoloquadro Milano, Stockholm Indipendent Art Fair (2014); Iside Contemporanea Museo Arcos Bn, PREVIEW Montoro 12 Roma (2013); XLV PREMIO VASTO, Fuori Uso In Opera Pescara (2012); Charles Donwhai Foundation Abidjan, In Chartis Mevaniae Born Again (2010); Roots Madrid (2009); Terra di Maestri Spello (Pg), Three Imaginary Worlds Palazzo Lucarini (2007); I love Abruzzo (2006).

V.AR.CO. verdiartecontemporanea – è uno spazio che apre ad una dimensione contemporanea in un contesto precario e transitorio nel centro storico de L’Aquila.
 Il progetto V-AR-CO è sostenuto dalla Fondazione Carispaq, Raffaelle Panarelli, Melfi Costruzioni, Metania e dalla asd MACO L’Aquila C5 come sponsor tecnico.

INFO

Lucilla Candeloro – Wildnis
Testo critico di Marco Trulli

Opening: sabato 18 giugno 2016 ore 18
Fino al 16 luglio 2016
Orari: venerdì, sabato, domenica 17.00 – 20.00
Ingresso gratuito

V.AR.CO. verdiartecontemporanea,
Via Giuseppe Verdi 6/8 L’Aquila
spaziovarco@gmail.com
www.v-ar-co.com

*Comunicato stampa

Korakrit Arunanondchai, History Painting (Poetry Floor 1,2,3), 2016 Courtesy of the artist and C L E A R I N G New York/Brussels, Museion Passage 2016. Foto Luca Meneghel - www.museion.it

Korakrit Arunanondchai a cura di Letizia Ragaglia, Museion – Bolzano [current exhibition] [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, mostre, tecnologia, turismo, viaggi, videoarte

Korakrit Arunanondchai
„Painting with history 3 or two thousand five
hundred and fifty nine years to figure stuff out“

A cura di Letizia Ragaglia

dal 02/06 al 11/09/2016

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/

@Museion, Bolzano*

“Prima della rivoluzione digitale, immagini e tracce del passato venivano definite ricordi. Rispecchiavano dei momenti che avevamo veramente vissuto e si riferivano a esperienze che facevamo nella realtà. Oggi nella nostra memoria sono impresse soprattutto immagini condivise e diffuse nei mezzi di comunicazione elettronici”
Nicolaus Schafhausen

Museion presenta la prima personale dell’artista Korakrit Arunanondchai (Bangkok, 1986) in Italia.
Nel segno di Buddha, ma anche di Steve Jobs: nella pratica multidisciplinare dell’artista thailandese passato e presente, fantasia e realtà, scienza e spiritualità si mescolano con grande naturalezza. La ricezione della storia dell’arte occidentale, ma soprattutto la memoria, individuale e collettiva, nell’era della comunicazione digitale sono i temi con cui si confronta l’artista. La prospettiva è quella di un nativo digitale ed emigrato culturale dalla Thailandia, che Arunanondchai ha lasciato nel 2009 per gli Stati Uniti.
Studi alla Rhode Islad School of Design (2009) e alla Columbia University (2012), Arunanondchai ha all’attivo numerose collettive in istituzioni come Sculpture Center, New York, ICA Londra, e personali in istituzioni come Palais de Tokyo, Parigi(2015), MoMa PS1 (New York, 2014). Appena aperta la mostra a Museion, Korakrit Arunanondchai parteciperà, dal 4/06, alla prestigiosa Biennale di Berlino (fino al 18/09); fino al 5/06 è presente alla Biennale di Sydney.


Korakrit Arunanondchai
„Painting with history 3 or two thousand five hundred and fifty nine years to figure stuff out“

A cura di Letizia Ragaglia

Dal 02/06 al 11/09/2016

@Museion
Piazza Piero Siena 1
39100, Bolzano

Orari di apertura:
da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle 19.
Lunedì chiuso.

Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
http://www.museion.it

https://twitter.com/MuseionBZ

*comunicato stampa

 

Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi, CapriB&B, 2016, fotografia su forex e pittura bianca

Capri B&B – Behind and Beyond. Raffaela Mariniello ed Eugenio Tibaldi, 3 giugno – Capri #savethedate #opening [mostre]

arte, arte contemporanea, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Capri B&B – Behind and Beyond
Raffaela Mariniello ed Eugenio Tibaldi

Certosa di San Giacomo
Quarto del Priore
@ Capri

Inaugurazione
venerdì 3 giugno, ore 18:00
fino al 24 luglio 2016*

La Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee ha varato nel 2013 un programma di patrocinio, denominato MATRONATO, volto al riconoscimento e alla promozione di progetti (aventi sede in una delle seguenti regioni italiane: Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), che, per il loro valore e qualità culturale, stimolino la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica, il dialogo fra diverse discipline, il supporto alla produzione e alla mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo.

Il MATRONATO è stato concesso alla mostra Capri B&B – Behind and Beyond degli artisti Raffaela Mariniello ed Eugenio Tibaldi, a cura di Adriana Rispoli, con la supervisione tecnico-scientifica di Patrizia Di Maggio, presso la Certosa di San Giacomo e Quarto del PrioreCapri (inaugurazione: venerdì 3 giugno, alle ore 18:00). 

CapriB&B_invito fronteLa mostra è realizzata in collaborazione con il Polo Museale Campano, con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Capri, del Comune di Anacapri e dell’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo di Capri e ilM ATRONATO della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. In mostra, fino al 24 luglio 2016, venti opere, tra fotografie, installazioni e collage, la maggior parte realizzate appositamente per gli spazi espositivo, partendo da una riflessione congiunta dei due artisti sull’isola di Capri, sulle bellezze non convenzionali dell’Isola Azzurra, sul rapporto tra l’uomo e la natura da cui si genera il mito che l’avvolge e la cui aurea leggendaria continua ad essere alimentata anche dal turismo di massa che investe questa perla del Mediterraneo. La mostra Capri B&B – acronimo di “Behind & Beyond” ed evidente gioco di parole relativo alla ricezione b&b che inizia a diffondersi anche in una meta turistica come Capri – offre al pubblico una visione che va oltre, al di là delle apparenze, per esplorare, attraverso lo sguardo non convenzionale e ironico degli artisti, la “scenografia” grazie alla quale tutto si presenta ai massimi standard possibili, addirittura ideale e perfetto, evidenziando allo stesso tempo la realtà del lavoro quotidiano dei tanti operatori che, lavorando dietro le quinte, rendono possibile questi standard di ideale perfezione.

 

I due artisti, ognuno secondo il suo specifico approccio, hanno lavorato su aspetti diversi del territorio coinvolgendo nel processo artistico anche le comunità locali a seguito di periodi di residenza. Tra le tante opere in mostra, due opere di grandi opere 46 Bed Places di Eugenio Tibaldi eCapri Teorema di Raffaela Mariniello. La prima, installata nel Giardino del Priore, rappresenta l’icona di Capri, i Faraglioni, con una vera e propria scenografia monumentale dal valore ambivalente, ovvero la cui dignità estetica e concettuale risiede nel fronte, magistralmente dipinto, tanto quanto nel retro dove spuntano a vista le impalcature di tubi innocenti, tratto distintivo nella poetica dell’artista, e che svela l’origine povera del supporto e, quindi, i meccanismi che soggiacciono a ogni narrazione pubblica dei luoghi. Capri Teorema di Raffaela Mariniello, invece, è un’installazione fotografica composta da 32 immagini di diverso formato, una narrazione visiva personalissima di Capri con le zone più segrete dell’isola, le meno battute dal turismo di massa. Il connubio ideologico e formale dei due artisti si sintetizza nell’opera Capri B&B – Arco Innaturale, un lavoro a quattro mani in cui il tipico intervento di sottrazione attraverso la pittura bianca di Eugenio Tibaldi avviene su uno scatto fotografico di Raffaela Mariniello, un’opera che simboleggia l’unione tra uomo e natura, ma anche l’impegno necessario per il mantenimento di una bellezza idealizzata.

