Grossi Maglioni, Gesti di relazione, Amicizia I, 2016. Foto Mirai Pulvirenti

Campo Grossi Maglioni, 15 febbraio, AlbumArte – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, turismo, viaggi

Campo Grossi Maglioni
mostra a cura di Lýdia Pribišová e Gianluca Brogna

Inaugurazione:
mercoledì 15 febbraio 2017 ore 18.30

AlbumArte,
Roma

 

 

AlbumArte è lieta di presentare la prima mostra personale a Roma del duo Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni) a cura diLýdia Pribišová e Gianluca Brogna che inaugura il 15 febbraio con la performance sonora degli Acchiappashpirt (alle ore 19.30).

La mostra, aperta fino al 27 aprile 2017 e costruita attraverso la rielaborazione di tre progetti artistici sviluppati e approfonditi nell’arco di dieci anni di attività, delinea il processo di work-in-progress della ricerca di Grossi Maglioni.

Il duo artistico fin dal suo esordio ha dedicato una parte sostanziale della propria ricerca alle pratiche performative, attraverso le quali ha indagato differenti argomenti di natura sociale e politica, combinando la metodologia della ricerca artistica con quella antropologica, scientifica, con incursioni nella magia e nella parascienza, senza mai escludere un approccio femminile e femminista agli argomenti e ai lavori da loro elaborati, focalizzandosi spesso su tematiche politicamente scomode.

I progetti in mostra sono incentrati sull’idea di opera come dispositivo, cioè come modalità per innescare interazioni e collaborazioni sia tra le artiste che con il pubblico.

L’installazione centrale è dedicata alle Occupazioni, ricerca iniziata nel 2014: una sorta di ‘villaggio/campo/agorà’ che si sviluppa con teli dipinti fissati insieme da un sistema di corde intorno ad una tenda, nello specifico una tenda per l’accudimento dei figli di un accampamento nomade. Un’opera che in senso più ampio indaga il rapporto tra le necessità primarie e ancestrali del vivere e l’organizzazione essenziale dello spazio da parte dell’Uomo.

Il secondo progetto Lo Sguardo che offende (2011-2017) ha l’obiettivo di provocare dei cambiamenti nello sguardo dei visitatori attraverso una serie di opere e azioni, costringendoli a cambiare posizione del corpo o modalità di osservare. Maschere, foto, dispositivi aerei attraversano la sala per attirare l’attenzione. A conclusione sarà a disposizione una sorta di manuale per sperimentare le modalità di osservazione. Il manuale è in realtà un’opera d’arte essa stessa, prodotta in 30 copie.

Il terzo gruppo di lavori esposto è Macchina Dematerializzante e Gabinetto Spiritico per l’apparizione di corpi dispersi, dedicato alrapporto tra magia e illusionismo, sviluppato nel periodo 2006-2011, quando le artiste usavano lo pseudonimo ‘The Grossi Maglioni Magic Duo’. Si tratta dell’esplorazione sul rapporto tra realtà e finzione, e del limite sfuggente che si frappone tra i due campi, ovvero l’invisibile. Appropriandosi dei metodi operativi del mago o dell’illusionista basato su azioni mediatiche/performative/illusionistiche, le artiste mettono in scena alcuni dispositivi utilizzati, come il gabinetto spiritico, la macchina dematerializzante, l’ouija board per creare una situazione al tempo stesso meditativa, ironica ed erotica.

Le installazioni saranno affiancate da attività performative e workshop che renderanno la mostra un ambiente vivo e in mutazione.

Lo spazio si trasformerà più volte durante il periodo di mostra: il 4 marzo e l’8 aprile 2017 si terranno dei laboratori aperti a tutti e il 16 marzo una performance, aperta al pubblico, risultato di un workshop che coinvolgerà gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.L’intenzione è far diventare il visitatore il partecipante, l’occupante attivo degli spazi.

La performance che chiuderà la mostra il 27 aprile 2017 sarà quella dell’artista Per Huttner, fondatore della piattaforma di ricerca internazionale per le arti performative, la scienza e le tecnologie Vision Forum con base in Svezia, di cui Grossi Maglioni fa parte dal 2008.

Il progetto ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Produttive, Cultura e Sport del Municipio II di Roma Capitale.  Si ringrazia la Fondazione Catel per aver supportato parte della produzione delle opere. Il progetto si avvale della collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Vision Forum.

Si ringrazia inoltre Casale del Giglio per la degustazione dei vini e Flaminio Butterfly  House – Case Vacanza.

 

NOTE BIOGRAFICHE

Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni, Roma, 1982) hanno iniziato a collaborare nel 2006.

Il duo Grossi Maglioni ha costituito la propria ricerca principalmente nell’ambito della performance art, dell’installazione e delle pratiche workshop based.

Il riferimento a diversi campi di studio come l’antropologia, il teatro, gli studi di genere, la fantascienza, e la relazione tra storia della performance e cultura popolare e di massa, sono stati il punto di partenza per progetti a lungo termine in cui l’interazione con lo spettatore ed il contesto sono il momento di verifica e ridefinizione del processo artistico. Alla pratica performativa si è accompagnata la creazione di una serie di dispositivi che sfruttano e simulano gli elementi caratteristici dei procedimenti di entertainment per forzare il pubblico ad una sospensione dello sguardo, sempre in bilico tra ciò che viene svelato – pure attraverso il paradosso del travestimento – e ciò che viene metaforicamente sottratto alla vista, come nel caso diMacchina Dematerializzante e Gabinetto Spiritico per l’apparizione di corpi dispersi.

La natura del rapporto pubblico – privato, messa in questione ad esempio in lavori che sfruttano la piattaforma web come Performance Season, Performance Art Didactic Festival, è stata rimodulata e ha trovato applicazione anche nei lavori più recenti come Lo Sguardo che offende, dove ad essere indagata è la percezione dei paesaggi, tra oggettività del dato naturale e narrazione.

Dal 2014 Grossi Maglioni ha iniziato una ricerca intorno alle occupazioni di luoghi pubblici e privati. Nel progetto vengono investigate le relazioni tra architetture mobili ed i bisogni di piccole comunità, in installazioni per spazi urbani come palazzi occupati e in ambienti naturali.

Il loro lavoro è stato presentato in mostre nazionali e internazionali in gallerie, istituzioni museali ed accademiche tra le quali: Nuova Gestione, Roma (IT); Acting in the city, Norrköpings Konstmuseum (SW); Do you know because I tell you so or do you know, do you know? memories, anecdotes and superstitions, Viafarini, Milano (IT); Re-Generation, MACRO museum, Roma (IT); Anti-Hospital, The Invisible Generation, Margaret Lawrence Gallery, Melbourne (AU); Correspondance 2.2, 26 cc spazio per l’arte contemporanea, Roma (IT);  (Anti)realism- Workshot 2, ERBA Ecole Régionale des Beaux Arts de Besançon, Besançon (FR); Genealogia Futurista #1, Konstall museum, Vasa (FI); Cross Language, University of Technology, Guangzhou (CN);Rupextre residenza per artisti e antropologi, Matera (IT); (Anti)realism, Guanghzou Academy of Fine Arts (CN); Svenska konstskolan, Nykarleby (FI). Dal 2008 il duo fa parte della piattaforma di ricerca internazionale per le arti performative, la scienza e le tecnologie Vision Forum, di base in Svezia, per la quale ha ideato e curato il 1° Festival di On Line Performance che si è svolto interamente sul web. grossimaglioni.com

Roma, febbraio 2017

CALENDARIO EVENTI

4 marzo e 8 aprile 2017 ore 16.00-19.00: workshop gratuiti per il pubblico

16 marzo 2017 ore 19.00: performance aperta al pubblico con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma

27 aprile 2017 ore 19.00 (finissage):  performance aperta al pubblico con Per Hüttner e Carima Neusser (Vision Forum)

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Campo Grossi Maglioni
mostra a cura di Lýdia Pribišová e Gianluca Brogna

Inaugurazione:
mercoledì 15 febbraio 2017 ore 18.30

Apertura al pubblico: 16 febbraio – 27 aprile 2017

AlbumArte
Via Flaminia 122, 00196 Roma
W www.albumarte.org
E info@albumarte.org
T/F +39 063243882

INFORMAZIONI PER LA STAMPA:
Maria Bonmassar: ufficiostampa@mariabonmassar.com
ufficio: +39 06 4825370 / cellulare: + 39 335 490311

 

 

 

*Comunicato stampa

Lorenzo Balloni, performance at Museolaboratorio _ ph Valeria Trasatti

A Constellation of Moments, fino al 29 gennaio, Museolaboratorio, Città Sant’Angelo – Pescara #arte #mostre #music [#currentexhibition]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, mostre, musica, tecnologia, turismo, viaggi, videoarte


A Constellation of Moments:
estetiche sonore in Abruzzo dagli anni ’90 ad oggi

Artisti:
Lorenzo Balloni, Gaetano Cappella, Giustino Di Gregorio,
Andrea Gabriele, Marco Marzuoli, Fabio Perletta, Tu M’.

