Tag: riflessione
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Dopo un anno, Mia madre, Nanni Moretti
Dopo un quasi un anno dall’uscita, ragiono ancora sull’ultimo film di Nanni Moretti, Mia Madre. Rimango ancora fedele alla mia idea: la sua non assunzione di responsabilità rispetto al suo fare registico, alla linea condotta fino a un determinato periodo. Rivedendo il teaser, ascoltando le parole pronunciate, le immagini selezionate, dopo tanto tempo, mi rendo…
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Giovani, carini e mosci?
Ho letto l’articolo di Luca Beatrice tratto dal quotidiano Il giornale (clicca). Tralasciando le opinioni che ho di questo spazio di informazione e l’operato del critico, in alcuni sprazzi egli racconta una cruda verità: “E oggi? Per certi versi si fa fatica a capire quale sia la direzione del contemporaneo più attuale, e questo non…
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Il nome del figlio – F. Archibugi
Nell’autunno e nella prima fase dell’inverno 2015 non ho mai sentito l’esigenza di andare al cinema. Da tanto tempo non vedevo in tv un film seduta comodamente in poltrona. In questo momento, penso sia l’ultima forma di comunicazione utile cui mi rivolgo per sanare il tempo, i vuoti, le attese di qualcosa che non cambierà…
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Curatori – riflessione volante
Leggevo l’intervista di Santa Nastro rilasciata dall’artista Luigi Ontani su Minima&Moralia (clicca). La parte che mi ha colpito di più è questa: “E i curatori? Non sto facendo alcuna battaglia, ma constato che non sono d’accordo con i curatori, perché loro hanno preconcetti. Sono dei sudditi, non sudditi dell’idea, ma del sociale. Quindi propongono dei progetti che sono…
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Seduta in attesa
Sono dal dentista. A Giulianova c’è il sole. Guardo, in attesa, fuori dalla porta, il vicolo. È tutto sistemato e armonico. Penso che le persone irresponsabili non cambieranno mai, sono incorregibili. È sempre bello inseguire un’utopia. Peccato che quel pensiero politico, assieme al suo codice religioso di ispirazione, abbiano fallito in tutto. Certe volte raggiungere…
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Di notte, a fine novembre
Mi chiedo che cosa non mi permetta di dormire stanotte. Non sono tornata tardissimo ieri sera. L’aperitivo si è prolungato in un doppio giro. Conoscenze nuove, risate leggere, per me, fuori contesto rispetto al mio solito ambiente. È un bene ci siano le rotture. Quelle grandi però, dove recuperi il senso delle cose e vedi…
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Fear
Il cane si punta d’improvviso davanti a una segnaletica piantata per comunicare uno smottamento. Abbaia, sotto una pioggia torrenziale perché è una cosa nuova, mai vista prima lì. Indosso una felpa con cappuccio. Mi congelo perché è suo dovere avvertire, manifestare un disagio. Penso: “paura, a volte sei davvero inutile” #buongiornismi #todayisnotabaday #rainydays #mood
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Sunday – song of the day, today. a day.
Un testo duro, da cambio stagione, quando non è più tanto calda l’attesa. Indossi una sciarpa viola. Consiglio ascolto e lettura parole. E miracolosamente non Ho smesso di sognare E miracolosamente Non riesco a non sperare E se c’è un segreto È fare tutto come Se vedessi solo il sole #waitingforspring
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Desidero/disprezzo
Appunti di letture mattutine di apparente non studio: “Il soggetto desidera, ma non sa cosa. Nella sua fluttuazione d’animo, incrocerà un essere fornito di qualcosa che gli manca e che sembra dare a quest’ultimo una pienezza che egli non ha. Questa pienezza evidente, così vicina e così lontana, è ciò che propriamente lo affascina. Il…
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Netflix + Black Mirror
Avevo già sentito parlare di Netflix lo scorso anno, quando non era ancora accessibile in Italia. Non amo troppo le serie tv. Non mi piace la dipendenza che creano nella visione. È raro ne abbia seguita una da capo a piedi non sbadigliando. Ho deciso di mettermi in gioco osservando le dinamiche web, e scegliendo Black…
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Eros, Umberto Saba
Sul breve palcoscenico una donna fa, dopo il Cine, il suo numero. Applausi, e scherno credo, ripetuti. In piedi, del loggione in un canto, un giovinetto, mezzo spinto all’infuori, coi severi occhi la guarda, che ogni tratto abbassa. È fascino? È disgusto? È l’una e l’altra cosa? Chi sa? Forse a sua madre pensa, pensa…
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Non è ancora dicembre
Togliermi quel lavoro dalle mani, quel tipo di ricerca, è stato come strappare un figlio appena nato dal grembo di una madre. Una donna, che ha sentito, per tanti mesi, scalpitare la vita dentro la sua pancia. Una esperienza lacerante di un impegno cui avevo creduto molto. Un essere umano non può permettersi di compiere…

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