Capri B&B – Behind and Beyond
Raffaela Mariniello ed Eugenio Tibaldi
a cura di Adriana Ruspoli

Certosa di San Giacomo
Quarto del Priore
@ Capri, Napoli (IT)

Fino al 24 luglio
Da martedì a domenica, ore 11:00-14:00 / 17:00-20:00;
lunedì giorno di chiusura

Ingresso 4,00 euro (mostra e Certosa)

Info:
Capri Press:
Tel: 337 843958
pm-cam.uffstampa@beniculturali.it

*comunicato stampa
Grant Foster. Popular Insignia, Acappella, Napoli - www.museoapparente.eu

Grant Foster. Popular Insignia – fino al 2 luglio, Acappella Gallery, #Napoli [current #exhibition]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, mostre, turismo, viaggi

Grant Foster.  Popular Insignia*
@Acappella Gallery
Napoli
Fino al 2 luglio

La galleria Acappella è lieta di presentare “Popular Insignia”, prima personale in Italia dell’artista britannico Grant Foster. La mostra include una nuova serie di dipinti e sculture realizzati da Foster per rappresentare la figura dell’eroe tradizionale. Al centro della sua riflessione, troviamo infatti la metafora dell’eroe nell’attuale sistema etico e morale, in un clima politico che nega il pluralismo in cambio di verità dogmatiche e visto come come dittatura di valori assoluti.

Nel lavoro “Ognuno per Sé e Dio Contro Tutti”, una giovane ragazza leziosa è disegnata a carboncino attraverso linee nette, cullata in una geometrica Z. Il motivo della zeta, tratto dal profilo maschile del mento così come in genere viene rappresentato negli eroi dei fumetti, diventa basilare nella pratica artistica di Foster che si riappropria di questo connotato enfatizzandolo e attribuendogli un effetto esoterico ed enigmatico.
A popolare le tele esposte è un cast di personaggi grezzi, accompagnato da un armamentario di oggetti di scena: ali, lingue, stivali e cigni agiscono da idiomi culturali sfidando il concetto stesso di gusto.

È in questa accezione che Foster realizza i suoi nuovi dipinti. Simbolici a livello compositivo e casualmente eseguiti sulla superficie della tela, questi ultimi offrono una sintassi complessa che trae ispirazione dalla cosiddetta anti-arte e dall’estetica populista, come nel caso delle sale giochi delle città di mare inglesi, dove l’artista è cresciuto, miniera di notizie provinciali e negozi di souvenir, per creare una forma di resistenza semi-satirico contro l’omogeneità dell’ortodossia culturale d’Occidente, che per Foster diventa l’incarnazione stessa dell’eroe fittizio. Citando il Période Vache di René Magritte come centrale in questo nuovo corpus di lavori, Foster lavora animato dal desiderio di creare un linguaggio visivo suadente e paradossale, in cui siano radicate sovversione, satira e commento politico.

Grant Foster.
Popular Insignia
@ Acappella, via Cappella Vecchia 8
, Napoli
Fino al 2 luglio 2016
Martedì – Venerdì, ore 17 – 19, Sabato 12 -14
galleriacappella@gmail.com
www.museoapparente.eu
(+39) 339 61 34 112

Note bio

Grant Foster, born 1982, UK, lives and works in London and graduated from The Royal College of Art in 2012. Foster’s recent solo exhibitions include, Salad Days, Ana Cristea Gallery, New York (2015); Holy Island, Chandelier Projects, London (2014); The Walnut Tree, Chinashop, Oxford (2013). Recent group exhibitions include Carnival Glass, Block 336, London (2015), Rx for Viewing w/Jesse Wine, Ana Cristea Gallery, New York (2014) and Bloomberg New Contemporaries, Spike Island, Bristol and ICA, London (2013). Grant Foster was a prizewinner in John Moores 25, Liverpool and will attend The Rome Fellowship in Contemporary Art at The British School of Rome later this year.