A cura di
Carla Capodimonti e Leandro Pisano

Mostra e Archivio:
23 Dicembre 2016 – 29 Gennaio 2017

Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi
 Città Sant’Angelo – Pescara

 

Il Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi di Città Sant’Angelo (Pescara) presenta la mostra A Constellation of Moments: estetiche sonore in Abruzzo dagli anni ’90 ad oggi, risultato della ricerca congiunta dei curatori Carla Capodimonti e Leandro Pisano sulle esperienze sonore nel territorio nel corso dei decenni.

Proprio Città Sant’Angelo e il suo museo, in collegamento con Pollinaria (azienda agricola e centro di ricerca artistica), rappresentano il miglior punto d’incontro di certe pratiche estetiche, che trovano un riscontro effettivo nel lavoro di artisti i quali hanno fatto del suono la materia principale della loro ricerca.

La mostra evidenzia tutte quelle esperienze che si sono formate in territorio rurale ed hanno creato un ponte con le più proficue realtà internazionali. Parallelamente, un archivio che raccoglie materiale video, audio e cartaceo, convoglia le testimonianze dello sviluppo di questo movimento nel corso degli anni e poggia un primo mattone per la crescita di una raccolta permanente e in continuo aumento.

 

 

Il primo appuntamento si è svolto a Pollinaria il 22 Dicembre alle ore 19:00, dove Vincenzo Core è stato ospitato per una residenza d’artista e dove ha presentato un lavoro site specific, risultato della sua esperienza nel luogo.

L’opening della mostra al Museolaboratorio in programma per il 23 Dicembre dalle ore 18:00, ha visto presentare i lavori di Giustino Di Gregorio, Andrea Gabriele, Marco Marzuoli, Fabio Perletta, Tu M’ e le performance di Lorenzo Balloni e Gaetano Cappella.

E’ stato inoltre ospitato un talk al piano superiore del museo dal titolo “Estetiche Sonore in Abruzzo dagli anni ’90 ad oggi: rileggere il territorio attraverso l’arte”, con interventi realizzati da: Carla Capodimonti e Leandro Pisano (curatori mostra), Enzo De Leonibus (direttore Museolaboratorio), Gaetano Carboni (Pollinaria), Marco Mazzei (Stanze Sonore, 2012, Museolaboratorio), Luigi Pagliarini (artista multimediale).


INFO:

A Constellation of Moments: estetiche sonore in Abruzzo dagli anni ’90 ad oggi

Artisti:
Lorenzo Balloni, Gaetano Cappella, Giustino Di Gregorio,
Andrea Gabriele, Marco Marzuoli, Fabio Perletta, Tu M’.

a cura di
Carla Capodimonti, Leandro Pisano

coordinamento
Enzo De Leonibus

in collaborazione con
Dragon’s Eye, Farmacia901, Interferenze, Line, Lux, Pollinaria

con il patrocinio di
Comune di Città Sant’Angelo

ingresso
offerta

orari di apertura

dal giovedì alla domenica dalle ore 18:00 alle 21:00 o su appuntamento

 ufficio stampa

info@luxmuseum.com

info

+39 (0)85 960555
+39 3271015880
+39 3281868850

luxmuseum.com
museolaboratorio.org

grafica
motestudio.net

 

*Comunicato stampa

Marie Filippovová (Brno) “Stoa”, inchiostro e guache, 220 x 120 cm, 2010–2013

Nord/Sud/Est/Ovest: Weimann/Bonanni/Filippovová/Ataíde,17 Gennaio, Interno 14 – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

“Nord/Sud/Est/Ovest:
Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”

a cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 17 gennaio 2017 ore 18.30

Interno 14, Roma

Il giorno 17 gennaio 2017 alle ore 18.30 Interno 14 presenta “Nord/Sud/Est/Ovest: Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”, a cura di Roberta Melasecca.

N/S/E/O è un lavoro work in progress di quattro artiste europee – Gisela Weimann_Berlino Germania, Angiola Bonanni_Roma Italia, Marie Filippovová _Brno Repubblica Ceca, Cristina Ataíde_Lisbona Portogallo – iniziato nel 2014 con una residenza alla Maison d’Art Contemporain ad Asilah, Marocco, proseguito nel 2015 nellaGalleria Noir sur Blanc a Marrakesh, Marocco.

Quattro artiste provenienti da luoghi diversi, con storie diverse e diverse visioni della vita e dell’arte, ma unite nell’unico desiderio di trovare e costruire un percorso di armonia e tolleranza in un’Europa multietica e culturalmente varia.

“Stabilire connessioni. Relazioni tra spazi e luoghi. Culture, comportamenti, visioni che appartengono a vite segnate da momenti e storie. N/S/E/O è un racconto interpretativo che fa luce su mondi e culture vissuti in quattro paesi europei: storie che si intrecciano e derivano da altrettante storie politiche e che condizionano i linguaggi espressivi e la capacità di guardare dentro e fuori i propri universi interiori.

N/S/E/O nasce dalla volontà di costruire ponti, e scorgere e immagazzinare ricchezze dalle diversità culturali e sociali. L’unità nasce non dall’unitarietà e dalla globalizzazione, intesa come uniformismo e uniformità: è un percorso complesso che prevede il riconoscimento delle varietà culturali, non più ostacoli, ma occasioni di crescita, che permettono ampliare orizzonti e sguardi.

NORD Gisela Weimann Berlino Germania. Una poliedrica formazione tra Berlino, Londra, San Francisco e Tepotzlàn_Messico la porta a sviluppare una ricerca multidisciplinare e ad utilizzare una grande varietà di media: pittura, incisione, fotografia, cinema, mail-art e installazioni, progetti multimediali, performance e arte pubblica. Cerca continuamente il confronto con artisti ed operatori culturali di diverse provenienze e le sue opere sono il frutto di un connubio tra immagini, poesia, testo, musica e danza.

SUD Angiola Bonanni Roma Italia. Anni di impegno sociale e politico in Spagna con la militanza clandestina nella lotta antifascista segnano profondamente la ricerca di Angiola. Attratta prima dall’espressionismo e dalla geometria, accoglie le nuove teorie femministe dell’arte, sperimentando materiali duttili ed effimeri come garze, tessili, carta. Il suo lavoro è una continua tensione tra “guardarsi dentro” e “guardare fuori”: affronta temi attuali come quello dell’immigrazione o la situazione delle donne in paesi in cui la libertà è minacciata.

EST Marie Filippovová Brno Repubblica Ceca. In un approccio profondamente pragmatico, Marie affronta e organizza ripetutamente diversi temi, da quelli sociali a quelli filosofici ed esistenziali. La sua ricerca si fissa sul “punto”, elemento geometrico senza dimensioni, simbolo del flusso del tempo, metafora del genere umano costituito da infiniti punti nello spazio.

OVEST Cristina Ataìde Lisbona Portogallo. Natura, parole e linguaggio sono elementi sempre presenti nella ricerca artistica di Cristina. “Guardare e pensare con attenzione” la portano ad incorporare la natura nelle sue più varie espressioni e a riflettere sui luoghi nei quali transita nei suoi viaggi e sulle storie che intercetta. Da qui l’attenzione al tema dei migranti e dei rifugiati, al tema dell’identità persa, dell’identità nuova o ritrovata.

N/S/E/O è dunque una esperienza. E’ come entrare un una scatola nera e buia, spostare con forza e aprire un varco e scoprire all’improvviso che non è più la ricerca della luce il fine ultimo ma le esperienze vissute durante il viaggio: passaggi stretti ed angusti, luoghi ampi e infiniti, voci, profumo di fiori.” (Roberta Melasecca)

Il prossimo appuntamento di N/S/E/O, dopo Interno 14, sarà dal 2 al 23 giugno 2017npresso Espacio Bop, Madrid Spagna.

INFO

Interno 14: “Nord/Sud/Est/Ovest: Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”
A cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 17 gennaio 2017 ore 18.30

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 Roma

La mostra è visitabile dal 18 al 28 gennaio 2017:
da mercoledì a sabato 18.30 / 20.30;
altri giorni su appuntamento: 3494945612

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.

Copertina (invito) design by Susanne Kunjappu-Jellinek

Interno 14 - AIAC (loghi)

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione dei vini.

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione dei vini.

 

*Comunicato stampa

 

Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli 12 gennaio – 31 marzo 2017 #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Leonardo a Donnaregina  
I Salvator Mundi per Napoli

Inaugurazione:
mercoledì 11 gennaio 2017 ore 17:00

12 gennaio – 31 marzo 2017

Complesso Monumentale Donnaregina,
Museo Diocesano di Napoli,

Largo Donnaregina
Napoli

 

Dopo le grandi mostre di Londra, New York e Milano, anche Napoli si pone ai vertici degli appuntamenti internazionali con l’arte: un’importante esposizione dedicata a Leonardo da Vinci al Museo Diocesano di Napoli, diretto da Don Adolfo Russo. Dopo circa trentaquattro anni, dalla celebre mostra di Capodimonte su Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma, Napoli si presenta al centro del dibattito degli studi vinciani, attraverso la esposizione della famosissima tavola col Salvator Mundi (ex collezione del Marchese De Ganay), capolavoro del maestro di Vinci e della sua bottega, ed altri dipinti del suo affascinate atelier, come il Cristo Benedicente, del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, per la prima volta presentato con una attribuzione al pittore messinese Girolamo Alibrandi; ancora sullo stesso filone iconografico, sarà presentata anche la tavola col Cristo fanciullo del Salaì, il giovane e controverso collaboratore di Leonardo, accompagnata da diversi lavori di pittura di allievi leonardeschi come Marco d’Oggiono. In esposizione anche tre preziosi fondi grafici: il Codice Corazza (1640 circa), proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, il Codice Fridericiano, custodito presso la Biblioteca di Area Umanistica dell’Università Federico II, e il testo Napoli antica e moderna, datato al 1815, redatto dall’Abate Domenico Romanelli.

La mostra, che apre i battenti al pubblico il 12 gennaio e chiuderà il 31 marzo 2017, vede l’ideazione del maggiore esperto vivente del genio di Vinci, il Prof. Carlo Pedretti, Direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California (U.C.L.A.) e la cura scientifica di Nicola Barbatelli.

L’esposizione al Museo Diocesano di Napoli servirà ad aggiornare il processo di studi attorno a una delle opere più discusse di Leonardo da Vinci, il Cristo Benedicente, anche alla luce dei temi di maggiore attualità che la dottrina cattolica intende richiamare nel solco dell’anno giubilare appena concluso.

La rassegna, fortemente voluta da S.E.R. il Cardinale Crescenzio Sepe, promossa dall’Arcidiocesi di Napoli e dal Museo Diocesano, con il contributo della Regione Campania, è stata realizzata anche con la collaborazione della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Madre Napoli, con il coordinamento organizzativo e gestionale della Scabec. Hanno offerto il proprio contributo scientifico i seguenti studiosi: Margherita Melani, Francesca Campagna Cicala, Alfredo Buccaro, e Ranieri Melardi. Si ringraziano l’Università Federico II di Napoli, la Biblioteca Nazionale, il Comune di Napoli, la Città Metropolitana, il Fondo Edifici di Culto e il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore.

Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli sarà inaugurata mercoledì 11 gennaio ore 17:00 da S.E.R. Il Cardinale Crescenzio Sepe e dal presidente della Regione Campania On. Vincenzo De Luca.

Parteciperanno:

Il Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e provincia Luciano Garella, l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, il Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, David Lebro, il Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Pierpaolo Forte e il Direttore del Museo Madre Andrea Viliani.

Leonardo da Vinci (1452 - 1519) e collaboratore Cristo come Salvator Mundi Olio su tavola di noce 68,6 x 48,9 cm Collezione privata (Ginevra, Svizzera)

 

Leonardo a Donnaregina  
I Salvator Mundi per Napoli

Inaugurazione:
mercoledì 11 gennaio 2017 ore 17:00

12 gennaio – 31 marzo 2017

Complesso Monumentale Donnaregina,
Museo Diocesano di Napoli,

Largo Donnaregina
Napoli


La mostra sarà visitabile durante i consueti orari di apertura del Museo Diocesano di Napoli:
dal lunedì al sabato, dalle ore 9:30 alle 16:30, domenica dalle ore 9:30 alle 14:00 (chiuso il martedì)

Per maggiori informazioni:
tel. 081 557 13 65

www.museodiocesanonapoli.com

 

*Comunicato stampa

Jimmie Durham Presepio, 2016 materiali vari (legno, pietra, plastica, vetro, ferro, bronzo, cotone, pelle, pittura acrilica, colla) / mixed media (wood, stone, plastic, glass, iron, bronze, cotton, leather, acrylic paint, glue) In comodato a / On loan to Madre · museo d’arte contemporanea donnaregina, Napoli - ph. Francesca Rao

Presepio (2016) di Jimmie Durham, 22 dicembre 2016, Museo MADRE – Napoli #presentazione #savethedate #arte [#christmas]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Presentazione dell’opera Presepio (2016)
di Jimmie Durham

Giovedì 22 dicembre 2016, ore 18:00

Museo MADRE,
Napoli

In occasione delle festività natalizie entra a far parte della collezione del museo MADRE una nuova opera concepita e realizzata appositamente per il museo campano d’arte contemporanea: Presepio (2016) di Jimmie Durham (Arkansas, 1940) artista, scrittore e attivista politico che negli ultimi anni trascorre frequenti periodi a Napoli. Giovedì 22 dicembre (ore 18:00, sala Clemente, secondo piano) l’opera sarà presentata al pubblico in presenza dall’artista, introdotto dal presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Pierpaolo Forte e dal direttore del museo MADRE Andrea Viliani. La presentazione sarà anche l’occasione per porgere alla comunità i migliori auguri di Buon Natale e di un felice 2017.

Avvalendosi di una pluralità di linguaggi, come il disegno, la scrittura, il video, la performance e principalmente la scultura, Durham decostruisce i concetti cardine della cultura occidentale per smantellare stereotipi e costrutti imposti dalle culture dominanti, e lasciare all’essenza dei componenti delle sue opere – materiali eclettici sapientemente combinati tra loro – la possibilità di innescare una riflessione sugli statuti stessi dell’arte e della realtà.

La presentazione del nuovo presepe di Durham creato appositamente per il MADRE – un precedente presepe è stato realizzato dall’artista per l’ex Lanificio Borbonico di Napoli e presentato presso Lanificio Insula Creativa la scorsa domenica, 18 dicembre – rientra nell’ambito di Per_formare una collezione, progetto avviato nel 2013 e dedicato dal museo MADRE alla costituzione progressiva della sua collezione permanente, e continua una recente tradizione del museo, che nel 2015 presentò, in occasione delle festività natalizie, i presepi dell’artista Giosetta Fioroni.

Il Presepio di Jimmie Durham rispetta la caratteristica configurazione del Presepe Napoletano, in cui la nascita del bambino Gesù è ambientata nello scenario della città contemporanea e l’area del praesaepe è attorniata da numerose figure popolari, la cui caratterizzazione estetico-formale ha assunto, nel tempo, una grande pregnanza simbolica. Personaggi imprescindibili come il salvifico pescatore, il dormiente Benino, l’angelo messianico vengono collocati in uno scenario che, come spesso nel lavoro dell’artista, riproduce la vitalità del soggetto rappresentato attraverso le suggestioni conferite dalla preziosità cromatica, tattile e olfattiva propria dei materiali scultorei utilizzati.