 

*Comunicato stampa

Wolfgang Voegele. Straw Dog – 8 Giugno, Annarumma Gallery – Napoli #savethedate

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Napoli,
mercoledì 8 giugno 2016,

Straw Dog  di Wolfgang Voegele

Annarumma Gallery

Mercoledì 8 giugno 2016, alle ore 19, la galleria Annarumma di Napoli inaugura Straw Dog, mostra personale dell’artista tedesco Wolfgang Voegele (Germania, 1983).

Wolfgang Voegele, Untitled (On a hill), 2015, Olio e lacca su tela, 150 cm x 120 cm www.annarumma.net - www.wolfgangvoegele.com/

Straw Dog di Wolfgang Voegele è un continuo alternarsi tra idea e pratica pittorica. L’artista crea un proprio vocabolario di immagini utilizzando linee semplici dai tratti arcaici. Inevitabili incertezze si manifestano nel passaggio dello schizzo alla pittura. Si tratta di movimenti essenziali che si manifestano nell’intero processo creativo, dove le forme diventano variazioni precise impossibili da raggiungere. Questo approccio è chiaro nel suo lavoro, riscontrabile nell’intero percorso stilistico.

Dopo aver applicato su tela la bozza prodotta al computer, inizia una azione fortemente fisica. Lungo il disegno, Voegele, applica colore a olio nero su tela grattando con una spazzola a setole. L’energia impressa nell’atto è trasferita nella pittura da una pennellata similmente potente. In contrasto con questa vigorosa operazione, nell’intimo della sua composizione, si rivelano la luce, le linee e le sottili filigrane di materia pittorica. Quando ritiene necessario, l’artista aggiunge alcuni nuovi colori. Per la serie intitolata Cut paintings, ad esempio, è stato privilegiato il giallo.

Lo schizzo iniziale funziona solo come base per lo svolgimento, che nella sua fine sarà un tradimento. Lo scopo è perdere i significati del gesti creativi iniziali, stabilendone di nuovi e di indefiniti. Il metodo scelto è quello cognitivo dell’intuizione, il fine è avere come risultato la coincidenza.

Accettare la casualità come coscienza o introdurre elementi altri di ambienti che lo circondano (come ad esempio il pavimento del suo studio), permettono a Wolfgang Voegele di avvalersi di un fluire discorsivo intuitivo in divenire, impercettibile, senza delinearne una fine. L’artista produce cornici di legno che sviluppa a completamento dell’opera. Esse servono a definire lo spazio, e ne diventano parte integrante.

Guardare i suoi dipinti, osservarli più da vicino, sembra tradurre scenari di boschi, vestiti o corpi, ma quando si prova a vederli nella sua compiutezza, senza lasciarsi catturare dalle singole forme, gli elementi in apparenza rappresentativi, svaniscono. Solo il riferirsi a dei paesaggi, a volte, permette associazioni, collegamenti, le quali possono funzionare nel contesto del dipinto.
Testo di Amalia Temperini

Informazioni utili:

Wolfgang Voegele. Straw Dog
Opening: 8 Giugno 2016 – ore 19
@ annarumma
Via del Parco Margherita 43,
80121 Napoli ( IT )
8 giugno – 25 luglio 2016
www.annarumma.net

Wolfgang Voegele (Germania, 1983)
http://www.wolfgangvoegele.com/

flow. flew. flaw. di Giovanni Paolo Fedele #recensione

arte, arte contemporanea, artisti, mostre, recensioni arte, turismo, viaggi

E’ così che ci si affeziona ai luoghi, si va per conoscere cose nuove,  incontrare persone lontane dai vernissage, che hanno qualcosa da raccontare, che vada al di fuori del sistema dell’arte.

V.AR.CO - verdiartecontemporanea - official logoMartedì 3 maggio sono stata a L’Aquila, avevo voglia di andare a trovare i ragazzi di V.AR.CO – verdiartecontemporanea (Andrea Panarelli, Paola Marulli, Sara Cavallo). Il loro impegno sta costruendo un microsistema culturale fiorente, intelligente, dinamico, in un contesto impraticabile da ogni punto di vista. Una città terremotata, che combatte per risanarsi, che ha una necessità costante di stimoli e contaminazioni esterne.
V.AR.CO spinge a una apertura che è la sua crepa, e trae da lì la sua forza, in una luce che già alla sua terza mostra permette di delineare un profilo vincente, beneaugurante, a tutela di ogni professionista che abbia una autentica vocazione rivolta a fare di questo mestiere un percorso onesto, chiaro e convinto.