In quest’opera Durham riesce a rievocare la storia di una fra le più antiche tradizioni artigianali campane e a rendervi omaggio, dando vita ai suoi protagonisti e al paesaggio con le stesse materie, il marmo e il legno policromo, usato dai primi scultori che raffigurano la natività. Al contempo Durham condensa in Presepio il suo stesso percorso artistico dominato dall’uso di questi stessi elementi, la pietra e il legno, seguendo il principio secondo cui la forza di una scultura risiede nella derivazione diretta dalle potenzialità della materia utilizzata per realizzarla: in questo caso pietra e legno.

La pietra – che per Durham rappresenta la massima espressione della forma scultorea in quanto elemento in continua evoluzione, oggetto statico potenzialmente attivo – è stata nei secoli asservita, come riscontrato dall’artista in molte sue opere, ai principi di monumentalità celebrativa applicati dall’architettura e dalla statuaria, come un mezzo per rafforzare l’egemonia politico-religiosa e affermare l’identità di un popolo. Durham sente di non poter fare altro che decostruire ironicamente tali (pre)concetti, rifiutando la concezione paradigmatica di arte come monumento e rovesciando quindi il ruolo prominente della pietra nella storia dell’arte. Nella tradizione presepiale napoletana settecentesca la nascita del bambino avviene del resto tra colonne e resti romani in pietra – struttura architettonica che coincide con la raffigurazione dei principi che Durham rifiuta – per sottolineare l’avvento del messaggio cristiano sorto dalle rovine del paganesimo. La pietra presente in Presepio è quindi inserita senza modificazione alcuna, elemento libero di esprimersi e arricchire un paesaggio in cui la sua presenza non coincide con la costruzione architettonica umana ma con l’elemento naturale.

Nel Presepio di Durham le strutture portanti sono costituite quindi, invece che dalla pietra, dal legno – un frammento di una radice d’ulivo che diviene il cuore pulsante della scena, il fulcro attorno al quale tutti i personaggi si raggruppano nella celebrazione del più naturale degli eventi umani, una nascita, che nell’abbagliante semplicità del suo accadimento riesce a cambiare le sorti del mondo più di qualsiasi altro evento rivoluzionario. Così, se con l’inserimento della pietra grezza l’artista decostruisce i cardini di ogni pretesa di dominazione monumentale, l’uso del legno rappresenta la contrapposizione tra matericità e materialismo. Per l’artista, infatti, un pezzo di legno è come una reliquia sacra, massimarappresentazione della magnificenza propria del creato, capace di raccontare una storia millenaria attraverso le sue proprietà intrinseche. L’estrema povertà di un materiale reperibile in qualsiasi latitudine come il legno, caratterizzato da una versatilità di portata universale, riassume il miracolo della natura. Qualsiasi sia il manufatto realizzato a posteriori (con maggiore o minore minuzia, con la decoratività che contraddistingue la cultura dal quale l’oggetto finale prende forma), è l’organicità della materia lignea a trasmettere l’essenza delle cose.

Tale celebrazione dell’universo con le sue creature si esprime in Presepio attraverso il sottile riferimento a San Francesco d’Assisi, a cui è attribuita la creazione del primo presepio ed evocato con l’inserimento di tanti piccoli animali intagliati magistralmente dall’autore nei residui di legno più ricchi di sfumature. San Francesco non solo professa la povertà di cui il bambino Gesù si fa interprete, ma è il portavoce dell’umiltà nella possibilità per l’uomo di nutrirsi della bellezza di ogni espressione del creato, comprendendo quanto il rapporto tra ricchezza e povertà possa essere, oggi come allora, solo una percezione culturale. E’ nella dichiarazione della straordinaria normalità degli eventi, nella rappresentazione di una scena di vita che si cristallizza nell’adorazione di un neonato da parte dei più poveri come dei più potenti del mondo – non a caso i re magi sono di tre età e di tre etnie differenti, ritenute all’epoca rappresentative della varietà umana globale – che si compie il vero miracolo, mentre il pescatore continua a pescare, il mendicante a chiedere aiuto e i pastori a guidare il gregge. L’umanità trasfigurata nei personaggi scolpiti da Durham con legno, pietra,corno, bronzo, arricchiti da semplici tocchi di colore o l’apposizione di un frammento di tessuto o di pelle, e l’allusiva ambientazione creata da particelle di natura assemblate, conferiscono a questo presepe una spiritualità arcaica e intima, sottolineando la capacità dell’artista di vedere lo straordinario nell’ordinario e la bellezza del mondo nelle sue manifestazioni più impercettibili, e di constatare che il miracolo può, in ciascuna delle declinazioni ad esso attribuibili, essere esperito e vissuto solo da chi ha l’umiltà per accoglierlo.


Jimmie Durham (Arkansas, 1940) è un artista, saggista, poeta e attivista politico. Dopo aver studiato arte a Ginevra, nel 1973 Durham torna negli Stati Uniti e diviene un attivista dell’American Indian Movement, associazione a sostegno dei diritti dei Nativi Americani. In questi anni si dedica esclusivamente all’attività politica e diviene direttore dell’International Indian Treaty Council e rappresentante delle Nazioni Unite. Dopo un decennio d’intensa attività politica Durham si trasferisce a New York e riprende contatto con l’ambito delle arti visive. Dopo aver vissuto alcuni anni in Messico, nel 1994 l’artista è di nuovo in Europa e questa forma di esistenza nomadica fa sì che, nel suo lavoro, diventi centrale il tema del dinamismo delle forme con cui l’uomo risponde ai bisogni più essenziali, insieme con una disamina critica della supposta unitarietà dell’identità individuale e culturale. Tra le materie ricorrenti nella pratica scultorea, installativa e performativa di Durham ritroviamo la pietra e il masso, che assumono un valore simbolico o svolgono un’azione distruttiva. In molte sue opere i simboli della contemporaneità e del benessere (mobilio, frigoriferi, automobili o aerei), appaiono schiacciati sotto il peso di pietre e massi, che Durham ha descritto come riferimenti all’architettura, una disciplina che l’artista interpreta criticamente come struttura che ci illude di vivere nella stabilità e che, in contrasto con la natura, crea invece un ordine che spinge gli uomini a una ripetitività infinita di gesti e consuetudini. Nei primi anni Novanta l’artista inizia a produrre una serie di sculture assemblando tra loro materiali e oggetti eterogenei: elementi di recupero di origine industriale, utensili e beni di consumo quotidiano composti a formare strutture all’apparenza arbitrarie. Gli scarti della società dei consumi sono consapevolmente abbinati a elementi di origine naturale, o che si riferiscono a culture tradizionali, in modo da formare agglomerati totemici e quasi rituali dai riferimenti molteplici: ritratti insieme entropici, lirici e critici della nostra contemporaneità e del suo inconscio multiforme, in cui coesistono efficientismo industriale e mistero insondabile, tradizione e poesia, aneddoto e storia.


Giovedì 22 dicembre 2016, ore 18:00 (Sala Clemente, secondo piano)
Presentazione dell’opera Presepio (2016) di Jimmie Durham, che entra a far parte della collezione del museo

In presenza dell’artista, introdotto da Pierpaolo Forte e Andrea Viliani

Museo MADRE,
via Settembrini 79, Napoli

Ufficio stampa istituzionale museo MADRE

Luisa Maradei – 333.5903471 –
luisamaradei@gmail.com

Photo credit: 
Amedeo Benestante
Francesca Rao

 *Comunicato stampa

Cum Grano Salis. Giornata di cultura e solidarietà, 17 dicembre, Galleria Galleria Cantiere - Ascoli Piceno

Cum Grano Salis. Giornata di arte cultura e solidarietà, 17 dicembre, Galleria Cantiere – Ascoli Piceno #savethedate #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Cum Grano Salis
Giornata all’insegna di arte, cultura e solidarietà

Artisti:

Gabriele Arruzzo, Mirko Baricchi, Luca Coser, Luca De Angelis,
Lorenzo Di Lucido, Marco Fantini, Giorgio Pignotti,
Vito Stassi, 
Cristiano Tassinari, Giulio Zanet

17 dicembre dalle ore 18:00

@Galleria Cantiere,
Ascoli Piceno

 

Arte Contemporanea Picena vi aspetta sabato 17 dicembre dalle ore 18 alla Galleria Cantiere di Ascoli Piceno per condividere una giornata all’insegna dell’arte, della cultura e della solidarietà.

Sarà inaugurata una mostra dal titolo Cum Grano Salis, 10 artisti presenteranno 10 opere di piccole dimensioni vendute al prezzo di 100€.  Parte dell’incasso verrà inserito in un fondo cassa per iniziative culturali a favore delle zone colpite dal sisma.

Sarà presentato il programma del 2017
Previsto rinfresco per augurare buon natale e felice anno nuovo.

 

Cum Grano Salis. Giornata di cultura e solidarietà, 17 dicembre, Galleria Galleria Cantiere - Ascoli Piceno

 

 

Cum Grano Salis
Giornata all’insegna dell’arte, della cultura e della solidarietà

Artisti: 
GABRIELE ARRUZZO, MIRKO BARICCHI, LUCA COSER, LUCA DE ANGELIS,
LORENZO DI LUCIDO, MARCO FANTINI, GIORGIO PIGNOTTI,
VITO STASSI, 
CRISTIANO TASSINARI, GIULIO ZANET

17 dicembre dalle ore 18:00 

@Galleria Cantiere,
via Oberdan 81/b, Ascoli Piceno

http://galleriartecontemporanea.it/

 

*Comunicato stampa

Alessandro Calizza, Global Warning - Atene Brucia - 200x290 - acrilic spray and charcoal on canvas - 2016

SNUBADDICTED STUDIO di Alessandro Calizza apre al pubblico, 18 dicembre, San Lorenzo – Roma #arte #savethedate #openstudio #capricchia [#solidarietà]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, mostre, turismo, viaggi

SNUBADDICTED STUDIO
di Alessandro Calizza
apre al pubblico

Domenica 18 dicembre 2016, ore 17

 San Lorenzo – Roma

Come ogni anno nel giorno del suo compleanno Calizza organizza un evento presso il suo studio-casa di via dei Marsi a San Lorenzo. Quest’anno però, oltre che per presentare le sue nuove opere, c’è una motivazione ben più importante: una raccolta fondi a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. La famiglia dell’artista infatti è originaria di una frazione di Amatrice, Capricchia, e insieme all’intera comunità sta collaborando all’acquisto di quanto necessario a garantire il benessere dei residenti che non hanno voluto abbandonare la loro terra e la loro vita. Alcuni moduli abitativi sono già stati acquistati ma c’è ancora tanto da fare, per questo la decisione di devolvere il 50% del ricavato delle vendite di domenica 18 dicembre a Capricchia e alle sue famiglie.

Per ARTQUAKE oltre alle opere presentate recentemente al MLAC (Museo Laboratorio Di Arte Contemporanea di Roma) e quelle mai esposte a Roma realizzate per la sua ultima personale “Global Warning” alla Galleria Il Canovaccio di Terni, saranno in mostra una cinquantina tra disegni, studi, multipli e piccoli dipinti e sculture eccezionalmente in vendita al prezzo di 30 euro, ben lontano dalle quotazioni usuali.

Il lavoro di Alessandro Calizza è da sempre strettamente legato a riflessioni profonde sul nostro tempo e sulla realtà che viviamo ogni giorno e mai come in questa occasione l’arte può essere vettore, oltre che di importanti suggestioni, di cambiamento e di un aiuto concreto a favore di chi si è visto portare via la propria vita nell’arco di pochi minuti.

Il ricavato della serata sarà devoluto a CAPRICCHIA NEL CUORE, comitato formatosi per poter sostenere Capricchia e i suoi abitanti.

Pagina facebook con ulteriori informazioni su Capricchia, il Comitato ed i suoi scopi:  https://www.facebook.com/CapricchiaNelCuore/?fref=ts


Servizio di Repubblica TV su Capricchia:


https://www.facebook.com/capricchia2/?fref=ts


Per seguire l’evento su facebook:


https://www.facebook.com/events/1770439409885276/

 


Alessandro Calizza , nato nel 1983, vive e lavora a Roma. I suoi lavori sono stati esposti in numerose città italiane ed all’estero e in questi ultimi anni diverse testate giornalistiche e televisive hanno parlato del suo lavoro, tra cui ad esempio TG2 Insieme (due volte ospite in trasmissione), Repubblica.it, Trovaroma di Repubblica, Il Messaggero, Telegramme, Le petit Bleu, Insideart, Artribune, Eos Arte,Organiconcrete, Artnoise, Art HUB, La Nouvelle Vogue, Daily Storm e altri. Tra le esposizioni personali che ha realizzato durante il suo percorso ci sono ad esempio DON’T LET THEM CATCH US, curata da Carlotta Monteverde e realizzata in collaborazione con Takeawaygallery, CARNE FRESCA, presso la Mondo Bizzarro Gallery di Roma e GLOBAL WARNING, la sua personale presso la Galleria Il Canovaccio di Terni. Per quel che riguarda i progetti collettivi invece da sottolineare SURREALITY SHOW a cura di Julie Kogler, I LORO DESIDERI HANNO LA FORMA DELLE NUVOLE a cura di Takeawaygallery, NO(W) REGRETS tenutasi al MLAC(Museo Laboratorio di Arte contemporanea), prima esposizione del progetto ULTRA che lo vede protagonista assieme a Cristiano Carotti, Desiderio e Marco Piantoni. Ha preso parte poi a importanti collettive che hanno riunito artisti internazionali come WAITING FOR THE MOON a cura della NERO Gallery e ANY GIVEN BOOK, realizzata dalla White Noise Gallery, con cui ha partecipato anche all’Affordable Art Fair Milano a marzo 2015. Vincitore del Premio Speciale del Concorso Arte Per Oggi indetto da Windosr&Newton, Lefranc Burgeois e Poggi ha preso parte ad una residenza d’artista di 3 mesi in Francia. Altre residenze d’artista per cui è stato selezionato sono il FESTIVAL ALTERAZIONI 2014, al Castello di Arcidosso e la residenza a cura di Lori Adragna Project Room presso il Casale dei Cedrati di Roma, nel dicembre 2015. Dal 2014 è attivo anche come scenografo realizzando scenografie per diverse compagnie teatrali, con spettacoli andati in scena in diverse città italiane tra cui Roma (teatro dell’orologio, Teatro Petrolini, Teatro Belli), Todi (Todi Festival), Civitavecchia, Ostia, Napoli ed altre.


INFO

ARTQUAKE – ALESSANDRO CALIZZA
OPEN STUDIO a sostegno della comunità di Capricchia, frazione di Amatrice colpita dal terremoto

Domenica 18 dicembre 2016 ore 17.00
SNUBADDICTED STUDIO
Via dei Marsi 19 – San Lorenzo – Roma

info: acalizza@gmail.com

tel: +39.328.7022171

Comunica_Desidera_di Roberta Melasecca (logo)

Press Office
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr

349.4945612
roberta.melasecca@gmail.com
robertamelasecca.wordpress.com

LEA VERGINE. L’ARTE NON E’ UNA FACCENDA DI PERSONE PERBENE, 13 dicembre, NONOSTANTEMARRAS - Milano #presentazione #libro #rizzoli [#books]

LEA VERGINE. L’ARTE NON E’ UNA FACCENDA DI PERSONE PERBENE, 13 dicembre, NONOSTANTEMARRAS – Milano #presentazione #libro #rizzoli [#books]

arte, arte contemporanea, comunicazione, CS, cultura, leggere, letteratura, libri

Presentazione del nuovo libro
di LEA VERGINE

L’ARTE NON E’ UNA FACCENDA DI PERSONE PERBENE

Conversazione con Chiara Gatti

Rizzoli 2016

Incontrano l’autrice
Francesca Alfano Miglietti e Patrizia Marras

 

Martedì 13 dicembre, alle ore 19.00, lo spazio NONOSTANTEMARRAS accoglie la presentazione di :  L’ARTE NON E’ UNA FACCENDA DI PERSONE PERBENE (Rizzoli 2016), il nuovo libro di  LEA  VERGINE.