Locandina - Flow. flew. flaw. di Giovanni Paolo Fedele (manifesto)Flow. Flew. Flaw
è la prima mostra personale di Giovanni Paolo Fedele (Pescara, 1993), a cura di Alberta Romano – una giovane storica dell’arte pescarese, membro attivo di T-space a Milano.
Il progetto ha un’idea semplice ma allo stesso tempo complessa, reticolata e articolata. Ci si trova di fronte a un vero e proprio meccanismo di concatenazioni che abbraccia performance, installazione site-specific, racconto scientifico e fantastico, focalizzato nella centralità dei rapporti umani, estetico, studiato nelle sue diverse angolazioni, prospettive e gradazioni. Si parte da uno scritto, Aequilibrium, sviluppato dall’artista – il motore teorico di tutto – che trasforma l’ambiente in una viva e ramificata sospensione, con nodi e sentieri precisi, che invogliano a una conoscenza, a qualcosa sempre più da approfondire.

Prima di andare a scoprire – sapere in realtà chi fosse Giovanni – ho deciso di spulciare il suo profilo professionale e valutare se quest’ultima ricerca fosse coerente con quelle sviluppate in precedenza, fili, insomma, che lo connettessero alla sua filosofia odierna; ebbene, non ho trovato solo questo, ma costanti germinali che si uniscono ai vecchi lavori, opere tracciate, designate in temi precisi: individualismo, sfida, disorientamento, protezione e fiducia. Giovanni viaggia tra il bisogno di perfezione e la ricerca del desiderio, ma con questi due aspetti combatte pur di non perdere le fragilità delle sue linee guida.
Flow. flew. flaw. di Giovanni Paolo Fedele, dettaglio mostra. Photo Credit: Ela Bialkowska - OKNOstudio Photography

Piedi a terra, sguardo in alto, protezione verso i condizionamenti, Giovanni Paolo Fedele sospinge la sua ricerca all’errore, lasciandosi plasmare (anche) da una letteratura mirata e costruttiva – ad esempio, assieme a me, si è parlato a lungo del Puer Aeternus di James Hillmann. In quello che vuole, l’artista cerca di trasmettere quanto lui si esponga all’altro, tramite gli oggetti, le cose e la gente, negli incontri, negli scambi, pur di provare sentimenti ed emozioni proprie e pertinenti (forza, umiliazione, senso di impotenza, volontà, fallimento), in tutto questo, lui, continua a guardare aldilà: un oltre che lo incoraggia alla stasi dell’equilibrio.

Photo Credit: Ela Bialkowska - OKNOstudio Photography

Per scelta personale rifuggo dalla performance, ma in questa condizione, e in tali movimenti di linguaggio, posso dire di aver attraversato, con la vivacità dei miei stessi occhi, due corpi fondersi silenziosamente in uno sguardo, in totale armonia, che entravano in simbiosi nell’esatto momento in cui ero concentrata a capire dove volessero arrivare mentre erano agganciati sulla loro potenza di essere umani vivi e in pieno contatto. Tutto, assieme alla straordinaria comprensione e dinamicità della mente, della concentrazione, di come ognuno di noi ha la tendenza a crollare o cedere per un dettaglio che a conti fatti rappresenta il niente, quel focalizzarsi sulla perfezione che fa precipitare l’intero apparato nella sua mancanza di presenza, quando si perde la visione d’orizzonte dell’altro con l’altro.

Marina-Abramovic-Rest-Energy-with-Ulay-1980.-Courtesy-the-Artist-and-Lisson-Gallery (presa dal web)Gli incontri che ho visto – e che Giovanni cerca di raggiungere, offrendosi, donandosi, con la sua pacata tranquillità – sono legami che rimandano a un immaginario artistico importante – imponente – per chi è del settore (Marina Abramovic – Ulay), ma in Flow. Flew. Flaw non c’è fagocitazione, non c’è narcisismo, quanto rispetto viscerale di accoglienza, distanza di attesa e meditazione, congiunzione e fusione.

Ho avuto la possibilità di osservare tre processi in azione (una ragazza, una donna e un ragazzo), e nel momento in cui sono arrivata all’incontro, erano presenti anche gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila con la loro docente e artista Bruna Esposito. Insieme, in religioso silenzio, osservavamo e mettevano in pratica lezioni pratiche di riflessione in un processo e perfezionamento artistico fuori dal contesto di un’aula di studio.

Questo scambio è stato per me un continuo dichiarare il proprio abbandono con valore poetico di resistenza e impagabile resilienza.

Una performance, replicabile, mantenuta attiva fino al 6 maggio, tutti i pomeriggi, con Giovanni Paolo Fedele che ha assicurato la sua presenza per una settimana, e che ha garantito a V.AR.CO un punto a suo favore: un passo ulteriore nella fase di ricostruzione della città, della propria credibilità, attraverso una zona franca, di produzione e creazione utile, accessibile, di grande professionalità.

Per il fotoracconto della mia esperienza:

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Informazioni utili:

Flow. flew. flaw.  di Giovanni Paolo Fedele
a cura di Alberta Romano
Fino al 27 maggio
Venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 20
@ V. AR.CO – verdiartecontemporanea –
Via Verdi 6/8, L’Aquila
www.v-ar-co.com

Ingresso gratuito

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Photo Credit:
Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography

oknostudio

 

UGO RONDINONE giorni d’oro + notti d’argento a cura di Ludovicopratesi – 9 giugno – Roma #savethedate

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UGO RONDINONE giorni d’oro + notti d’argento
mostra a cura di Ludovico Pratesi

Giovedì 9 giugno 2016 si inaugura negli spazi di MACRO Testaccio e dei Mercati di Traiano la mostra giorni d’oro + notti d’argento di Ugo Rondinone, a cura di Ludovico Pratesi.

Il padiglione 9B del MACRO Testaccio ospita giorni d’oro che riunisce alcune opere dell’artista in un ambiente abbagliante, dominato da luci e colori, animato dalla grande installazione vocabulary of solitude, 45 clown che rappresentano, con le loro 45 differenti posture, momenti della vita quotidiana, denunciando allo stesso tempo l’allucinazione della solitudine umana.

All’interno dell’esedra dei Mercati di Traiano Rondinone presenta, sempre per la prima volta in Italia, notti d’argento, gruppo di 5 calchi di ulivi millenari ancora presenti in Puglia e in Basilicata, in alluminio verniciato di bianco. Una mostra di dialogo, ma anche di contrapposizione: l’esplosione dei colori intorno all’immaginario di un uomo nella sua giornata di 24 ore al MACRO Testaccio si oppone al monocromo/bianco degli alberi dell’installazione ai Mercati di Traiano, concepita come allegoria delle fasi lunari dei 12 mesi.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata da Ludovico Pratesi e organizzata con il supporto di Sadie Coles HQ (Londra), Gladstone Gallery (New YorkBruxelles), Galerie Eva Presenhuber (Zurigo).

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

Inaugurazione:
giovedì 9 giugno 2016
ore 18.00 (MACRO Testaccio),
ore 19.00 (Mercati di Traiano).

Sedi:
Mercati di Traiano, via Quattro Novembre 94, Roma
10 giugno – 1 settembre 2016,
MACRO Testaccio, Padiglione 9B, piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
10 giugno – 15 settembre 2016.

INFORMAZIONI PER LA STAMPA

Ufficio stampa mostra:
Maria Bonmassar
ufficiostampa@mariabonmassar.com
ufficio: +39 06 4825370 / cellulare: + 39 335 490311

Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura:
Patrizia Morici / T. +39 06 82 07 73 71 / M. +39 348 54 86 548
p.morici@zetema.it