A parlarne con l’autrice interverranno Francesca Alfano Miglietti e Patrizia Marras.

Lea Vergine: dall’infanzia napoletana (“Non si è nati invano alle falde del Vulcano”), divisa tra due famiglie, al rapporto esclusivo con un padre andato via troppo presto. E poi la vita adulta, la scelta di un mestiere anticonformista, gli anni romani, le gallerie, le avanguardie e la politica, l’amicizia con Cioran e Manganelli. Fino all’approdo a Milano, tra i protagonisti della grande stagione degli anni Sessanta (Gillo Dorfles, Arturo Schwarz, Silvana Ottieri, Camilla Cederna ecc.).Un racconto senza cedimenti, né verso i mostri sacri dell’arte né verso se stessa: “Senza alterigia, non ho però mai finto modestia: chi affronta qualcosa di enigmatico come l’arte non può permettersi di essere modesto. Ma neanche può permettersi di non essere umile”. Così l’arte diventa una scuola di rigore, quindi, ma anche una malattia sublime, “un’ombra dell’amore”. Sono molte le pietre di questo racconto, perché quello che si trova nelle sue pieghe è sempre il tentativo di dare un peso a ciò che è per principio ineffabile: l’arte, l’amore, la vita stessa.  Tentativi che hanno bisogno di braccia forti e sono forse destinati a fallire. Soprattutto se ci si illude di una funzione rassicurante dell’arte. Perché “l’arte non è faccenda di persone perbene. È inutile che lo spettatore cerchi nella visione di un’opera d’arte qualcosa che lo consoli. Troverà solo qualcosa che lo dilanierà. Starà a lui decidere come adoperarlo”.

Lea Vergine

Lea Vergine è scrittrice, critico d’arte e collaboratrice dei più importanti quotidiani italiani.     Collabora sin dal 1973 con quotidiani come Il Manifesto e Il Corriere della Sera e molti periodici. E’ stata uno dei primi critici ad occuparsi della Body Art, pubblicando nel 1974 Il corpo come linguaggio, il libro che ha creato uno scandalo simile a quello delle opere che analizzava. Ha posto in rilievo in L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, 1980, la funzione delle donne nei fenomeni artistici della prima metà del 20° sec., apportando un contributo fondamentale nell’approccio critico e nella scoperta dell’opera artistica femminile. Ha organizzato numerose mostre, l’ultima delle quali è Un altro tempo. Dal Decadentismo al Modern style, (Trento e Rovereto 2012-2013)

 

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SCHEDA INFORMATIVA

Libro: LEA  VERGINE – L’ARTE NON E’ UNA FACCENDA DI PERSONE PERBENE (Rizzoli 2016)

Data: martedì 13 dicembre 2016, ore 19.00

Sede: NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8, 20144 Milano

Ingresso: gratuito fino a esaurimento posti

Info: tel.: 02 76280991 – mail: bottega@antoniomarras.it; www.antoniomarras.com

Ufficio stampa: Maria Bonmassar; tel.: 335 490311; ufficiostampa@mariabonmassar.com

 


* Comunicato stampa

Oasis: Supersonic + Selma + The lobster #film #puntidivista [#recensione]

attualità, cinema, cultura, film, politica, quotidiani, tecnologia, televisione

Sono stata al cinema la scorsa settimana anche se mi sembra una vita fa, ero lì per vedere il documentario Oasis: Supersonic di Mat Whitecross.
Ho scelto una location un po’ cara per un film che è valso la pena di vedere ma che ha sottratto un rene agli astanti per via dei suoi alti costi (The Space cinema – 13, 70 euro). L’intera produzione assume dei toni familiari, nel senso che è tutto improntato sulla storia dei ragazzi di Manchester sotto un punto di vista molto umano. E’ raccontata la loro nascita come band tenendo conto della frammentaria situazione che li costringeva a essere esagerati, suddivisi tra droga, alcol e disagio. Per un fan, niente di nuovo, sennonché il punto di vista offerto sia molto interessante. L’ultima band di un periodo che anticipa internet, e che chiude un cerchio preciso nella storia, entrando nell’olimpo della musica mondiale. Tutto il lavoro racconta dei primi tre anni di successo – da Definitely Maybe a (What’s the Story) Morning glory? – verso quello che è stato il concerto di Knebworth nel 1996, quando sono riusciti a radunare una folla oceanica di persone che ha consacrato la fine di un periodo spettacolare, nel senso partecipativo del termine, aprendo a una fase successiva: quella dei megaschermi e internet, con un cambio radicale di percezione nei tempi di fruizione e consumo della musica, oggi.

 

 

Per quanto riguarda il fronte casalingo, invece, presa da un attacco mortale di noia, mi sono accorta di avere nell’archivio Sky lavori mai visti registrati da tempo. Uno è Selma – La strada per la libertà di Ava DuVernay. Film sentito, dove gli attori e il montaggio sono costruiti in modo coinvolgente, tanto che è difficile sradicarsi dalla poltrona una volta iniziata la visione. L’intera narrazione racconta della protesta di Selma, una cittadina degli Stati Uniti d’America dove è stata realizzata la grande marcia in favore del movimento dei neri capitanata e voluta, tra gli altri, da Martin Luther King, esponente di riferimento e pacifista, per dare diritto di voto agli uomini di colore nel pieno degli anni Sessanta. La colonna sonora è una delle migliori ascoltate negli ultimi anni. Sulla base della vittoria di Donald Trump alcuni dialoghi sono attuali.

 

 

The Lobster girato dal regista greco Yorgos Lanthimos è il secondo che ho scelto fantascientifico. E’ una storia d’amore al limite dell’assurdo, dove si è costretti a vivere in una condizione di repressione e sottomissione di istinti controllati da volontà altrui. Grottesco, e secondo alcuni ironico, narra di società estreme in cui è difficile collocarsi per essere se stessi nel pieno dell’autenticità, e per esserlo bisogna privarsi di qualcosa.

 

OPIEMME - "Vortex: per aspera ad astra", 18 novembre 2016, Rosso20sette arte contemporanea - @Roma

OPIEMME – “Vortex: per aspera ad astra”, 18 novembre 2016, Rosso20sette arte contemporanea – @Roma #savethedate #vernissage #arte [#mostre]

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Opiemme
“Vortex: per aspera ad astra”

Testo critico di Alessandra Caldarelli

Inaugurazione:
18 novembre 2016 ore 18.30

@ Rosso20sette arte contemporanea,
 Roma

 

Il giorno 18 novembre 2016 alle ore 18.30 Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra personale “Vortex: per aspera ad astra” dell’artista Opiemme, accompagnata da un testo critico di Alessandra Caldarelli.

Opiemme, artista torinese attivo sotto pseudonimo dal 1998, è stato definito “poeta della street art” e si è distinto negli anni per aver coniugato la poesia con l’arte pubblica, portando all’attenzione di un pubblico vasto testi di celebri autori. I suoi lavori su tela, su carta e su muro hanno avuto riscontri in Italia e all’estero: sono costituiti da immagini, lettere e calligrammi che rimandano alla poesia visiva e alla poesia concreta e sono intrisi di richiami estetici al futurismo. La sua poetica, apartitica e lirica, dimostra risvolti politici, sociali e ambientali.

Negli spazi di Rosso20sette arte contemporanea Opiemme presenta un ulteriore capitolo di Vortex, progetto iniziato nel 2014 ed ancora in divenire, che trae ispirazione dalle teorie astronomiche che Giuseppe Sermonti illustra nel testo “L’alfabeto scende dalle stelle. Sull’origine della scrittura” e che l’artista interpreta sia nei lavori di street art e arte pubblica, sia in opere realizzate su tela, su tavola o su carte d’epoca, carte nautiche e carte geografiche.

Vortex è una profonda riflessione sull’esistenza umana, tra miti e fantasie sulle costellazioni e dati di scoperte scientifiche. “(…) Opiemme prende il cielo e la sua attrazione verso il mondo astronomico per trasformarli nel centro della sua ultima ricerca (…) che ruota attorno al rapporto tra lettera e insieme di lettere a composizione di poesie e scritti di grandi nomi della Storia della Letteratura. Cumuli di lettere che si attorcigliano, che non perdono significato intrinseco pur rendendosi meno raggiungibili nella loro leggibilità formale. Le parole si sovrappongono, trasformandosi in un buco nero, in cascate di piccoli elementi come coriandoli di macerie che volano dopo un’esplosione. Tracce inscritte nello spazio come i punti luminosi della Via Lattea, organizzati tra loro in una complessa geometria invisibile.

(…) Andando oltre il puro contatto visivo con l’occhio dello spettatore, Opiemme riesce a superare la semplice resa estetica, rimettendo la parola al centro della visione. Una parola sempre fortemente legata ad aspetti sociali e condivisibili, che trova posto anche su di vecchie mappe, carte geografiche dimenticate o ritagli di giornale ormai ingialliti che rimandano alla rappresentazione di un mondo che non è più lo stesso. Ancora una volta torna l’archetipo della traccia che costruisce un messaggio: i punti scritti su una carta creata per guidare i viandanti e i naviganti, una carta di giornale che ricostruisce una sezione temporale strappata dal passato, stratificazioni di storia, di informazioni, di bussole che sono già esse stesse portatrici di un testo che vengono sovrascritte con l’intervento dell’artista.

(…) I vortici neri, gocce di inchiostro sulle strade scritte da qualcuno prima di lui, diventano stratificazioni di un nuovo senso del vagare umano, in cui si tracciano nuove linee d’ombra.” (Alessandra Caldarelli)


 

Opiemme è un artista torinese attivo dal 1998. Tra il 2003 e il 2008, partecipa a una serie di festival letterari (’Parma Poesia Festival’, ‘Poesia Festival’ Modena, ‘Scritture Metropolitane’ Modena, ‘Scrittori in città’ Cuneo, ‘BCT Off’ Terni, ‘Musicultura’ a Macerata, ‘Villa Celimontana’ Jazz Festival) con performance e installazioni effimere in grado di coinvolgere il pubblico. Dal 2005 i suoi ‘Rotolini di Poesia’ – brevi liriche su piccoli fogli arrotolati e appesi in grappoli per chiunque desideri fruirne – sono stati presenti in occasione di numerosi eventi (tra cui a Torino le ‘Letture Ri-costituenti’ e la ‘Notte Bianca’ a Roma nel 2007) e prodotti in oltre 200.000 esemplari. Nel 2013 con il progetto ‘Un viaggio di pittura e poesia’ Opiemme attraversa l‘Italia da nord a sud e dipinge numerosi murales (Torino, Bologna, Rieti, Pizzo Calabro, Faggiano, Ariano Irpino, Menfi, Genova, Tirano e infine Roma) che creano un simbolico percorso di poesia di strada. Nell’ambito del suo progetto multiforme ‘Vortex’ realizza nel 2014 per il Monumental Art Festival un tributo alla poetessa polacca Wislawa Szymborska: un murale alto 10 piani a Gdansk che viene riconosciuto dalla Fondazione Szymborska. Nel corso dei suoi numerosi viaggi ‘Vortex’ approda anche sui muri della Thailandia e, nel 2014, sul muro dell’autostazione di Bologna. Nel 2015 partecipa all’azione di ‘Brandalism’ a Parigi, durante la ‘COP21’, e realizza una performance per ‘Ambria Jazz’ con il trombonista Gianluca Petrella. Ha esposto in spazi pubblici e gallerie private in Italia e nel mondo; un suo murales è conservato all’interno della Fondazione Pistoletto; è stato selezionato dalla collezione Benetton nell’ambito del progetto Imago Mundi; ha partecipato a fiere d’arte nazionali e internazionali, e in alcuni dei principali festival di urban art.


INFO

Opiemme
“Vortex: per aspera ad astra”

Testo critico di Alessandra Caldarelli

Inaugurazione 18 novembre 2016 ore 18.30

Rosso20sette arte contemporanea
Via dell’Orso 27 – 00186 Roma

Fino al 24 dicembre 2016
Orari: dal martedì al sabato 11.00 – 19.30 / domenica 11.00 – 14.00 / lunedì chiuso


rosso20sette_roma_logo

Rosso20sette artecontemporanea

Via dell’Orso 27 00186 ROMA
info@rosso27.com www.rosso27.com

 

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PRESS OFFICE
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr

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info@comunicadesidera.com  349.4945612
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*Comunicato stampa

ROMA-PARIGI. Accademie a confronto L’Accademia di San Luca e gli artisti francesi, al 13 gennaio 2017, Accademia di San Luca, Roma

ROMA-PARIGI. Accademie a confronto L’Accademia di San Luca e gli artisti francesi, al 13 gennaio 2017, Accademia di San Luca, Roma #arte #mostre [#CURRENTEXHIBITION]

arte, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

ROMA-PARIGI
Accademie a confronto
L’Accademia di San Luca e gli artisti francesi

mostra a cura di
Carolina Brook, Gian Paolo Consoli e Susanna Pasquali

fino al 13 gennaio 2017

@Accademia Nazionale di San Luca
Roma

L’Accademia Nazionale di San Luca inaugura ROMA -PARIGI. Accademie a confronto. L’Accademia di San Luca e gli artisti francesi, a cura di Carolina Brook, Gian Paolo Consoli e Susanna Pasquali, mostra che, accogliendo l’invito francese a celebrare i 350 anni dell’apertura dell’Accademia di Francia a Roma, ripercorre le tappe fondamentali dei rapporti intercorsi tra le due istituzioni dal diciassettesimo al diciannovesimo secolo.

L’esposizione, organizzata nella sede dell’Accademia Nazionale di San Luca a Palazzo Carpegna, in concomitanza con la mostra allestita a Villa Medici 350 anni di creatività.Gli artisti dell’Accademia di Francia a Roma da Luigi XIV ai giorni nostri , inaugura il percorso espositivo che si snoda lungo la rampa realizzata da Francesco Borromini e si conclude nella Galleria accademica al terzo piano.

In mostra oltre 130 opere di artisti italiani e francesi che a diverso titolo sono entrati in rapporto con l’Accademia: quadri, disegni di figura, sculture, bassorilievi e disegni di architettura elaborati per i concorsi, oppure donati in occasione dell’entrata degli artisti nel corpo accademico o infine lasciati per testamento.

Tra le opere anche importanti prestiti internazionali, dal Musée National des Châteaux de Versailles et de Trianon all’École Nationale Supérieure des Beaux Arts di Paris. Da Villa Medici invece provengono due calchi in gesso della Colonna Traiana che ricordano la grande impresa promossa da Colbert a Roma per avere a Parigi una copia a grandezza naturale del celebre monumento e infine dal Museo Napoleonico di Roma due progetti celebranti Napoleone.

Di grande interesse il Putto di Raffaello, affresco staccato donato all’Accademia da Jean-Baptiste Wicar come lascito nel 1834, l’olio su rame di Nicolas Vleughels, Il sogno di Giuseppe, l’Autoritratto di Antonio Canova, un gesso del 1812, oltre ai tre disegni di Pierre Bernard del Grand Prix d’architecture del 1783.

Altro quadro importante è l’opera che celebra l’amicizia tra l’Accademia di San Luca e la Francia, quella del pittore Charles François Poerson che presenta l’allegoria dell’unità tra le istituzioni romana e francese: il Re Sole, nelle vesti di Apollo, benedice l’incontro tra le Accademie impersonate da due giovinette.

Le opere sono suddivise a seconda dei concorsi accademici, Clementini (dal 1702) e Balestra (dal 1768), vere e proprie occasioni dove le tre Arti – pittura, scultura e architettura – si confrontano, garantendo così ampia partecipazione ad artisti di nazionalità diversa.

Sulla rampa di Borromini, restaurata per l’occasione, i visitatori potranno seguire in successione cronologica gli esiti dei vari concorsi e le differenze stilistiche nelle opere degli artisti francesi e italiani. La mostra prosegue nella Galleria in cui, accanto alle opere esposte per l’occasione, saranno messe a confronto sculture, pitture e disegni della collezione permanente in relazione agli scambi tra Roma e Parigi.

L’Accademia di San Luca venne fondata a Roma alla fine del Cinquecento, espressione del sodalizio di artisti che riconoscevano nel disegno il principio fondatore dell’unità delle tre Arti.

A Parigi, la creazione delle Accademie fu invece, fin dall’inizio, un’impresa promossa direttamente dallo Stato allo scopo di formare gli artisti che avrebbero lavorato nelle commesse pubbliche e nelle grandi Manifatture; nel 1648 venne fondata l’Académie Royale de Peinture et Sculpture e nel 1671 l’Académie Royale d’Architecture. A complemento delle nuove scuole di Parigi, venne aperta nel 1666 anche la sede di Roma, dove gli allievi francesi avrebbero ultimato la loro formazione studiando l’antico.

Il periodo presentato dalla mostra, infatti, copre l’arco di tempo che dalla metà del Seicento giunge agli inizi dell’Ottocento, in modo da comprendere ai due estremi i momenti in cui l’Accademia di San Luca e l’Accademia di Francia sono state più vicine, quasi sul punto di fondersi.

Nel 1677, grazie all’accordo stabilito al tempo di Innocenzo XI e del re Luigi XIV, si tentò il gemellaggio tra l’istituzione romana e quella francese, che poi non ebbe seguito.

Alla fine del periodo considerato, si riaffacciò di nuovo l’idea di un’unificazione: in un mondo riconfigurato radicalmente dalla Rivoluzione del 1789 – in una città senza papa e soggetta al diretto dominio di Napoleone – nel 1810 fu avanzata di nuovo la proposta di creare una grande e unica scuola delle arti a Roma, riunendo l’Accademia di San Luca e l’Académie de France. Accanto a Villa Medici, dove dal 1804 si era trasferita la sede francese, ci si proponeva di occupare il convento di Trinità dei Monti per fare del Colle del Pincio un’acropoli delle Arti.

È in corso di pubblicazione un volume che approfondirà i temi della mostra cui seguirà un Convegno Internazionale in programma a gennaio p.v., sulla storia e gli esiti delle istituzioni accademiche.

Roma, ottobre 2016


 

INFORMAZIONI

Mostra: ROMA-PARIGI, Accademie a confronto. L’Accademia di San Luca e gli artisti francesi
Curatori: Carolina Brook, Gian Paolo Consoli, e Susanna Pasquali

Responsabile scientifico: Francesco Moschini
Coordinamento scientifico: Elisa Camboni
Progetto di allestimento: Francesco Cellini

Apertura al pubblico:
Fino al 13 gennaio 2017

Orari:
dal lunedì al sabato: 10.30- 13.30; 15.30- 19.00 (ultimo ingresso 18.00).
Domenica chiuso

Ingresso gratuito

Sede:
Accademia Nazionale di San Luca,
piazza dell’Accademia di San Luca 77 – Roma

Informazioni:
tel. 06 679 8850; segreteria@accademiasanluca.it


Informazioni per la stampa:
Maria Bonmassar
06 4825370; +39 335490311;
ufficiostampa@mariabonmassar.com

 

*Comunicato stampa

Alessandro Calizza, Global Warning - Atene Brucia - 200x290 - acrilic spray and charcoal on canvas - 2016

GLOBAL WARNING. Alessandro Calizza Solo Show, 15 OTTOBRE, GC2 CANOVACCIO – Terni #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

GLOBAL WARNING.
Alessandro Calizza Solo Show

mostra a cura di Tommaso Zijno

Inaugurazione:
Sabato 15 OTTOBRE ore 18

@GC2 CANOVACCIO Contemporary Gallery ,
Terni

Il 15 ottobre, alle ore 18.00, presso la galleria GC2 CANOVACCIO CONTEMPORARY di Terni, si apre la mostra GLOBAL WARNING, prima personale umbra dell’artista Alessandro Calizza. L’esposizione, curata da Tommaso Zijno, intende riflettere su quanto la nostra epoca stia attraversando un periodo di profonda crisi culturale e sociale e su quanto i valori più alti, conquistati e difesi dall’uomo nei secoli, oggi vadano sempre più lasciando il passo a nuove, e quantomai false, “virtù”. È un allarme quello che Calizza vuole lanciare. Una sirena che vorrebbe destarci da questa ipnosi collettiva per vederci protagonisti di una reazione che starà a noi definire. Capire nel nostro intimo se ci riconosciamo testimoni o complici della deriva che ha preso il nostro tempo o sentirci invece tra coloro che avanzano riflessioni e sentimenti di speranza nati dalla voglia di cambiare la realtà che ci circonda.

A Terni Calizza torna dopo essere stato protagonista di uno dei Venerdì Incredibili, organizzati dal F.A.T – CAOS e PLAY, esposizione collettiva tenutasi sempre presso la galleria il Canovaccio, assieme a Cristiano Carotti, Desiderio, Marco Piantoni, Sergio Silvi e Volodymyr Kuznetsov. Questa personale vuole porre l’attenzione sulla sua produzione più recente, idealmente divisibile in 3 filoni principali: GLOBAL WARNING, che dà il nome alla mostra, in cui si inseriscono tele e sculture dalle cromie forti e inconfondibili, raffiguranti teste e busti di statue classiche nell’atto di liquefarsi o vittime di incuria e segnate dal tempo. Il messaggio di disfacimento dei valori, ritenuti ideali dall’artista, e una profonda riflessione critica sulla nostra contemporaneità permea tutta la produzione di Alessandro Calizza e nella seconda serie, intitolata STEAL LIFE, viene veicolato da grandi nature morte che fungono da allegorie della condizione sociale che viviamo, logorata e sempre più vicina al collasso. A collegare queste due prime riflessioni si inseriscono sculture e assemblaggi raffiguranti alcuni degli elementi tipici della vanitas, simbolo di decadenza e di ammonimento sull’effimera condizione dell’esistenza. L’ultima sezione, OH SHEET!, raccoglie incisioni d’epoca, sulle quali l’artista interviene dipingendo piante carnivore, ruderi allagati o riconquistati dalla natura, strani inquietanti vermoni, tutto sotto l’occhio inerme dell’uomo che, se non sarà capace di reagire a tutto ciò, avrà ben poche possibilità di riscatto.


Alessandro Calizza nasce nel 1983 a Roma, dove vive e lavora. Nonostante la giovane età, la sua carriera artistica è già ricca di esperienze maturate in Italia e all’estero, in un’escalation di esposizioni collettive e personali che l’hanno portato a collaborare con le realtà più disparate nel campo dell’arte contemporanea. Tra le tante mostre, citandone solamente alcune, ricordiamo: NO(W) REGRETS tenutasi al MLAC(Museo Laboratorio di Arte contemporanea) dell’Università “La Sapienza”, prima esposizione del progetto ULTRA che lo ha visto protagonista assieme a Cristiano Carotti, Desiderio e Marco Piantoni; CARNE FRESCA, sua esposizione personale presso la Mondo Bizzarro Gallery, la sua partecipazione alla residenza d’artista Project Room a cura di Lori Adragna presso il Casale dei Cedrati di Roma, WAITING FOR THE MOON a cura della NERO Gallery e ANY GIVEN BOOK realizzata dalla White Noise Gallery di San Lorenzo, oltre alla collaborazione con la Takeawaygallery con la quale ha preso parte a diversi progetti.


Informazioni:

GLOBAL WARNING
Alessandro Calizza Solo Show
mostra a cura di Tommaso Zijno

Inaugurazione Sabato 15 ottobre
ore 18.00

15 OTTOBRE – 1 NOVEMBRE 2016
Apertura dal Martedì al Sabato, ore 09:00 – 13:00 e 16:00 – 19:30

Ingresso gratuito

@GC2 CANOVACCIO Contemporary Gallery
Vico San Lorenzo, 5 (Corso Vecchio), 05100
Terni

mob: +393471818236
tel/fax: 0744422762
mail: gallcanovaccio@yahoo.it

GC2 Contemporary

 

*Comunicato stampa